PRP e settore ortopedico

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PRP e settore ortopedico

L’ortopedia, oggi, permette di sottoporsi a un tipo di cura particolare usufruendo del plasma ricco di piastrine, o PRP.  Questo rientra nella metodologia delle cure che consentono la rigenerazione della cartilagine presente tra le articolazioni del proprio corpo.

Ecco tutto quello che bisogna conoscere in merito alle nuove frontiere dell’ortopedia.

Di cosa si tratta

Le nuove tecniche di cui la medicina e, in particolare, il settore ortopedico possono disporre di metodi curativi innovativi, come l’utilizzo del sangue dello stesso paziente, per curare (o alleviare) le patologie di cui soffre. In particolare hanno un’azione benefica su artrosi, artrite, traumi articolari o muscolo-scheletrici o altre.

Come facilmente noto, molti sportivi o chi svolge delle mansioni lavorative che comportano l’utilizzo della forza fisica come, per esempio, gli operai del settore edile, in un determinato periodo della loro vita si possono trovare a dover fronteggiare un tipo di situazione che tende a essere particolarmente grave: può succedere, cioè, che il tessuto di cartilagine presente tra le articolazioni si usuri progressivamente.

Quando tale situazione si palesa, le articolazioni tendono a sfregare tra di loro e questo comporta un problema che non deve essere sottovalutato dato che, con il passare del tempo, l’organismo va incontro a un costante peggioramento. La mancanza del tessuto che agevola il movimento delle articolazioni fa in modo che il paziente avverta dolore durante il movimento delle braccia e specialmente delle gambe, che porta a difficoltà di movimento che tende a diventare sempre più accentuata, fino all’impossibilità di mantenere una vita normale.

Non esiste una cura effettiva per l’artrosi, in quanto si tratta di malattie degenerative. Il suo decorso può essere però rallentato (fino quasi a fermarsi) ma non può regredire. Le innovative metodologie di cui si avvale l’ortopedia hanno, appunto, come obiettivo finale quello di offrire un trattamento abbastanza rapido e concreto a chi soffre di problemi legati alle articolazioni.

Come funziona

Questo sistema di cura funziona in maniera molto semplice: in primo luogo vengono svolti diversi controlli affinché sia possibile valutare se il sangue stesso possa essere utilizzato e sia idoneo per applicare la cura.

Svolti i primi esami, il sangue prelevato viene purificato da tutte quelle sostanze che possono essere tutt’altro che utili per il processo curativo, facendo in modo che l’estratto sia ricco di piastrine e quindi possa essere utilizzato sullo stesso paziente con efficacia. Una volta che il sangue viene lavorato, questo può essere utilizzato sul paziente che necessita appunto di questo genere di trattamento particolare sul suo organismo, in particolar modo nelle sue articolazioni.

Si tratta di una semplice infiltrazione. Il medico stabilirà il percorso più idoneo ed eventuali ripetizioni del trattamento. A differenza di diverse altre tipologie di sistemi per curare patologie che riguardano la muscolatura e le ossa, questo rappresenta una soluzione adeguata per tutti coloro che vogliono assolutamente evitare lunghi e complessi interventi invasivi che possono avere delle ripercussioni di ogni genere.

Ha il vantaggio di non essere invasivo e inoltre può essere utilizzato anche per poter rigenerare tessuti muscolari e altre problematiche similari che, con il passare del tempo, possono peggiorare e che, appunto, necessitano di essere curati in tempistiche ridotte, come nel caso degli sportivi, degli atleti e di chi, per lavoro o per necessità, non si può permettere di passare lunghi periodi di stop forzato.

Questo particolare tipo di intervento tende a essere abbastanza consigliato anche per le persone anziane, obese o, in generale, per tutti coloro a cui risulterebbe impossibile sottoporsi ad altre operazioni, come l’intervento di protesi.

C’è comunque da dire che anche l’ortopedia più classica ha fatto passi avanti da gigante. Mentre anni fa per installare una protesi erano necessari lunghi ricoveri e difficili e dolorose riabilitazioni, oggi si può far affidamento su soluzioni all’avanguardia. Il paziente, anche in caso di operazioni complesse, come la protesi d’anca, può riprendere a camminare a poche ore dall’intervento, grazie a procedure minivasive e a un affiancamento psicologico e riabilitativo.

Ritornare alla vita normale non solo è possibile, ma è un diritto a cui nessuno deve rinunciare. Per questo si consiglia, in caso di disturbi o dolori, di recarsi quanto prima per una visita ortopedica specialistica. Prima vengono affrontati i disturbi e prima e più facilmente è possibile ritrovare il benessere.

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