Prevenzione: la soia…la passione de “il nutrizionista”

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Un alimento a cui “il nutrizionista” dedica la maggior parte dei suoi studi e delle sue economie è appunto la soia!!.L’origine esatta della coltivazione della soia resta sconosciuta, ma si ritiene che risalga a circa 3000 anni fa in Manciuria, nel Nord-Est della Cina (nelle attuali province di Liaoning, Jilin e Hellongjiong) durante il periodo corrispondente alla dinastia Zhou (1122-256 a.C.).

A quell’epoca, la soia veniva considerata uno dei cinque cereali sacri, insieme a orzo, frumento, miglio e riso, ma secondo alcuni esperti il suo carattere sacro era legato soprattutto all’utilizzo come fertilizzante del suolo, grazie alla sua capacità di fissare l’azoto.

In effetti, la soia come tutti i componenti della grande famiglia delle leguminose, (fagioli, patate e lenticchie, ad esempio), possiede la caratteristica di assimilare l’azoto presente nell’atmosfera e di trasmetterla al terreno.

Queste piante sono dunque estremamente redditizie, poiché permettono di bonificare il suolo producendo sostanze molto nutritive in un lasso di tempo relativamente breve.

La soia viene considerata un alimento solo dopo la scoperta delle tecniche di fermentazione, ai tempi della dinastia Zhou. In effetti, i primi alimenti prodotti  a partire dal fagiolo di soia furono il risultato di un processo di fermentazione, come il miso e la salsa di soia, seguiti dalla scoperta della fabbricazione del tofu.

Per quel che sappiamo, è solo successivamente a questo periodo  che la coltivazione e i processi di fermentazione della soia si diffusero progressivamente nel Sud della Cina per raggiungere, nel corso dei secoli seguenti, la Corea, il Giappone e il Sud-Est asiatico, dove le popolazioni apprezzarono la facilità con cui la soia si poteva coltivare, le sue proprietà nutritive eccezionali e le sue virtù medicinali.

Ancora ai giorni nostri, il consumo di soia e dei suoi derivati fa parte integrante delle tradizioni culinarie dei Paesi asiatici.

Anche se questi alimenti sono una costante dell’alimentazione quotidiana di giapponesi, cinesi e indonesiani, bisogna ammettere che la soia resta ancora poco considerata in Occidente, dove solo una minoranza della popolazione l’ha integrato nel proprio regime alimentare.

In particolare, il consumo quotidiano medio della soia è approssimativamente di 60g a persona in Giappone e 40g in Cina, mentre in Occidente non supera 1g.

Qui le leguminose come la soia sono piuttosto nascoste nella piramide alimentare sotto il nome “sostituti della carne”, una classificazione un po’ ingiusta, tenuto conto della sua ricchezza in proteine, acidi grassi essenziali, vitamine e sali minerali, oltre che in fibre alimentari .

La soia è quindi un alimento esemplare, le cui potenzialità restano ancora poco conosciute nella nostra società.

Bisogna aggiungere poi che i fagioli di soia non solo rappresentano una fonte nutrizionale molto interessante, ma forniscono importanti quantità di molecole fitochimiche antitumorali.

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