Prevenzione: da “il nutrizionista”, gli effetti benefici del cioccolato

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All’ inizio il cioccolato veniva considerato utile soprattutto per alleviare gli effetti della fatica. L’imperatore azteco Montezuma, per esempio, poteva berne fino a cinquanta tazze al giorno, una quantità che può sembrare enorme, ma che probabilmente gli era utile per espletare in modo soddisfacente i suoi compiti (aveva un harem con seicento concubine…).

Questa storia è all’origine delle leggende sul potere afrodisiaco del cioccolato, virtù che però ancora oggi non è stata confermata!

Nel corso della storia, il cioccolato è stato considerato non solo come un alimento dal gusto piacevole, ma anche come un trattamento per parecchi disturbi, soprattutto l’angina e i problemi circolatori. L’assunzione positiva tra il cioccolato e la salute è durata fino alla fine del XIX secolo ed è solo con l’industrializzazione della produzione dolciaria e con la nascita di prodotti zuccherati che contengono ben poco cacao (e quindi polifenoli) che il cioccolato ha iniziato a essere considerato come un alimento nocivo alla salute.

Fino ad oggi, è stato studiato soprattutto il suo impatto sulle malattie cardiovascolari, a partire dalle osservazioni svolte sulle popolazioni che ne assumono grandi quantità. Per esempio, gli indios kuna  delle isole San Blass, un arcipelago al largo di Panama, sono grandi consumatori di cacao, che preparano sotto forma di bevanda secondo un procedimento simile a quello delle civiltà antiche.

Queste popolazioni ne bevono circa cinque tazze al giorno (alcuni individui anche di più) e utilizzano regolarmente il cacao come ingrediente per preparare numerosi piatti .

L’interesse verso queste popolazioni deriva dal fatto che nonostante un ‘alimentazione molto ricca di sale, un fattore noto per aumentare la pressione arteriosa, essi hanno al contrario una pressione sanguigna stranamente bassa .

E non si tratta di una caratteristica di origine genetica, perché gli individui che lasciano l’isola per trasferirsi altrove hanno una pressione più alta.

È possibile che questo effetto benefico del cacao sul sistema cardiovascolare sia legato al suo carattere antiossidante. In effetti, il consumo di quantità moderate di cacao aumenta rapidamente la capacità antiossidante del sangue, diminuendo anche l’ossidazione delle proteine responsabili della formazione delle placche ateromatose.

Occorre però notare che questo effetto scompare quando il cioccolato viene ingerito insieme al latte, in ragione di un differente assorbimento di polifenoli.

Un altro effetto del cioccolato, che contribuisce sicuramente alle sue proprietà benefiche sul sistema cardiovascolare, è quello di ridurre alcune funzioni nocive delle placche sanguigne, riducendo al contempo il rischio di formazione di grumi (sanguigni).

La somiglianza nel contenuto di sostanze fitochimiche tra il cacao ed altri elementi che si suppone abbiano la capacità di prevenire i tumori permette di ipotizzare che anche il cacao presenti effetti simili. In ogni caso, anche se gli studi sulla capacità dei polifenoli  del cioccolato di prevenire i tumori sono ancora agli inizi, i risultati sono incoraggianti.

Anzi, è stato osservato che le proantocianidine della pasta del cacao sono in grado di ritardare negli animali da laboratorio lo sviluppo di alcuni tumori, come quello ai polmoni.

L’assorbimento dei polifenoli del cacao sembrerebbe ridurre l’attività di un recettore essenziale (EGFR) per la crescita delle cellule tumorali e per l’angiogenesi. Dunque, proprio come le proantocianidine dei mirtilli rossi precedentemente trattate, le proantocianidine del cacao potrebbero contribuire alla prevenzione di tumori agendo su vari eventi connessi alla diffusione di questa malattia.

Anche se saranno necessari ulteriori studi per stabilire con maggiore sicurezza il potenziale antitumorale potenziale del cioccolato, resta il fatto che i risultati ottenuti finora sono molto positivi e non giustificano assolutamente la cattiva reputazione che il cioccolato ha avuto negli ultimi anni.

Il consumo quotidiano di 40 g di cioccolato fondente, contenente il 70% di pasta di cacao, può fornire una dose molto interessante di polifenoli all’organismo e, di conseguenza, apportare molti benefici, prevendo le malattie cardiovascolari e i tumori.

Questo effetto preventivo sarà ancora oggetto più accentuato se il consumo di cioccolato fondente permetterà di ridurre quello di dolci e altri prodotti industriali che non contengono alcuna sostanza antitumorale, e che contengono invece il colesterolo favorendo l’aumento di peso.

In altre parole, se ammettiamo che il consumo di zuccheri fa ormai parte integrante delle abitudini alimentari, grazie alla sensazione di benessere che trasmettono, la modifica di tali abitudini, sostituendo gli alimenti zuccherati con il cioccolato fondente può avere un impatto positivo sulla prevenzione di malattie croniche come il cancro.

Chi ha detto che mangiare significhi rinunciare al piacere???

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