Prevenzione: la soia, “il nutrizionista” ed il cancro al seno

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Sebbene da tutto il mondo scientifco accettata, come abbiamo già detto, come ottimo alimento, la soia presenta, dopo numerosi studi, una seria controversia. “il nutrizionista” vuole analizzare i risultati delle sperimetazioni ed evidenziarne quanto sia importante “leggerli” correttamente.

Più del 75% dei tumori al seno vengono diagnosticati tra le donne con più di 50 anni e, nella larghissima maggioranza dei casi, questi tumori sono dipendenti dagli estrogeni.

Poiché la combinazione estrogeni e progesterone aumenta il rischio di tumore al seno, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che la capacità degli isoflavoni della soia di interagire con il recettore degli estrogeni potrebbe promuovere lo sviluppo dei tumori mammari tra le donne che hanno bassi i livelli di estrogeni e tumori residui o in corsa.

Questa ipotesi è rafforzata dall’osservazione che la somministrazione di preparati arricchiti di isoflavoni a topi affetti da tumore mammario, la cui crescita dipende quindi dagli estrogeni, provoca uno sviluppo notevole di questi tumori.

Evidentemente, gran parte di questa controversia proviene ancora una volta dall’utilizzo di prodotti arricchiti di isoflavoni e, alla luce di ciò che abbiamo detto sulla menopausa, è evidente che le donne colpite da cancro al seno dovrebbero evitare qualsiasi forma di integratore a base di isoflavoni.

D’altra parte, un recente studio  dimostra che se le fonti di isoflavoni purificati inducono un aumento nella crescita dei tumori mammari già presenti in un animale da laboratorio, l’alimento naturale che contiene la stessa quantità di isoflavoni non ha alcun effetto su tale crescita.

Questi risultati concordano con gli studi epidemiologici, che hanno mostrato non solo che le donne asiatiche hanno un tasso di tumore al seno molto inferiore, ma che coloro che, malgrado tutto, vengono colpite dalla malattia hanno un tasso di sopravvivenza più alto.

Questi risultati sembrano indicare che il consumo moderato di soia per via alimentare non avrebbe un impatto negativo sullo sviluppo del cancro al seno nelle donne colpite da questa malattia.

Tuttavia, un recente studio condotto ancora una volta sugli animali suggerisce che piccole quantità di soia per via alimentare annullano l’effetto preventivo del tamoxifene, un medicinale spesso utilizzato per prevenire le recidive del cancro, causando al contempo un aumento nei tumori mammari tra gli animali.

Anche se è sempre difficile applicare i risultati ottenuti sugli animali agli esseri umani, è impossibile al momento prevedere con certezza gli effetti positivi negativi della soia sulle recidive del cancro al seno.

Per questo, è preferibile che le donne affette da questo tipo di cancro o che ne sono guarite facciano un consumo estremamente moderato di soia, privilegiando invece altri alimenti che possiedono il potenziale per prevenire lo sviluppo del cancro al seno, come gli acidi grassi omega 3 e i glucosinati della famiglia dei cavoli.

In sintesi, è preferibile da una parte consumare sempre con moderazione gli alimenti che contengono sostanze potenti come gli isoflavoni e dall’altro, evitare assolutamente di introdurre queste molecole nell’organismo sotto forma di integratori alimentari, che non sostituiscono affatto l’alimento originale.

A dispetto della controversia che ruota intorno alla soia, è importante ricordare che lo studio migliore sui suoi benefici è stato realizzato dagli stessi abitanti dell’Asia mille anni fa, e i risultati ottenuti sono stati impressionanti.

Il consumo di soia durante l’infanzia e l’adolescenza, o durante la menopausa, non ha mai presentato alcun rischio per queste popolazioni. Di conseguenza, un consumo moderato di soia (circa 50-100 g al giorno), pari a circa 25-40 mg di isoflavoni, non può che avere effetti positivi sulla salute, riducendo considerevolmente il rischio di cancro al seno e alla prostata che, ricordiamocelo, sono i più comuni tumori che colpiscono gli occidentali.

Inoltre, il principale ingrediente attivo di questi alimenti, la genisteina, non è solo un fitoestrogeno ma anche una molecola che ha il potere di contrastare la comparsa di molti tumori, bloccando la formazione di nuovi vasi sanguigni.

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