Patrimonio dell’Unesco, anche la Dieta Mediterranea

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La dieta mediterranea nel novembre del 2010 entra ufficialmente a far parte del  patrimonio dell’Unesco.
E rappresenta il terzo elemento del Belpaese ad entrare a far parte di questa ambita élite dopo i Pupi siciliani e il canto a tenore sardo. Tanto per capirci della lista fa parte anche la cucina francese
Per cui non solo Champagne, Bordeaux, escargot, foie gras e baguette nella lista dell’Unesco ma anche e soprattutto quella tradizione millenaria di popoli che si affacciano sul Mare Nostrum e che viene ritenuta dagli esperti il vero elisir di salute ed eterna giovinezza:la Dieta Mediterranea.
E l’ingresso ufficiale è avvenuto un martedì pomeriggio di novembre del 2010 a  Nairobi.

Pensate che la candidatura della Dieta Mediterranea era stata già presentata ben 4 anni prima da i paesi mediterranei Italia, Spagna, Grecia e Marocco. In prima battuta era stata bocciata visto che  secondo l’Unesco non vi erano presenti i requisiti previsti dalla Convenzione del 2003 sul Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Per cui i 4 paesi avevano optato per ritirarla e ripresentarla solo nel maggio del 2009 con l’Italia a coordinare il gruppo di lavoro internazionale sottolineando l’alto valore culturale che la Dieta Mediterranea riveste.

Patrimonio dell’Unesco. La prima valutazione positiva da parte dell’Onu per l’organizzazione era arrivata nell’agosto del 2010.

E così quell’abitudine alimentare che il mondo intero ci invidia (pomodoro, olio, carboidrati come pasta e pane, e pesce azzurro) costituisce il terzo elemento italiano con l’Opera dei pupi siciliani e il Canto a tenore sardo.
La Dieta Mediterranea rappresenta la I pratica tradizionale alimentare al mondo ad entrare a far parte della prestigiosa lista .
Questa importante scelta operata dall’Unesco rimette sotto i riflettori le millenarie tradizioni alimentari del Mediterraneo, che realizzano la loro massima espressione nella dieta che porta il nome del mare a cui i paesi d’origine s’affacciano.  Sono oramai millenni che in queste terre che s’affacciano al Mediterraneo si coltivano cereali, ulivo, vite, frutta e ortaggi, da cui l’uomo di questi territori ha da sempre ricavato gli alimenti  della dieta mediterranea e che oggi come ieri rappresentano non solo una preziosa fonte di sostentamento ma anche di di salute e longevità.

 

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