Prevenzione: le virtù terapeutiche del cavolo

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Nell’antichità, sembra che le piante della famiglia delle crucifere fossero coltivate essenzialmente per le loro proprietà medicinali. Che fosse la senape, la cui coltivazione in Cina risale a più di 6000 anni fa, o ancora le diverse varietà di cavolo descritte dai botanici greci e romani, tutte queste piante venivano coltivate principalmente per curare determinati disturbi, come la sordità, la gotta e i problemi gastrointestinali.

Il cavolo, in particolare, veniva considerato un alimento curativo talmente importante, tra le popolazioni greche e romane, da poter sostituire addirittura l’aglio, in certe epoche, come rimedio principale.

Elogiato da Pitagora, battezzato come “ortaggio dalle mille virtù” da Ippocrate (460-377 a.C.) che lo prescriveva, tra le altre indicazioni, come rimedio contro la diarrea e la dissenteria, il cavolo a quell’epoca veniva considerato un alimento essenziale per la salute.

A ragione, d’altro canto, poiché il cinico Diogene (413-327 a.C.) vissuto fino a 83 anni, viveva  in una misera botte e si nutriva quasi esclusivamente di cavoli.

Marco Porcio Catone, noto come Catone il Vecchio (234-149 a.C.), potente uomo di Stato romano che svolgeva la più onorevole e temuta tra le funzioni, quella di censore, magistrato con facoltà di stabilire l’ammontare delle imposte, fu il primo a utilizzare il termine Brassica (dal celtico bresic, che significa cavolo), usato ancora oggi per indicare gli ortaggi appartenenti a questa famiglia.

Molto diffidente nei confronti dei medici, all’epoca tutti i greci (popolo che secondo lui stava corrompendo i costumi romani), Catone considerava il cavolo un rimedio universale contro tutte le malattie, una fonte di giovinezza cui attribuiva il merito della sua buona salute e della sua virilità ( ebbe un figlio a 80 anni).

Anche se si dilettava a coltivare più di cento piante medicinali, Catone scrisse nel suo trattato De agricoltura che “ mangiato crudo con aceto, cotto con olio o altri grassi, il cavolo scaccia tutti i malanni e guarisce tutti i disturbi”, tanto il cerchio alla testa dopo una sbronza che le malattie gravi come il cancro.

A questo proposito, secondo Catone, l’applicazione di una foglia di cavolo  schiacciato era in grado di guarire un’ulcera cancerosa al petto.

Oggi fortunatamente, disponiamo di metodi più moderni ed efficaci per curare il cancro al seno, ma il ruolo del cavolo come rimedio contro l’abuso di alcolici è stato tramandato nel tempo, fino alla recente apparizione sul mercato russo di una bibita salata a base di succo di cavolo destinato a porre rimedio ai risvegli difficili dopo le baldorie notturne…

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