Prevenzione: “”il nutrizionista”…ancora sul licopene

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Un certo numero di studi suggeriscono che gli individui che consumano grandi quantità di pomodoro e di prodotti a base di pomodoro mostrano un rischio ridotto di sviluppare il cancro alla prostata, soprattutto per quanto riguarda le sue forme più aggressive.

Ciò nonostante, questa relazione non è stata riscontrata in tutti i grandi studi svolti finora, perché la grande variabilità nel contenuto di licopene associato ai vari prodotti a base di pomodoro rende difficile dimostrarne i benefici.

Di contro, gli studi svolti su campioni molto ampi di popolazioni, durante i quali il rischio di sviluppare un cancro ala prostata è stato correlato con il consumo di fonti ricche di licopene, come la salsa di pomodoro, hanno permesso di osservare una riduzione del rischio pari a circa il 30%.

Quest’associazione sembra essere più evidente nel caso di individui di età superiore ai 65 anni, fatto che indica come il licopene sembrerebbe più adatto a contrastare lo sviluppo del tumore alla prostata indotto dall’età, rispetto a quello che si sviluppa precocemente, verso i 50 anni, che sembra piuttosto avere origini genetiche.

I meccanismi con cui il licopene riduce lo sviluppo del cancro alla prostata sono ancora poco noti. Come il suo parente stretto, il betacarotene, il licopene è un eccellente antiossidante, ma il contributo di questa caratteristica all’effetto antitumorale rimane oscuro.

In effetti, secondo alcuni risultati ottenuti sinora, il licopene potrebbe contrastare lo sviluppo del tumore alla prostata grazie a un’azione diretta su alcuni enzimi responsabili delle crescita di questo tessuto, ovvero interferendo con i segnali inviati dagli androgeni, gli ormoni spesso implicati nell’eccessiva crescita del tessuto prostatico; questo carotenoide potrebbe inoltre interferire con la crescita cellulare.

Poiché il licopene assorbito si accumula soprattutto a livello della prostata, la molecola si troverebbe dunque localizzata in modo ideale per impedire un’eventuale crescita eccessiva delle cellule tumorali.

Ciò nonostante, anche se l’insieme delle ricerche sull’effetto antitumorale dei pomodori si è sinora concentrato soprattutto sulla prevenzione del cancro alla prostata, sentiamo di poter affermare che questo ortaggio-frutto potrebbe giocare un ruolo più globale nella prevenzione di altri tipi di cancro.

I meccanismi molecolari responsabili dello sviluppo dei tumori sono molo spesso simili tra un tipo di cancro e un altro, sembra dunque verosimile che il licopene possa interferire con lo sviluppo di altri tumori.

I pomodori dovrebbero dunque essere considerati come parte di una strategia alimentare globale per la prevenzione del cancro.

In sintesi, il consumo di prodotti a base di pomodoro costituisce un ottimo metodo per ridurre il rischio di sviluppare il cancro alla prostata. Detto ciò, i risultati ottenuti finora indicano che la quantità di licopene necessaria per osservare una significativa riduzione nel rischio di tumore è relativamente elevata.

È quindi importante scegliere non solo prodotti ricchi di licopene, ma anche quelli in cui la forma di licopene presente è maggiormente assimilabile dall’organismo.

In questo senso, la salsa di pomodoro rappresenta l’alimento ideale, poiché presenta grandi concentrazioni di questa molecola, che è resa facilmente assimilabile dalla cottura prolungata dei pomodori e dalla presenza dell’olio d’oliva.

Il semplice consumo di due pasti alla settimana a base di salsa di pomodoro può ridurre del 25% il rischio di sviluppare un tumore alla prostata. E non dimenticate di aggiungere anche l’aglio!!!

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