Prevenzione:le crucifere e gli isotiocianati

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Gli isotiocianati contengono nella loro struttura un atomo di zolfo, responsabile del caratteristico odore prodotto dalla cottura troppo prolungata del cavolo e dei suoi cugini appartenenti ala famiglia delle crucifere. Poiché ogni isotiocianato proviene dalla degradazione di un glucosinolato differente, la natura degli isotiocianati  associati alle crucifere dipende evidentemente dalla natura dei glucosinolati presenti in questi ortaggi.

Alcuni tipi di glucosinolati sono presenti in uguale quantità nelle crucifere, mentre certi tipi di ortaggi, appartenenti a questa famiglia, contengono livelli molti elevati di un particolare tipo di glucosinolato, e quindi dell’isotiocianato corrispondente.

Questa differente composizione è molto importante, poiché alcuni isotiocianati possiedono proprietà antitumorali più potenti degli altri. È questo è proprio il caso del sulforafano, presente nei broccoli.

Questa sostanza è stata isolata per la prima volta nel 1959 dalla lattona (Cardaia draba), dove è presente in grandi quantità. Dal punto di vista nutrizionale, i broccoli sono di gran lunga la fonte migliore di sulforafano, poiché ogni porzione ne fornisce ben 60g.

È altrettanto interessante notare che i germogli dei broccoli, che talvolta si trovano nei negozi di alimentazione naturale, possono contenerne in quantità anche 100 volte maggiore, rispetto al broccolo maturo, sarebbe dunque auspicabile che questo alimento fosse più diffuso e quindi consumato in misura maggiore, per esempio in un semplice panino.

Il sulforafano, e quindi il broccolo, merita una considerazione particolare grazie alle sue proprietà antitumorali. Questo interesse è giustificato dai risultati ottenuti da numerosi studi condotti negli ultimi 10 anni, che indicano come il sulforafano acceleri considerevolmente l’eliminazione dall’organismo delle sostanze tossiche potenzialmente in grado di far sviluppare il cancro.

Lungi dall’essere un fenomeno senza conseguenze, l’aumento dell’efficacia disintossicante del sulforafano riduce nettamente la comparsa, il numero e la diffusione dei tumori mammari indotti nei topi e nei ratti da certe sostanze cancerogene; questo effetto antitumorale potrebbe manifestarsi anche nell’uomo.

I risultati delle ricerche indicano che il sulforafano è in grado di agire direttamente a livello delle cellule cancerose e di provocarne la morte attivando il processo di apoptosi.

Nel corso di una serie di studi sulla capacità delle sostanze di origine naturale di indurre la morte delle cellule isolate di un tumore cerebrale infantile, il neuroblastoma, abbiamo osservato  che il sulforafano è l’unica molecola di origine naturale in grado di indurre la morte di queste cellule.

Questa sostanza è inoltre in grado di provocare la morte delle cellule di altri tipi di tumore, come quello del colon e della prostata, oltre che nel caso della leucemia acuta linfloblastica, e questo è un’ulteriore conferma della sua azione diretta sulle cellule tumorali.

Il sulforafano possiede anche proprietà antibiotiche battericide, soprattutto contro l’Helicobacter pylori, il batterio responsabile dell’ulcera gastrica. Questa sua attività, apparentemente non correlabile con l’attività antitumorale, potrebbe però giocare un ruolo molto importante nella protezione contro il tumore allo stomaco, poiché oggi  si stima che l’infezione da parte di H. Pylori, con le conseguenti ulcere gastriche, aumenti in modo considerevole (da tre a sei volte) il rischio di tumore allo stomaco.

Il consumo di broccoli permetterebbe al sulforafano di venire direttamente in contatto con il batterio a livello dello stomaco, e quindi di prevenire lo sviluppo di questa malattia.

Tutte queste proprietà fanno del sulforafano l’isotiocianato con il maggiore potenziale antitumorale e, di riflesso, rendono i broccoli uno degli alimenti più importanti per prevenire la comparsa di molti tumori.

Nonostante tutte queste proprietà benefiche, sarebbe poco saggio credere che da solo, il consumo regolare di broccoli possa aiutare a prevenire il cancro.

Anche gli altri isotiocianati e indoli presenti nei diversi ortaggi della famiglia delle crucifere possiedono molte proprietà antitumorali che contribuiscono all’effetto protettivo di queste verdure.

Tra queste molecole, due in particolare meritano attenzione: il feniletil isotiocianato (PEITC) e l’indolo-3-carbinolo (I3C).

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1 COMMENT

  1. credo ci sia stato un errore riguardo il meccanismo di azione del SF: quando dice che il “sulforafano è in grado di agire direttamente a livello delle cellule cancerose e di provocarne la morte bloccando il processo di apoptosi”. il SF non blocca ma attiva il processo di apoptosi cellulare che è una sorta di morte cellulare programmata proprio per evitare la crescita all’infinito delle cellule tumorali.

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