Prevenzione: il nutrizionista e le proprietà antitumorali del resveratrolo

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Anche se il potenziale antitumorale del vino rosso deve ancora essere completamente chiarito, è però sicuro che la sua attività antitumorale sia dovuta in gran parte alla presenza del resveratrolo. “il nutrizionista”! mettre a confronto diversi alcol.

In effetti, di tutte le molecole di origine naturale studiate finora e che possiedono attività antitumorale, il resveratrolo è senza dubbio una di quelle che suscitano maggiore entusiasmo.

Nel 1996 venne identificata come la prima molecola di origine nutrizionale in grado di interferire con la propagazione dei tumori, poiché possiede la capacità di inibire le tre fasi necessarie allo sviluppo del cancro: l’esordio, la mutazione e la diffusione.

Non c’è bisogno di dire che questi risultati hanno stimolato la ricerca sulle modalità attraverso cui il resveratrolo finisce per agire su questi processi e, a oggi, bisogna ammettere che i risultati ottenuti sono all’altezza delle aspettative, poiché il resveratrolo possiede effettivamente la capacità di perturbare molti processi essenziali allo sviluppo e alla diffusione dei tumori.

Come la curcumina, il resveratrolo è verosimilmente una molecola antitumorale molto potente, le cui modalità d’azione sono simili a quelle sfruttate da molti medicinali di origine sintetica per limitare la crescita delle cellule tumorali.

Gli studi realizzati finora indicano che il resveratrolo viene assorbito molto rapidamente dall’organismo; questo significa che la molecola si diffonde nel sangue e può quindi agire a livello delle cellule.

È anche interessante notare che, nei modelli di tumori animali indotti da composti chimici, il resveratrolo è in grado di prevenire efficacemente lo sviluppo del cancro alla mammella, al colon e all’esofago.

In alcuni di questi studi, il resveratrolo è stato somministrato a piccole dosi per via orale e la sua concentrazione nel sangue variava da 0.1 a 2 micromoli per litro, una quantità che può essere raggiunta tramite un consumo moderato di vino rosso.

Nel corso dell’assorbimento, la struttura del resveratrolo subisce molte modifiche, ma è probabile che questi cambiamenti non alterino le sue proprietà antitumorali, poiché una delle molecole prodotte dalla modifica della struttura del resveratrolo,  il piceatannolo, sembra anche la più adatta a indurre la morte delle cellule tumorali, come quelle delle leucemie e del melanoma, e questo a concentrazioni facilmente raggiungibili nel sangue dall’assorbimento del vino rosso.

Si può dunque essere ottimisti sull’efficacia del resveratrolo assorbito per via alimentare.

Nell’essere umano, gli studi sul potenziale antitumorale del vino sono ancora agli inizi, ma le osservazioni effettuate finora sono incoraggianti. Il vino rosso possiede un effetto benefico sulla riduzione della mortalità decisamente superiore a quello delle altre bevande alcoliche e questo è dovuto al suo effetto protettivo, che non viene osservato quando si tratta di altre bevande alcoliche.

Al contrario, un certo numero di dati suggerisce che la birra e i superalcolici possono aumentare considerevolmente l’incidenza di diverse forme tumorali, anche a dosi moderate.

Per esempio, uno studio danese indica che più di sette porzioni di birra alla settimana sono in grado di triplicare il rischio di essere colpiti da un cancro alla bocca o all’esofago,mentre all’opposto, il vino dimezza il rischio di sviluppare questi tumori.

Per il cancro alla prostata, un recente studio indica che un bicchiere di vino al giorno porta a una riduzione del 40% del rischio di cancro, mentre il consumo di una quantità simile di birra non ha un impatto positivo, anzi, potrebbe forse aumentare leggermente l’incidenza.

Riassumendo, se l’alcol può, a dosi ridotte, ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, questo effetto positivo è un certo modo controbilanciato da una aumento del rischio di sviluppare un cancro nel caso di bevande alcoliche diverse dal vino.

Finora, la grande maggioranza degli studi sull’effetto dell’alcol sul cancro sono stati realizzati senza distinguere tra i vari tipi di bevande alcoliche, cosa che potrebbe spiegare perché arrivano generalmente alla conclusione che l’alcol è un fattore scatenante il cancro.

Gli studi dove è stato esaminato l’effetto del vino in modo separato da altri tipi di alcolici indicano non solo che il vino non provoca il cancro, ma che al contrario può ridurre la frequenza di molti tipi di tumori.

Anche se sono necessari ulteriori studi per confermare il potenziale antitumorale associato al vino, i dati attualmente disponibili e gli effetti benefici del vino sulla longevità indicano chiaramente un ruolo importante di questo alimento nel mantenimento di un buono stato di salute.

È quindi chiaro che, nel quadro di una strategia alimentare destinato a prevenire il cancro, deve essere considerato solo il consumo moderato di vino rosso, perché questo tipo di alcolico, oltre a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, è il solo ad avere un impatto positivo sul rischio del cancro.

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