Prevenzione: cocktail fitochimico vs cancro

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La “prevenzione” dei composti fitochimici, comunemente accettata dal mondo scientifico, non risulta limitata ai loro effetti benefici sulla salute delle piante; queste molecole svolgono parimenti un ruolo  di primo piano di prevenzione coadiuvando i nostri sistemi di difesa contro lo sviluppo del cancro.  

I composti fitochimici sono le molecole che permettono alle piante di difendersi contro le infezioni e i danni causati da microrganismi, insetti o altri aggressori. Le piante non possono fuggire da chi le attacca e hanno dovuto, di conseguenza, elaborare dei sistemi di protezione molto perfezionati per respingere o contrastare gli effetti negativi degli aggressori presenti nel loro ambiente.

I composti fitochimici prodotti dalle piante svolgono, quindi, funzione antibatterica, antifungina e insetticida, riducendo gli inconvenienti causati dai loro aggressori e permettendo alla pianta di sopravvivere a queste situazioni ostili.

Per esempio, quando l’uva viene attaccata da certi microrganismi, le vigne secernono grandi quantità di una sostanza che agisce come fungicida e contrasta l’effetto negativo di questi parassiti. Dal momento che la produzione dei composti fitochimici è direttamente correlata allo stress subito dalla pianta, è prevedibile che i vegetali coltivati in modo naturale, senza pesticidi sintetici, e che sono quindi più suscettibili di essere aggrediti, contengono maggiori quantità di queste molecole.

In effetti, numerosi studi condotti sui composti isolati da questi alimenti hanno dimostrato che un grande numero di essi interferisce con diverse circostanze implicate nella formazione di tumori e, di conseguenza, potrebbero rappresentare la più grande arma messa a nostra disposizione per combattere lo sviluppo di questa malattia.

Tutti i vegetali contengono in quantità variabile numerosi composti fitochimici ed è d’altronde da questo contenuto che dipendono le proprietà organolettiche più caratteristiche di questi alimenti (amarezza, astringenza, odore, etc).

La mancanza di entusiasmo di alcune persone nei riguardi dell’assunzione delle verdure è del resto correlata proprio a tali proprietà: mentre il gusto dei grassi e degli zuccheri, infatti, viene immediatamente riconosciuto dal nostro cervello come sinonimo di apporto energetico rapido ed efficace, il gusto amaro e astringente di molti vegetali viene piuttosto interpretato come un’aggressione potenzialmente dannosa per la salute.

Fortunatamente, questi riflessi del nostro cervello primitivo sono andati gradualmente attenuandosi nel corso dell’evoluzione, permettendo così all’uomo di identificare un numero sempre crescente di specie vegetali in grado di contribuire attivamente al mantenimento del benessere fisico.

Spesso è facile determinare i principali composti fitochimici associati ad un certo alimento semplicemente partendo dal suo colore o odore. Per esempio, la maggior parte dei frutti dal colore intenso è fonte estremamente importante di una famiglia di molecole chiamate polifenoli.

A tutt’oggi ne sono state identificate più di 4.000, e sono particolarmente abbondanti in certe bevande, come il vino rosso e il tè verde, oltre che in numerosi alimenti solidi come l’uva, le mele, l’aglio e le bacche selvatiche. Le possiamo anche trovare in numerose erbe o spezie, così come nelle verdure e nelle noci.

Altre classi di composti fitochimici sono invece caratterizzate piuttosto dal loro odore: per esempio, quello di zolfo tipico dell’aglio bruciato o del cavolo crudo è dovuto alla presenza di composti solforati in questi alimenti, mentre quello (più gradevole) degli agrumi è dovuto alla presenza di particolari terpeni.

È l’elevato contenuto di composti fitochimici in alcuni alimenti che permette di svolgere una funzione di prevenzione del cancro e quindi di poter essere considerati come “alicamenti”.

In altri termini, un alicamento è qualunque alimento (un frutto, una verdura, una bevanda o anche un prodotto di fermentazione) che contenga una grande quantità di una di queste molecole dal potenziale antitumorale.

Il concetto di “alicamento“ ci permette di selezionare in maniera preferenziale gli alimenti che dobbiamo assolutamente includere in un regime alimentare destinato a prevenire lo sviluppo del cancro.

Anche se tutti i frutti e le verdure contengono (per definizione) dei composti fitochimici, la quantità e la natura di questi composti variano enormemente da un frutto all’altro e da una verdura all’altra.

Tutti i frutti e le verdure presentano infatti caratteristiche diverse: la patata o la carota non possono essere paragonate ai broccoli o al cavolfiore, per quanto concerne il loro contenuto in composti fitochimici attivi contro il cancro, e nemmeno l’uva o i mirtilli rossi sono paragonabili con la banana.

Esistono differenze importanti nei livelli di composti attivi associati agli alimenti e, in qualche caso, la loro distribuzione è anche limitata a un solo alimento.

Questo concetto è fondamentale quando si tenta di spiegare le proprietà antitumorali di frutta e verdura perché, per un curioso scherzo del destino, numerosi composti chimici che possiedono la più intensa attività di prevenzione del cancro sono presenti soltanto in alcuni alimenti ben precisi.

Che siano gli isoflavoni della soia, il resveratrolo dell’uva, la curcumina della curcuma, gli isotiocianati e gli indoli dei broccoli o ancora le catechine del tè verde, tutte queste molecole antitumorali hanno una distribuzione in natura estremamente limitata.

In altre parole, se è vero che, in linea generale, frutta e verdura sono parti integranti di un regime alimentare equilibrato, bisogna esaminare più da vicino i composti fitochimici che contengono per programmare una dieta che punti a ridurre i rischi di tumore.

Allo stesso modo è indispensabile aumentare le raccomandazioni includendo tre alimenti che possiedono tra i più alti livelli di composti antitumorali riscontrabili in natura, ossia il tè verde, la soia ed infine la curcuma. Perché oltre ai dati scientifici che dimostrano incontestabilmente le proprietà antitumorali delle molecole associate a questi alimenti bisogna sottolineare il fatto che i Paesi che hanno la più bassa incidenza di cancro, in particolare quelli asiatici, hanno alla base della loro alimentazione proprio il tè verde, soia e curcuma.

Questo implica delle modifiche importanti nel regime alimentare tipico delle società occidentali. In effetti, associare alimenti così diversi come pomodori, cavolo, tè verde, peperoni, curcuma, soia, aglio e uva risulta, in un certo senso, come integrare millenarie tradizioni culinarie sviluppate dalle culture mondiali, tanto europee quanto asiatiche.

Ma questo è oggi reso possibile per la maggioranza delle persone, grazie a un più facile reperimento di derrate alimentari che provengono da tutte le parti del pianeta.

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