Prevenzione: i frutti di bosco, “il nutrizionista” e le proantocianidine

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Le proantocianidine sono dei polifenoli complessi, formati dall’unione di diverse unità di uno stessa molecola, la catechina, per formare una catena di lunghezza variabile. Questi polimeri possono formare dei complessi con le proteine, soprattutto quelle contenute nella saliva, e questa proprietà è responsabile dell’effetto astringente degli alimenti che contengono tali molecole.

Anche se sono abbondanti nei semi, nei fiori e nella scorza di molti vegetali, la loro presenza negli alimenti commestibili è abbastanza ridotta. Con l’eccezione della cannella e del cacao, fonti estremamente importanti, ma che non è possibile consumare quotidianamente in grandi quantità (affermazione che molti estimatori del cacao contesteranno!), i mirtilli rossi e quelli neri costituiscono la fonte alimentare più importante di queste molecole.

Gli altri frutti presentati (..) ne contengono in quantità molto minori, anche se il tenore di proantocianidine delle fragole è decisamente più alto rispetto a quello di molti altri alimenti. Di contro, è importante notare che il succo di mirtillo rosso contiene molte meno proantocianidine rispetto al frutto intero e non può quindi essere considerato una fonte significativa di queste molecole.

Le proantocianidine sono note soprattutto per il loro eccezionale potere antiossidante. Una dimostrazione di questa loro proprietà ci viene dal secondo viaggio di Jacques Cartier in America, durante il quale il suo equipaggio, costretto a passare l’inverno in Québec, viene colpito duramente dallo scorbuto.

Come scriveva Cartier nel 1535 nel libro di bordo:”La bocca si infetta e le gengive marciscono, tanto che la carne si disfa, fino ai denti, che finiscono tutti per cadere”.

Damagawa, un irachese che aveva accompagnato Cartier in Francia dopo il suo primo viaggio, gli rivelò il segreto di una tisana fatta con la scorza e gli aghi di una conifera canadese che si crede fosse la Thuya occidentalis, il cedro bianco del Canada.

Tutti i marinai guarirono velocemente e oggi sappiamo che questo evento miracoloso è legato all’eccezionale contenuto di questa tisana di proantocianidine, che contrasta gli effetti della mancanza di vitamina C.

Per quanto riguarda la prevenzione del cancro, gli studi sul potenziale antitumorale delle proantocianidine sono solo agli inizi, ma i risultati ottenuti finora sono incoraggianti. In laboratorio, l’aggiunta di queste molecole inibisce la crescita di diverse cellule tumorali, soprattutto quelle derivate dal colon ; questo suggerisce che le proantocianidine potrebbero giocare un ruolo importante nella prevenzione dello sviluppo di questo tipo di tumore.

Parallelamente, sembra stabilito con sicurezza che le proantocianidine abbiano la capacità di contrastare lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni per angiogenesi, e potrebbero quindi contribuire a mantenere i microtumori in stato latente, impedendo la neovascolarizzazione necessaria per il loro sviluppo.

Infine, ricordiamo che alcuni studi indicano come certe proantocianidine riducono la sintesi degli estrogeni e potrebbero quindi contrastare gli effetti nefasti di livelli troppo elevati di questi ormoni.

Anche se i meccanismi responsabili di questi effetti biologici restano ancora poco noti, non c’è dubbio che le proantocianidine siano in grado di prevenire il cancro e che l’integrazione nell’alimentazione di alimenti ricchi di queste molecole, come il mirtillo rosso o il cioccolato non possa che essere benefico.

Dunque, che si tratti della loro attività antiangiogenetica o delle loro proprietà antiossidanti, i frutti di bosco rappresentano una fonte importante di sostanze fitochimiche antitumorali e meritano quindi un posto di prima scelta in un regime alimentare finalizzato alla prevenzione del cancro.

Tanto più che l’introduzione di questi frutti deliziosi nella dieta quotidiana dovrebbe essere apprezzata dall’umanità!

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