Prevenzione: “il nutrizionista” e l’efficacia e diversità degli integratori alimentari

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L’utilizzo di integratori si basa generalmente sull’idea che se una molecola fa bene alla salute, una dose più elevata di questa molecola darà benefici ancora maggiori e questo è completamente sbagliato!!!

In molte occasioni, soprattutto nel caso della soia, è esattamente il contrario: il composto attivo dell’alimento è meno benefico, se non nocivo, quando somministrato da solo.

La presenza di numerose sostanze fitochimiche negli alimenti significa che il consumo dell’alimento intero permette di aumentare la sua efficacia antitumorale agendo su vari processi implicati nello sviluppo del tumore, qualcosa di impossibile nel caso di un integratore che contiene una sola molecola.

Per esempio, le verdure della famiglia delle crucifere contengono molecole che favoriscono la disintossicazione dalle sostanze cancerogene, ma racchiudono anche altre sostanze fitochimiche, soprattutto i polifenoli, ed è sicuramente limitato ridurre la loro capacità antitumorale alle proprietà disintossicanti.

Non solo gli integratori non possono sostituire gli effetti benefici associati all’insieme delle molecole presenti nell’alimento naturale, ma la presenza di grandi quantitativi di queste molecole sotto forma di integratori può rendere meno efficace l’assorbimento di altre sostanze benefiche.

In effetti, sovraccaricando i sistemi di assorbimento a livello delle pareti intestinali, questi fanno fatica a distinguere tra le diverse sostanze apportate dall’alimentazione, causando al contempo un minor assorbimento delle molecole nel sangue.

Questo ridotto assorbimento di alcune sostanze presenti negli alimenti non è trascurabile, perché può causare modifiche nella capacità dei composti antitumorali di esplicare efficacemente le loro funzioni.

In effetti, molte molecole presenti negli alimenti sono in grado di influenzare il nostro metabolismo, quindi il loro assorbimento ha notevoli ripercussioni sulla quantità di molecole antitumorali presenti nel sangue.

Per esempio, alcune sostanze riducono il metabolismo epatico delle sostanze estranee, mentre altre agiscono piuttosto a livello dell’intestino, riducendo la degradazione o ancora aumentando l’assorbimento delle sostanze fitochimiche.

In entrambi i casi il risultato è simile, ovvero la durata della vita delle sostanze antitumorali nell’organismo viene aumentata, permettendo di conseguenza di migliorare la loro azione antitumorale.

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