Prevenzione: gli isoflavoni ed il cancro al seno…il nutrizionista allarma…

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Non c’è dubbio che l’alimentazione gioca un ruolo essenziale nei livelli allarmanti di cancro alla prostata che colpiscono le popolazioni occidentali, ed è meraviglioso sapere quanto governabile sia, entro certi limiti, il percorrere la strada della prevenzione. “il nutrizionista” allarma quanto siano fondamentali gli isoflavoni Come per il tumore al seno, gli asiatici hanno un tasso di cancro alla prostata di molte volte inferiore rispetto a quello degli occidentali, nonostante una proporzione simile di tumori in fase latente; questo suggerisce ancora una volta che il regime alimentare orientale contiene dei fattori che impediscono lo sviluppo di questi tumori latenti verso stadi clinici più gravi, che possono portare anche alla morte.

Contrariamente a quanto accaduto per il tumore al seno, un numero relativamente basso ha preso in esame il ruolo degli isoflavoni della soia nella prevenzione del cancro alla prostata.

Un’indagine svolta su 8000 uomini di origine giapponesi che vivono nelle Hawai ha evidenziato che il consumo di riso e di tofu associato a un basso rischio di sviluppare il tumore alla prostata.

Allo stesso modo, uno studio realizzato su 12395 californiani ha rivelato che il consumo quotidiano di almeno una porzione di latte di soia porta a una riduzione notevole (70%) del rischio di essere colpiti da questo tipo di cancro.

È quindi possibile che un regime alimentare in cui la soia occupi un posto privilegiato possa giocare un ruolo importante nella prevenzione di questa malattia, ipotesi fortemente sostenuta dagli studi condotti sugli animali.

Nell’insieme, gli studi evidenziati finora dimostrano assai chiaramente l’importante ruolo svolto dalla soia nella prevenzione del cancro al seno e alla prostata. Sembra quindi che la grande differenza di diffusione del tumore tra gli asiatici e gli occidentali sia essenzialmente attribuibile ad abitudini alimentari profondamente diverse tra le due culture.

Da una parte, una dieta basata su un elevato apporto di grassi di origine animale, abbinato a un aumento di peso corporeo, favorisce lo sviluppo dei tumori, dall’altro, un consumo moderato ma regolare di derivati della soia per un lungo periodo di tempo, riduce la probabilità di una crescita incontrollata dei tessuti del seno e della prostata.

Si tratta di un esempio che illustra a meraviglia il concetto di terapia metronomica mediante l’alimentazione, dove un composto fitochimico attivo contribuisce a tenere in stato “dormiente” un tumore che cerca di svilupparsi lungo tutto l’arco della nostra vita.

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