Prevenzione: i frutti di bosco, “il nutrizionista” indica il loro potenziale antitumorale

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Anche se molto apprezzati da “il nutrizionista”, questi frutti occupano un posto relativamente modesto all’interno del nostro regime alimentare, trattandosi di frutti stagionali, è estremamente difficile determinare con precisione il loro impatto sullo sviluppo dei tumori.

In effetti, a quanto sappiamo non sono stati svolti ampi studi sulla relazione esistente tra il consumo di questi frutti e il rischio di sviluppare il cancro.

Ciò nonostante, i ricercatori che studiano l’attività antitumorale degli alimenti li considerano importanti nella prevenzione dei tumori. Vediamo perché…

L’acido ellagico

tra tutte le sostanze fitochimiche presenti nei frutti di bosco, l’acido ellagico è senza dubbio quella maggiormente in grado di interferire con lo sviluppo dei tumori. Si tratta di un polifenolo dalla struttura insolita che si trova principalmente nei lamponi, nelle fragole e in alcuni frutti col guscio, come le nocciole e le noci pecon.

Tuttavia, anche se a prima vista le fragole sembrano possederne in quantità più elevata, bisogna considerare che nei lamponi l’acido ellagico è presente al 90% nei semi, mentre nelle fragole è presente al 95% nella polpa.

È quindi possibile, se non probabile, che la molecola contenuta nelle fragole sia più facilmente assimilabile rispetto a quella dei lamponi. A questo proposito, è interessante notare che una varietà di fragola dall’elevato contenuto di acido ellagico (oltre che di molte altre sostanze fitochimiche) è stata recentemente realizzata in Canada, ottenendo la prima fragola “nutraceutica” a oggi nota.

Il potenziale antitumorale delle principali fonti alimentari di acido ellagico, ovvero la fragola e il lampone, è stato studiato su cellule tumorali coltivate in laboratorio, oltre che sugli animali da laboratorio sottoposti a trattamenti che inducono la formazione di tumori.

Sia gli estratti di fragole sia quelli di lampone sono in grado di contrastare la crescita delle cellule tumorali, e questi effetti sono direttamente legati alla quantità di polifenoli presenti nei frutti, ma non al loro potenziale antiossidante.

Negli animali, gli studi hanno mostrato che un regime alimentare che comprenda una percentuale relativamente alta di fragole o di lamponi (il 5% dell’alimentazione) porta a una riduzione significativa del numero di tumori all’esofago causati dal NMBA, una potente sostanza cancerogena.

I meccanismi con cui l’acido ellagico interferisce con lo sviluppo del cancro somigliano a prima vista a quelli descritti in precedenza per altri alimenti. In effetti, i dati disponibili attualmente indicano che l’acido ellagico impedisce la trasformazione delle sostanze cancerogene in agenti tossici per le cellule, in modo  che queste perdono la capacità di legarsi con il DNA e indurre mutazioni suscettibili di provocare la comparsa del cancro.

L’acido ellagico aumenterebbe anche la capacità delle cellule di difendersi dall’aggressione di molecole tossiche, stimolando i meccanismi di eliminazione delle sostanze cancerogene.

Tuttavia, i risultati sperimentali indicano che l’acido ellagico potrebbe essere una molecola antitumorale ancora più polivalente di quanto si pensi. Si è scoperto che questa molecola è un inibitore molto potente di due proteine cruciali per il processo di angiogenesi (la VEGF e la PDGF).

In effetti, così come abbiamo osservato per certe sostanze contenute nel tè verde, l’acido ellagico possiede quasi la stessa efficacia di certi farmaci nell’interferire con i fenomeni cellulari che portano alla formazione di nuovi reticoli sanguigni nei tumori.

Tenuto conto dell’importanza dell’angiogenesi nello sviluppo dei tumori, va da sé che l’attività antiangiogenetica dell’acido ellagico possa contribuire al suo potenziale antitumorale e che, per questo, le fragole e i lamponi meritino una considerazione particolare in una strategia di prevenzione per via alimentare.

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