Prevenzione: frutti di bosco, “il nutrizionista” e la famiglia della fragola

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Altro frutto di bosco di estrema importanza nutrizionale, forse più conosciuto  ed “antico”degli altri, “il nutrizionista” fa un escursus nel mondo della fragola.La pianta della fragola è molto resistente e cresce allo stato selvatico in ogni regione del mondo, sia nelle Americhe, sia in Europa e in Asia ed è infatti probabile che l’origine del consumo della fragola selvatica sia indissolubilmente legata all’origine stessa dell’uomo, un fatto attestato dalla scoperta di parecchi semi di fragola nelle dimore preistoriche.

Chiamata fraga dai romani, in omaggio al suo squisito profumo e alla sua “fragranza”, la fragola (Fragaria vesca) anticamente veniva colta esclusivamente nel sottoosco.

Curiosamente, i romani apprezzavano poco il suo sapore e, come scrisse Virgilio nelle Bucoliche (“giovani che cogliete i fiori e le fragole appena nate, fuggite da quel luogo; un freddo serpente si nasconde tra l’erba”), c’è da scommettere che i gradevoli incontri durante la raccolta di questi frutti da parte di romani e romane fossero più importanti delle fragole stesse!

Sembra che la coltivazione della fragola sia iniziata in Francia verso la metà del XIV secolo, a seguito degli sforzi dei giardinieri per trasportare le piante nei giardini reali. Sforzi considerevoli, che denotano sicuramente una certa propensione reale per questi frutti, dopo che nel 1368  Jean Duday, allora giardiniere del re Carlo V, trapiantò non meno di 1200 piante di fragole nei giardini reali del Louvre.

Questa stretta relazione tra i reali e le fragole si è manifestata da allora a più riprese lungo la storia francese, e quando Luigi XIII si recò in Aquitania nel 1622 per sedare la ribellione protestante nella regione, il suo pasto era costituito da fragole al vino e zucchero, oltre a una torta con crema e fragole.

La fragola che conosciamo oggi è molto diversa da quella che veniva consumata a quell’epoca e proviene da alcune selezioni realizzate a partire da due varietà distinte coltivate in Europa.

All’inizio del XVII secolo, gli esploratori francesi portarono dai loro viaggi in America una varietà di fragola interessante, la Fragaria virginiana, che verrà coltivata estesamente nelle serre di Versailles sotto Luigi XIII e Luigi XIV. Il Re Sole era talmente ghiotto di fragole che ne faceva spesso indigestione.

Amèdèe-François Frèzier, dal nome forse già predestinato a giocare un ruolo importante nella storia di questo frutto, è il grande responsabile della natura delle fragole che vengono consumate oggi nel mondo. Ufficiale e cartografo del genio marittimo francese destinato nel 1712 all’osservazione dei porti spagnoli e dei piani di fortificazione della costa occidentale dell’America del Sud,, Frèzier notò sul litorale cileno una varietà di fragola dai grossi frutti bianchi, la Fragaria chiloensis.

Riuscì a portare in Francia cinque piante di questa varietà, e anche se esse non produssero alcun frutto, i fiori permisero però di impollinare altre specie, in particolare la F. virginiana. Questo incrocio diete i natali all’antenato della fragola coltivata oggi in tutti i continenti, la Fragaria ananassa.

L’uso delle fragole, e delle piante di fragole in generale, a fini terapeutici sembra essere molto antico. Gli indiani ojibwa (a est dell’Ontario) preparavano infusi di foglie di fragola per trattare i disturbi allo stomaco e i problemi gastrointestinali, come la diarrea.

Ma le fragole non venivano solo considerate per le loro proprietà purganti: il celebre botanico svedese Linneo era persuaso che una cura intensiva a base di fragole fosse responsabile della miracolosa guarigione di una crisi di gotta che l’aveva colpito, e il filosofo francese Fontenelle, morto centenario (1657-1757), attribuivs il segreto della sua longevità alle cure annuali a base di fragole.

Se questi aneddoti possono oggi far sorridere, ciò non toglie che i dati scientifici recenti tendono a confermare il fatto che le fragole possono effettivamente essere un alimento dotato di qualità terapeutiche e, in particolare, di prevenire il cancro.

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