Sindrome metabolica. Conoscerla e combatterla

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sindrome metabolica

Studi recenti hanno evidenziato quanto la sindrome metabolica sia fortemente in aumento tra la popolazione. Si pensi che a breve colpirà circa il 25% della popolazione mondiale! Ma che cos’è la sindrome metabolica? Perché così diffusa?

Se superiamo i range consentiti di almeno tre fattori di rischio, scelti tra:

  • pressione arteriosa, i cui valori di riferimento non devono essere superiore a 130/85 mmHg
  • trigliceridi ematici non superiori a 150 mg/dl
  • glicemia a digiuno non superiore a 110 mg/dl
  • colesterolo HDL non inferiore a 40 mg/dl, nei maschi, e 50 mg/dl, nelle femmine.

allora siamo affetti da sindrome metabolica. La causa principale qual’é?

Il sovrappeso !!!

Piaga dilagante, si stima che circa il 50% degli adulti, tra i 50-60 anni, ne sia affetto. Non è che una magra consolazione. In questo caso il detto “mal comune…” non dev’essere preso in considerazione nella maniera più assoluta.

Queste stime devono farci capire che, così facendo, siamo condannati a vivere una vecchiaia tutt’altro che tranquilla e serena. Saremmo condannati a malattie sia cardiovascolari, sia oculari, sia epatiche e non per ultimo, il diabete.

Sindrome metabolica.Cosa fare?

primo obiettivo è quello di perdere peso! Un consumo calorie costante e graduale,che aiuta a perdere dal 7 al 10% del peso nel tempo di 1 anno, sarebbe l’ideale.

La strategia ideale è quella di seguire diete a basso contenuto sia in carboidrati che in grassi, almeno per i primi periodi. L’intento è ridurre l’infiammazione a cui è soggetto il corpo e la dieta mediterranea ci aiuta in tal senso. Per contro, un dieta ricca in carboidrati aumenta i livelli plasmatici di trigliceridi e, sembra strano, se aumentiamo l’assunzione di grassi monoinsaturi, i livelli dei trigliceridi diminuiscono.

Tutto fa intendere che dobbiamo seguire diete povere in carboidrati. Gli studi sottoscrivono tale comportamento poiché i ricercatori hanno constatato che

  • la percentuale in carboidrati nelle diete seguite influenza l’assetto lipidico
  • diete a basso contenuto di carboidrati riducono le VLDL ( very low density lipoprotein, proteine che racchiudono una gran quantità di trigliceridi, sintetizzate dal fegato).
  • diete ad alto contenuto in carboidrati influenzano la sintesi di particelle VLDL da cui piccole particelle LDL (colesterolo cattivo)

Da cui:

Sindrome metabolica. che dieta seguire per ritornare nei ranghi?

Di sicuro una dieta a basso contenuto di carboidrati, coadiuvata da alimenti contenenti acidi grassi polinsaturi omega 3, quelli dei pesci grassi. L’associazione fa diminuire il livelli di trigliceridi plasmatici.

Un altro valido aiuto per combattere la sindrome metabolica è la scelta dei carboidrati. Ci si deve di sicuro orientare verso carboidrati a basso indice glicemico che aiutano sia i lipidi plasmatici sia i livelli di glicemia.

Quanto al controllo della pressione sanguigna, è stato constatato che il consumo di frutta e verdura, pesci grassi, cereali integrali, in una dieta povera in calorie ed in sodio con un’integrazione di acidi grassi EPA e DHA, potassio, vitamina C, flavonoidi del cacao è un valido aiuto per abbassare i livelli pressori.

Il potassio ha un ruolo essenziale nell’incidenza delle malattie cerebrovascolari e cardiovascolari, diabete di tipo 2, insufficienza e aritmia cardiaca. Scegliere cibi con un buon quantitativo di potassio è una scelta sana e saggia. Ortaggi, legumi e frutta freschi, sono fonte naturali di potassio, con una baso contenuto in Sodio.

Altro minerale da non dimenticare quando si è affetti da sindrome metabolica è il magnesio. Noci e cibi integrali migliorano la glicemia e la sensibilità all’insulina sia nei soggetti con insulino resistenza sia quelli affetti da diabete di tipo 2.

I livelli di insulina sono fortemente influenzati dalla quantità e qualità dei carboidrati nella dieta. Ne sono influenzati anche il glucosio ematico e la sensibilità all’insulina. È importante controllare l’indice glicemico degli alimenti poiché scegliere alimenti integrali  ricchi in fibra, frutta secca, semi riducono fortemente l’insulino resistenza.

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