Prevenzione: frutti di bosco, “il nutrizionista” e il mirtillo

3
333

Parente prossimo del mirtillo nero europeo (Vaccinium myrtillus), il mirtillo gigante americano (Vaccinium  angustifolium) è una specie originaria della zona nord- orientale dell’America e, per questo, è entrata nell’alimentazione occidentale solo dopo la scoperta del Nuovo Mondo da parte degli europei.

L’uso del mirtillo a fini alimentari risale evidentemente a tempi molto più antichi, gli indiani d’America avevano un vero e proprio culto per questo frutto, poiché lo credevano inviato dagli dei per salvare le loro famiglie dalle carestie.

Gli europei giunti in America hanno incluso velocemente il mirtillo come parte dell’alimentazione e, mimando i costumi dei nativi che lo cucinavano in tutti i modi possibili, hanno cominciato a utilizzarlo in portate molto varie, tra cui zuppe, sughi e, ovviamente dolci.

Gli indiani d’America non lo utilizzavano solo a fini alimentari, ma anche per le sue proprietà medicinali. Tra le cose, producevano un infuso a partire dalle radici della pianta, che utilizzavano come rilassante durante la gravidanza, oltre a un infuso a base di foglie per tonificare il corpo e ridurre le coliche nei neonati.

Gli ojibwa e gli algonchini credevano alle proprietà rilassanti del mirtillo, poiché ne utilizzavano i fiori per lenire la pazzia!

Anche nell’antichità, il mirtillo guariva molte malattie, come la diarrea, la dissenteria e lo scorbuto. Da tempo si pensa che questo frutto abbia la capacità di curare i disturbi circolatori, oltre ad alcune patologie dell’occhio, come la retinopatia diabetica, il glaucoma e la cataratta; ancor oggi, le sue proprietà vengono sfruttate in alcuni medicinali.

Questo uso è particolarmente interessante se si pensa che la retinopatia diabetica viene causata dall’angiogenesi (formazione) incontrollata dei vasi della retina, analogamente a quanto accade durante la crescita di un tumore.

I dati scientifici più recenti suggeriscono che una classe di molecole particolarmente abbondanti nei mirtilli, le antocianidrine, potrebbero essere responsabili degli effetti antiangiogenetici  di questi frutti e, per questo, contribuire a ridurre la crescita dei tumori.

VN:F [1.9.22_1171]

Quanto ti e` stato utile questo articolo?

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)

3 COMMENTS

  1. Thank you for your entry. I nearly handed your weblog up in Yahoo but now I’m glad I checked it out and got to go via it. I am surely a small much better knowledgeable now. I am aware very a few people which will need to examine it out. They’ll for certain appreciate the heck out of what I just study too. LOL. –Matt

  2. Dear mate. I seriously love this writing and your current web site all in all! That article is very clearly created and also easily understandable. Your Blog theme is awesome as well! Would be great to learn exactly where My partner and i are able acquire it. Please continue to keep up the great job. We need more these web masters such as you online and much less spammers. Fantastic mate!

lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here