Prevenzione: “il nutrizionista” eloggia il vino!

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Con l’eccezione del , nessuna bevanda è così indissolubilmente legata alla civiltà umana quanto il vino. Se i suoi effetti hanno sicuramente contribuito a farne un elemento indispensabile nei festeggiamenti, è comunque interessante notare che il vino è sempre stato considerato come una bevanda dalle proprietà benefiche per la salute.

Il fondatore della medicina, Ippocrate, diceva: “il vino è una cosa meravigliosamente appropriata per l’uomo se, in salute come in malattia, la si amministra con discernimento e giusta misura, a seconda della costituzione individuale”.

Ippocrate non esitava a raccomandarlo per guarire molte malattie.

Durante l’epoca romana, questa visione terapeutica del vino è proseguita e Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), autore del voluminoso Storia Naturale, pensava che “il vino di per sé è un rimedio, nutre il sangue dell’uomo, rallegra lo stomaco e lenisce malinconie e preoccupazioni”.

L’eruzione del Vesuvio nel 79 impedì a Plinio il Vecchio di tesserne ulteriormente le lodi, ma le sue opinioni guadagnarono importanza anche nel Medioevo, dove il vino faceva ormai parte integrante della pratica medica.

I trattati medici della prima scuola di medicina europea, fondata nel X secolo a Salerno, menzionano che “il vino ha molti benefici […] e dona alla vita una salute robusta […], bevetene poco, ma che sia buono”

Raccomandazione sempre in voga qualche secolo dopo, all’Università di Montpellier, nel Medioevo considerata la più grande scuola di medicina europea, e dove la metà delle “ricette” medicinali presenti nei testi comprendono il vino tra gli ingredienti.

Si potrebbe credere che queste credenze e abitudini antiche, che rivelano intuizione e indubbie conoscenze mediche, si siano affievolite nel corso dei secoli seguenti, ma al contrario, invece che ridursi, il posto del vino nella medicina europea continua a crescere fino al XIX secolo.

Anche Louis Pasteur, che a quell’epoca godeva di grande notorietà, considerava il vino come “la bevanda più sana e igienica che esista”.

Occorre attendere la fine del XX secolo per avere finalmente dei dati concreti sui benefici del vino in termini di salute. Durante uno studio volto a identificare i fattori responsabili della mortalità per malattie cardiache, si scoprì come i francesi, nonostante uno stile di vita caratterizzato da numerosi fattori di rischio per le malattie cardiovascolari (colesterolo alto, ipertensione, tabagismo) hanno una mortalità associata a queste malattie stranamente bassa rispetto ad altri Paesi con gli stessi fattori di rischio.

Per esempio, nonostante un apporto di grassi simile a quello degli abitanti degli Stati Uniti o del Regno Unito, i francesi hanno quasi due volte meno crisi cardiache o altri eventi coronarici in grado di provocare decessi prematuri.

Poiché la principale differenza tra il regime alimentare francese e quello dei Paesi anglosassoni è il consumo relativamente alto di vino in Francia, si suppone che questo “paradosso francese” possa essere legato al consumo di vino, in particolare di vino rosso.

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