Prevenzione: il nutrizionista e il tè verde, per calmare l’anima e… il cancro

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È impossibile parlare in modo adeguato di prevenzione antitumorale tramite l’alimentazione, senza considerare il tè verde. Molto più che una bevanda, il tè verde è diventato nel corso dei secoli una parte integrante dei costumi asiatici, non solo dal punto di vista gastronomico, ma anche per quanto riguarda la prevenzione e la cura di molte malattie.

Sfortunatamente, come per gli altri alimenti di origine asiatica, il tè verde è ancora troppo poco conosciuto in Occidente e, secondo alcuni, questa differenza contribuisce ad accentuare lo scarto fra il tasso di tumori osservato fra gli asiatici e gli occidentali.

Il tè verde costituisce un’eccezionale fonte di molecole antitumorali molto potenti, che lo rendono uno degli elementi chiave di un regime alimentare destinato a prevenire la comparsa dei tumori.

È, cosa che non guasta, si tratta di una bevanda deliziosa!

Le origini del tè

È molto probabile che la scoperta del tè sia il risultato di molteplici tentativi fatti dagli uomini per identificare le piante con proprietà benefiche per la salute.

Secondo una leggenda cinese, questa scoperta risale a 5000 anni prima di Cristo, quando l’imperatore Shen Nong, che faceva bollire l’acqua per purificarla, vide qualche foglia sollevata dal vento depositarsi nell’acqua.

Affascinato dal colore e dall’aroma sprigionato, decise di provarlo e fu sorpreso nello scoprire una bevanda ricca sia di gusto sia di numerose virtù. Molti esperti ritengono in realtà che la scoperta del tè sia avvenuta solo pochi secoli fa,

Le opere di Confucio (551-479 a.C:) e gli scritti del periodo Han (dal 206 a.C. al  220 a.C.) lo menzionano a più riprese, ma l’uso del tè era allora confinato a trattamenti medicinali.

È stato successivamente che il tè entra nelle abitudini alimentari, in particolare durante la dinastia Tang (618-907), quando diventa una bevanda quotidiana, sia per il suo gusto sia per le proprietà benefiche; in questo periodo l’arte della coltivazione e della fabbricazione del tè diventa un’arte nobile, al pari della calligrafia, della pittura e della poesia.

D’altra parte, alla fine del’VIII secolo il consumo del tè diventa talmente importante che viene sottoposto a una tassa, un’imposizione da parte dei cinesi che venne ripresa dagli inglesi qualche secolo più tardi e che avrà gravi conseguenze sulla stabilità del loro impero.

Per aumentare le loro ricchezze, gli inglesi commisero l’errore di tassare in modo esorbitante alcune derrate destinate alle colonie, come il tè, cosa che provocò la collera delle colonie americane e che nel 1773 portò a buttare a mare le 342 casse di tè degli inglesi in sosta a Boston

Il “Boston tea party” come venne soprannominato, è ancora oggi considerato come la prima tappa del processo che portò gli Stati Uniti all’indipendenza.

Il Giappone ha notevolmente contribuito all’ascesa del tè, ed è in questo paese che viene oggi prodotto il migliore tè verde. Introdotto a partire dall’VIII secolo, fu solo nel XII che la sua coltivazione si diffuse gradualmente, fino a diventare un elemento essenziale dell’anima giapponese.

L’importanza del tè in questa cultura è descritta magnificamente dal chanoyu, l’elaborata cerimonia del tè basato sull’insegnamento dell’armonia, del rispetto, della purezza, della purezza e della tranquillità.

Anche se questa cerimonia oggi è meno diffusa, l’anima del chanoyu impregna ancora fortemente la stretta relazione tra i giapponesi e il tè verde.

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