Prevenzione: lunga vita al resveratrolo, ultimo atto de “il nutrizionista” sul vino

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L’interesse suscitato dal resveratrolo è dovuto alla sua capacità di rendere più lungevi. Da tempo sappiamo che la riduzione nell’apporto di calorie costituisce il modo migliore per aumentare la longevità degli esseri viventi.

Per esempio, i topi da laboratorio “a dieta” hanno una longevità superiore del 30% rispetto a quelli che si nutrono a volontà. Questo effetto sarebbe legato all’attivazione del metabolismo lipidico, che prolungherebbe la vita delle cellule dando loro il tempo di riparare i danni occasionali occorsi al DNA nel corso dell’invecchiamento.

Il fatto ancora più interessante dal punto di vista nutrizionale è che i risultati ottenuti negli ultimi anni indicano che alcune molecole di origine alimentare, come la quercitina e soprattutto il resveratrolo, sono in grado di attivare questi processi aumentando la longevità delle cellule.

Aggiungendo, per esempio, il resveratrolo a organismi unicellulari, come il lievito, si nota un aumento della durata della vita di queste cellule dell’80%. Mentre abitualmente i lieviti vivono per 19 generazioni, l’aggiunta di resveratrolo permette di aumentare questa durata fino a 38 generazioni!

Stessa tendenza per gli organismi più “complessi” come i vermi o ancora i moscerini della frutta: il resveratrolo aggiunto al “regime alimentare” di questi organismi provoca un aumento della durata della vita del 15% per i vermi e del 29% per i moscerini.

Il resveratrolo avrebbe dunque la capacità di attivare i meccanismi di riparazione delle cellule e quindi di accrescere la longevità degli organismi, mimando, in un certo senso, l’effetto della restrizione calorica.

La bassa mortalità osservata nelle popolazioni che consumano moderatamente vino rosso è legata all’aumento della durata della vita delle cellule indotto dal resveratrolo?

Ancora non lo sappiamo. Ma una cosa è certa: grazie ai suoi effetti benefici sul sistema cardiovascolare, all’effetto protettivo nei confronti del cancro e alla sua capacità di aumentare la vita delle cellule, il resveratrolo è probabilmente una delle molecole di origine nutrizionale con l’impatto più positivo sulla salute umana.

Aggiungendo il vino rosso nella lista degli alimenti che possono contribuire alla prevenzione del cancro, non intendiamo banalizzare tutte le forme di consumo di alcolici, al contrario.

Un eccesso di consumo di alcol, anche sotto forma di vino rosso, è nefasto sia per quanto riguarda il rischio di malattie cardiovascolari sia per lo sviluppo del cancro, senza contare che quest’abitudine crea una serie di problemi sociali gravi, tra cui incidenti stradali e la violenza.

Ciò nonostante, numerosi dati scientifici dimostrano i molteplici effetti positivi associati al consumo moderato di vino rosso. Anche se il resveratrolo non è sicuramente l’unico responsabile di tutti questi aspetti, non c’è alcun dubbio sul fatto che questa molecola sia il principale artefice delle proprietà antitumorali del vino rosso che sono state suggerite finora.

È in quest’ottica che raccomandiamo il consumo di vino rosso, perché si tratta veramente  della migliore fonte di resveratrolo attualmente disponibile. Per prevenire le patologie croniche come il cancro e le malattie cardiovascolari bisogna comunque consumarlo in quantità moderate, possibilmente in un clima disteso per ridurre lo stress, onnipresente nella nostra vita.

Bisogna dunque guardare allo stile di vita del Paesi in cui il consumo di vino è associato a un tasso minore di mortalità, i Paesi mediterranei in particolare, che sono caratterizzati da un regime alimentare ricco di frutta e verdura, di legumi e di frutta secca, dove l’olio d’oliva è la principale fonte di grassi e l’apporto di carne è moderato.

È quindi possibile, anzi estremamente probabile, che gli effetti benefici associati al vino rosso siano potenziati quando il consumo di vino fa parte di quel tipo di dieta.

In altre parole, bere il vino rosso, anche in quantità moderate, non garantisce un effetto protettivo nei confronti del cancro se questa abitudine non si inserisce in una strategia globale di prevenzione basato su un apporto rilevante di altri alimenti protettivi, come la frutta e la verdura, abbinati a un consumo ridotto di alimenti nocivi che contengono grandi quantità di grassi saturi e di alimenti dolci di basso valore nutritivo.

Nel quadro di un regime alimentare di questo tipo, uno o due bicchieri di vino da 125 ml per gli uomini e un bicchiere per le donne ogni giorno corrispondono alla quantità di vino più adeguata a prevenire la comparsa del cancro e delle malattie coronariche

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