Prevenzione: il cavolo

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Leggevo di un’antica storia, che narra di guerre e alimenti, di cavoli e ovviamente…oggi possiamo associarli alla prevenzione.

Un’antica leggenda greca, citata anche nell’Iliade, narra che Dionisio, il dio delle vigne, venne accolto in modo poco amichevole in Tracia, dove il bellicoso Licurgo, re degli edoni, respinse il corteo di baccanti del dio con l’aiuto del suo sprone per i buoi, costringendolo a rifugiarsi nella grotta di Teti, ninfa del mare.

Poi, reso forte dalla vittoria e folle dalle baccanti, Licurgo si mise a distruggere quelle che credeva essere le vigne sacre del dio, che però erano in effetti del suo stesso figlio, Driante.

Gli dei punirono il re infliggendo al popolo di Tracia una terribile siccità che potè essere placata solo con la messa a morte di Licurgo.

Torturato e squartato dagli edoni, prima di morire Licurgo pianse lacrime amare che fecero germogliare il cavolo (la cui coltivazione danneggia quella dei vigneti limitrofi).

Lungi dall’essere l’unico, rocambolesco racconto associato ai cavoli (basta pensare alle storie riguardanti la nascita dei bambini), questa leggenda riflette tuttavia l’importante ruolo giocato da questo ortaggio nella storia delle civiltà europee e mediterranee.

Coltivato da almeno 6000 anni, e quindi probabilmente capostipite di molte altre verdure, il cavolo è onnipresente sia nella storia dell’alimentazione che nelle tradizioni letterarie antiche e medievali e, come scrisse Rabelais raccontando le avventure di Pantagruele (“tre o quattro volte felici sono coloro che piantano cavoli”), la sua coltivazione rappresenta una sorta di simbolo di tranquillità e pace.

Ciò nonostante, questo tipo di ortaggio non fa certamente parte degli alimenti che suscitano passione ed entusiasmo tra i consumatori!

Considerato insignificante da alcuni, poco fine da altri, il cavolo e i suoi cugini non vengono apprezzati da molte persone. Eppure, raccolti in stagione e preparati nel modo giusto, questi ortaggi possono essere davvero deliziosi.

Se anche voi li amate, vi invito a leggere questo articolo, perché malgrado tutto quello ceh di negativo si possa dire sui cavoli, sono tra gli alimenti più efficaci nel contrastare lo sviluppo del cancro.

Il cavolo è il prototipo di una famiglia di ortaggi dette crucifere, un termine che designa la forma a croce delle infiorescenze prodotte da queste piante per riprodursi. Anche se a prima vista può essere difficile da credere, le principali specie di cavolo esistenti oggi (broccoli, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, verza, etc) discendono direttamente dal cavolo selvatico.

In effetti, è a partire da questa pianta, la Brassica oleracea, che cresce allo stato selvatico sui terreni accidentati delle coste rocciose e delle falesie sulla costa atlantica europea e su quella mediterranea, che l’uomo ha selezionato il cavolo, più o meno di 4000 anni fa, tra le diverse specie che possedevano le caratteristiche adatte ai gusti alimentari dei popoli di quel tempo.

I romani amavano, per esempio, un tipo di cavolo ricco di infiorescenze e quindi svilupparono una prima varietà di broccoli e, in seguito, di cavolfiore.

Questa diversificazione della specie Brassica è stata sicuramente importante nell’antichità, poiché gli esperti stimano che la maggior parte delle specie attualmente note fosse già presente in epoca romana, 3 secoli prima di Cristo

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