Prevenzione: gli alimenti, ricca fonte di agenti antitumorali

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Le ricerche effettuate nel corso degli ultimi anni,a sopo di prevenzione,  hanno messo in  evidenza che un grande numero di piante e altri alimenti, facenti parte dell’alimentazione quotidiana di numerose culture, costituiscono delle fonti eccezionali di molecole che possiedono la capacità di interferire con certi processi coinvolti nello sviluppo dei tumori, agendo in maniera analoga a molti medicinali utilizzati attualmente.

I farmaci, che siano contro il cancro o altre patologie, sono sempre delle molecole capaci di bloccare una tappa assolutamente necessaria allo sviluppo di una malattia, una specie di interruttore che, una volta chiuso, impedisce al malanno di svilupparsi.

Visto che, nella stragrande maggioranza dei casi, esistono dei difetti di regolazione nel funzionamento di una classe di proteine specializzate, gli enzimi, che sono responsabili di malattie come il cancro, ne deriva che la maggior parte dei medicinali mirano a bloccare la funzione di questi enzimi per ristabilire un certo equilibrio e impedire la diffusione della malattia.

Per esempio, se un enzima ha bisogno d’interagire con una data sostanza per far progredire una patologia, il farmaco cercherà di imitare la struttura di questa sostanza, in modo tale da bloccare il suo accesso all’enzima e contemporaneamente di ridurne l’effetto di quest’ultimo.

A bloccare l’attività dell’enzima agendo da esca possono essere delle molecole sintetiche, ma anche delle sostanze naturali contenute negli alimenti che fanno parte della nostra vita quotidiana. Per esempio, una molecola rintracciabile in grandi quantità nella soia, la genisteina, presenta una grande somiglianza strutturale con l’estradiolo, l’ormone sessuale femminile di tipo estrogeno, da cui deriva il suo appellativo di fitoestrogeno.

A causa di questa somiglianza, la genisteina agisce come esca per la proteina che riconsce normalmente l’estradiolo e può occupare il recettore abitualmente utilizzato dall’ormone, riducendo anche l’entità degli effetti biologici provocati dall’estradiolo, come la crescita eccessiva di tessuti sensibili a questo tipo di ormone come quelli della mammella.

Questo modo di agire è paragonabile a quello del tomoxifene, un farmaco prescritto da parecchi anni contro il tumore mammario.Questo esempio illustra dunque fino a che punto certi alimenti possono contenere delle molecole aventi struttura e meccaniosmo d’azione analoghi a quelli di numerosi medicinali sintetici attuali e quanto questi alimenti possono essere utilizzati per la prevenzione di patologie come il cancro.

La principale differenza tra le molecole presenti negli alimenti e quelle sintetiche non si limita dunque soltanto alla loro efficacia e alla loro provenienza (vegetale o di sintesi), ma anche al modo con cui sono state selezionate dall’uomo. Per gli alimenti questo processo si è sviluppato nel corso di un lunghissimo periodo di selezione, mentre per le molecole sintetiche il lasso di tempo è molto più ridotto, il che rende difficile la valutazione dei possibili effetti secondari.

La selezione degli alimenti effettuata dagli uomini è in un certo senso paragonabile alla valutazione della tossicità delle molecole sintetiche, solo che questa cernita è stata effettuata nell’arco di numerose migliaia di anni, vale a dire un periodo che ha permesso di escludere qualunque fama di tossicità che avrebbe potuto essere associato a un certo alimento, le sostanze antitumorali presenti in questi cibi sono, dunque, prive di ogni effetto collaterale indesiderabile.

Al contrario, malgrado ogni possibile precauzione, una molecola sintetica è totalmente estranea per l’organismo, con il rischio di provocare degli effetti secondari sgradevoli, il che avviene, sfortunatamente, in pratica in tutti i casi.

Dunque, anche se esiste una notevole analogia tra le molecole di origine alimentare e quelle sintetiche, la differenza fondamentale tra i due approcci è l’assenza di tossicità associata al consumo di molecole antitumorali presenti naturalmente in frutta e verdura.

In effetti le molecole di origine alimentare possiedono la capacità d’interagire con la maggior parte dei bersagli presi di mira dai medicinali di origine sintetica sviluppati dall’industria farmaceutica, il che dimostra ancora una volta fino a che punto i cibi possono avere delle ripercussioni positive sulla salute umana.

Promuovere un maggiore consumo di alimenti ricchi di molecole antitumorali per prevenire il cancro significa attingere a nuove possibilità d’intervento terapeutico in una gamma di composti elaborati dalla natura nel corso di 3.8 milioni di anni, per mezzo di una serie di tentativi ed errori simili a quelli utilizzati dall’industria farmaceutica per scoprire nuovi medicinali per la cura di diverse patologie.

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