Prevenzione cancro: Oriente vs Occidente…2°round

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continuo….

La conseguenza immediata di questa industrializzazione dell’alimentazione è che la dieta occidentale contemporanea non ha più niente a che vedere con quella che costituiva l’essenza stessa dell’alimentazione umana fino ad appena dieci generazioni fa.

Il regime alimentare moderno fornisce un apporto almeno doppio di sostanze grasse, una percentuale di grassi saturi in rapporto a quelli insaturi molto più elevata, solo un terzo dell’apporto di fibre, una valanga di zuccheri a scapito dei glucidi complessi e, paradossalmente, una riduzione delle sostanze essenziali rispetto alla dieta più tradizionale.

Un altro effetto perverso dell’industrializzazione alimentare risiede nella produzione su grande scala, la quale permette di razionalizzare i costi di realizzazione e di rendere il cibo abbondante e a prezzi del tutto abbordabili da parte della stragrande maggioranza delle persone.

Ma questa abbondanza, di per sé positiva, induce un gran numero di individui a mangiare troppo e male, sovraccaricando l’organismo di zuccheri e grassi. Una delle più gravi conseguenze di questo eccesso consiste nel fatto che il sovraccarico calorico che ne consegue porta direttamente a sviluppare obesità.

A riprova di ciò, durante tutto il periodo in cui il credo “antigrasso” è stato più in voga, cioè dal 1980 al 2000, la percentuale di americani obesi è più che raddoppiata, passando dal 12% al 28% della popolazione (della quale, peraltro, non meno del 65%era in sovrappeso). Queste statistiche sono drammatiche,  dal momento che l’obesità è tra le cause primarie di numerose patologie cardiovascolari, del diabete di tipo II, delle retinopatie, di svariati problemi respiratori e di molti altri disturbi invariabilmente associati al sovrappeso.

Anche se i mass media hanno cominciato a sensibilizzare la popolazione sui problemi generati dall’obesità, sono troppo poche le persone che si rendono conto del fatto che questa malattia costituisce da solo il fattore di origine alimentare più importante per sviluppare il cancro.

Un recente studio americano condotto su 900.000 individui sovrappeso ha mostrato un marcato incremento, in questi soggetti, dell’incidenza di numerosi tumori, tra cui il cancro dell’endometrio, della mammella, del colon, dell’esofago e del rene.

Al giorno d’oggi, l’obesità sarebbe responsabile del 35% dei morti per tumore al colon negli uomini e, statistica allarmante, di quasi il 60% dei decessi causati dal cancro dell’endometrio nelle donne. Così, un indice di massa corporea (il rapporto tra il peso espresso in kg ed il quadrato della statura in metri) superiore a 25 sarebbe responsabile del 10% di tutte le morti ricollegabili al cancro nella popolazione americana di non fumatori.

I giapponesi emigranti in Occidente hanno visto il loro rischio di essere colpiti di alcuni tipi di tumori, come quello della mammella e della prostata aumentare di dieci volte. È stato notato, analogamente, che tutti i Paesi europei ed asiatici che hanno modificato le loro tradizioni alimentari per adottare quelle in voga in America hanno subito essi stessi un repentino aumento di livelli di obesità, di tumore del colon e della prostata, nonché delle malattie cardiovascolari, tutte le patologie abbastanza rare originariamente presso di loro.

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