Salute e benessere: la scoperta del diabete

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Alla fine del XIX secolo, due medici tedeschi scoprirono che il pancreas, una grande ghiandola posta dietro lo stomaco, doveva produrre una sostanza che arrestava l’aumento del livello di glucosio nel sangue.

Nel 1921, tre scienziati canadesi scoprirono che questa misteriosa, che chiamarono insulina, era prodotta in piccoli gruppi di cellule all’interno del pancreas chiamate “isole di Langerhans”.

Quando, dopo il 1922, l’insulina divenne disponibile come trattamento per il diabete, si parlò di miracolo della medicina, in grado di rivoluzionare le prospettive future dei diabetici e salvare la vita di molti giovani che sarebbero altrimenti morti a causa di una dolorosa e devastante malattia.

Circa trent’anni dopo, fu scoperto che una forma particolare di diabete poteva essere curata riducendo i livelli di glucosio nel sangue: questo ulteriore sviluppo portò i medici a distinguere due diverse forme della malattia.

Tipo 1, diabete mellito insulino-dipendente (IDDM)

Si sviluppa più comunemente nei pazienti più giovani, i quali, per star bene, devono farsi regolari iniezioni di insulina.

Tipo 2, diabete mellito non insulino-dipendente (NIDDM)

Chiamato anche diabete dell’adulto o a esordio tardivo, è più comune nelle persone di mezza età o anziane, e può essere controllato con pastiglie o semplicemente con una dieta appropriata.

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