Olio di fegato di ippoglosso e la vitamina D

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vitamina D

Gli oli di fegato di pesce sono gli unici alimenti che contengono grandi quantità di vitamina D, essenziale per la crescita e la formazione dello scheletro. I pesci da cui si ricavano questi oli sono l’ippoglosso  e il merluzzo. Si tratta di pesci di grandi dimensioni (lunghi fino a 2 m) che vivono nelle acque fredde dei mari oltre il circolo polare. Si trovano fino al limite della calotta glaciale del Polo Nord. Al momento della migrazione, scendono fino al mare di Norvegia, della Groenladia o di Terranova.

Conosciuti come pesci indispensabili per una corretta alimentazione, non forniscono solo carni bianche  e delicate, ma anche sostanze lipidiche contenute nel loro fegato e ricche di vitamina D, A e F.

Attualmente, è soprattutto l’olio di fegato di ippoglosso ad essere utilizzato per produrre i complementi alimentari.

Perché i lipidi epatici di questi pesci si trovano sotto forma di olio e non di grasso, come accade negli altri animali?

Per rispondere a questa domanda, bisogna ricordare che gli acidi grassi che formano i lipidi sono di due tipi: saturi ed insaturi. Come indicato dal loro nome, i primi hanno saturato, cioè utilizzato tutte le capacità di combinarsi con altri atomi e molecole, cosa che non si verifica con gli acidi grassi insaturi.

Ciò che distingue un grasso da un olio non è, come generalmente si crede, l’origine animale o vegetale del prodotto, ma il suo tasso di acidi grassi saturi e insaturi.

Per tutte le sostanze contenenti lipidi (burro, strutto, olio di girasole, etc) sono composte da due tipi di acidi grassi; il tasso di ciascuno di essi varia a seconda dei casi .

Più una sostanza è ricca di grassi saturi, più diventa solida; al contrario, più è ricca grassi insaturi, più è liquida. In generale i lipidi di consistenza dura vengono chiamati grassi e quelli  liquidi oli.

Quindi, se si parla di olio di fegato di ippoglosso è perché i lipidi che compongono il fegato di questo pesce hanno un elevato contenuto di acidi grassi insaturi.

Questi oli non sono solo  ricchi di vitamina D e A, ma anche di acidi grassi insaturi, molto importanti perché favoriscono l’eliminazione dei depositi di colesterolo e delle placche di acidi grassi saturi attaccate alle pareti dei vasi sanguigni. Questi residui sono all’origine dell’arteriosclerosi e possono causare l’insorgere di malattie cardiovascolari (embolia, infarto, ictus cerebrale…)

Le fonti alimentari di vitamina D sono poche numerose e poco abbondanti. Il fabbisogno quotidiano è stimato pari a a poche centinaia di UI 8 unità internazionali) che, in caso di malattia, possono aumentare fino a qualche migliaio di UI (dose terapeutica).

Olio di fegato di ippoglosso: li batte tutti

La vitamina D è presente nel burro (40 UI per 100 g), nel fegato dei ruminanti (50 UI), nel formaggio (100 UI), nei funghi (150-350 UI), nelle uova (200 UI), nelle sardine sott’olio (300 UI) . l’olio di fegato di ippoglosso, invece, ne contiene 2-3 milioni di UI per 100 g!!!

Un rapido calcolo permette di rendersi conto che le fonti alimentari di vitamina D sono troppo scarse per soddisfare il fabbisogno  di questa vitamina. Com’è possibile allora che non si instauri una carenza???

Gli alimenti in realtà non sono la sola fonte possibile di vitamina  D. contrariamente a tutte le altre vitamine, l’organismo è in grado di produrre questa sostanza chimica. Il processo si verifica a livello cutaneo, quando i raggi ultravioletti del sole, o se necessario, delle lampade al quarzo reagiscono con il sebo secreto dalle ghiandole sebacee.

Olio di fegato di ippoglosso e la vitamina D

Nel grasso si trova un precursore della vitamina D che viene trasformato nella forma matura per effetto dell’irraggiamento solare. Le vitamine così prodotte vengono in seguito riassorbite dalla pelle e veicolate all’interno dei tessuti e degli organi.

Questa produzione cutanea non deve essere considerata una fonte accessoria di vitamina D perché, in condizioni fisiologiche normali, soddisfa completamente il fabbisogno dell’organismo.

L’organismo quindi potrebbe fare a meno di un apporto alimentare di vitamina D e produrne in quantità sufficienti a soddisfare il suo fabbisogno se si verificassero le condizioni necessarie. Il fatto è che spesso oggigiorno questi presupposti non si verificano.

Olio di fegato di ippoglosso e il sebo

Le due condizioni principali da soddisfare sono l’esposizione al sole e la presenza di sebo. Se al giorno d’oggi la prima condizione è spesso sufficiente, non si può dire lo stesso della per la seconda poiché la propensione a lavarsi regolarmente con il sapone elimina il sebo dalla pelle . In sua assenza, la produzione di vitamina D no può verificarsi anche se ci si espone al sole per lunghi periodi. in questo caso, la carenza dovrà essere compensata con l’apporto alimentare.

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