Prevenzione: “il nutrizionista” e l’ossessione del cioccolato

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Chi di voi si sente esonarato dalla bontà, dal fascino del suo profumo, chi di voi non è mai stato circuìto da una barretta, chi non l’ha mai considerato un vero amico, a cui dire di tutto e ricevere le risposte cercate…chi non ha mai avuto un’ossessione per il cioccolato?…”il nutrizionista”  non è certamente tra questi!!!Probabilmente originario dei bacini del Rio delle Amazzoni dell’Orinoco, il cacao è stato coltivato per la prima volta dai maya, 3000 anni fa nella regione dello Yucatan, in Messico.

I maya, così come i loro successori, i toltechi e soprattutto gli aztechi, attribuivano grande importanza ai semi di questa pianta, che utilizzavano sia come moneta di scambio sia per fabbricare una bevanda amara e speziata, lo xocoatl.

Per gli aztechi, il cacahuaquahult era un dono di Quetzalcoatl, un dio rappresentato sotto forma di serpente piumato che, secondo la leggenda, una giornata sarebbe tornato per portare agli uomini i tesori del paradiso e per riprendersi il suo regno.

Quando il conquistatore Hermàn Cortes (1485-1547) sbarcò nell’aprile del 1518 sulla costa del Messico, nella regione corrispondente all’attuale Tabasco, l’imperatore azteco dell’epoca, Montezuma II, si convinse che aveva davanti proprio il discendente di Quetzalcoatl e lo accolse come un dio, offrendogli oro, frutti e …cioccolato in una brocca incrostata d’oro.

Cortès venne però attirato più dalle ricchezze della civiltà azteca che dal cioccolato; e trasse profitto dalla situazione per stabilirsi laggiù, prendere in ostaggio l’imperatore e manovrare abilmente finché nell’agosto del 1582 arrivarono in Spagna i primi bastimenti carichi di cacao, che poi si diffuse in tutta Europa.

Lo xocoatl consumato all’epoca dai popoli nativi dell’America centrale era molto diverso dalla cioccolata che conosciamo oggi. I semi venivano tostati e frantumati per estrarre la pasta di cacao, cui venivano aggiunti acqua, spezie e aromi vari, soprattutto pepe, peperoncino e cannella.

Poi la pasta veniva riscaldata per far affiorare in superficie il burro di cacao e il tutto veniva mescolato per ottenere una bevanda spumosa e densa consumata fredda (d’altra parte la parola cioccolato si riferisce al crepitio del fuoco che scioglie e fa gonfiare il cioccolato, da xaco, fondere e atl, acqua).

Gli europei hanno adottato questo procedimento ma hanno presto sostituito le spezie con lo zucchero, per ridurre l’amaro della bevanda.

La cioccolata assunse così quel gusto divino che contribuì alla sua diffusione in tutta Europa; una bevanda unica per il suo fascino e la sua capacità di suscitare golosità e passioni.

Quando il botanico Linneo propose nel 1752 di battezzare il cacao Theobroma cacao, che letteralmente significa “cibo degli dei”, non gli fu mossa alcuna obiezione!

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