Corretta alimentazione: OGM, cosa consiglia il nutrizionista?

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Il nutrizionista non poteva esimersi dal trattare l’argomentazione OGM ed evidenziarne la denominazione, i perchè, e i come ci si allontana da una corretta alimentazione.Per OGM (organismo geneticamente modificato) si intende quell’organismo il cui materiale genetico è stato modificato in modo innaturale. Si tratta cioè di una pianta o un animale o un microrganismo nei quali è stato manipolato il genoma, introducendo o sottraendo o ancora inibendo un gene in modo da modificare la produzione di proteine.

Dal 1996, anno delle prime piantagioni commerciali di OGM negli stati Uniti, la superficie dedicata a questa coltura non ha fatto altro che aumentare, passando da 2.5 milioni di ettari nel 1996 a più di 44 milioni nel 2000.

Al giorno d’oggi sono quattro i prodotti che dominano il mercato degli OGM e cioè la soia, il mais, la colza ed il cotone.

Nessuno finora sa con certezza quali siano e quali potranno essere a medio e lungo termine le conseguenze di queste colture e di questi alimenti per la salute umana.

L’esperienza ha dimostrato, però, come ogni qualvolta l’uomo abbia cercato di modificare in modo radicale la natura ed il naturale andamento delle cose, le conseguenze siano state pesanti, non ultime quelle che sono derivate dal tentativo di allevare un erbivoro come la mucca con un alimentazione a base di proteine animali.

Ci sono poi delle sostanze che ingeriamo comunemente, e che sono completamente costruite, come i dolcificanti, con molecole totalmente create in laboratorio. Appartengono a questa categoria l’aspartame ed il sorbitolo, per non citare che le più conosciute.

Si sa che il sorbitolo, per esempio, provoca dei disturbi digestivi, fra cui la nausea, se consumato in modo massiccio; vari esperimenti sui topi hanno dimostrato che dopo alcune settimane di utilizzo, l’intestino dei roditori aumentava di volume e le sue pareti diventavano più spesse.

Introduciamo così, senza riflettere e quasi senza accorgercene, nella nostra alimentazione, ogni tipo di cibo che si potrebbe definire “fasullo”, privo cioè di valori nutrizionali, in quanto non esistente in natura e quindi non previsto per l’alimentazione dell’uomo.

Le bevande e i dolciumi industriali sono un esempio concreto di ciò e rilevante, nella vita di tutti i giorni, in quanto tutti consumiamo almeno una volta al giorno questi prodotti. L’allergologo americano dottor Feingold ha dichiarato che certi coloranti artificiali, introdotti negli alimenti, provocano nei bambini delle turbe di comportamento che possono andare dalla semplice agitazione ad una completa mancanza di controllo o alla difficoltà di apprendimento a scuola.

L’alimentazione è senza dubbio tra le cause dell’insorgenza di disturbi nervosi che interessano attualmente la gioventù.

Scienziati americani hanno parlato, qualche tempo fa, di Junk food desease, vale a dire di “malattia dovuta ad un’alimentazione spazzatura”.

La malnutrizione che tocca gli adolescenti, ovvero i ragazzi di età inferiore ai 16 anni, provoca anche cambiamenti pericolosi nel comportamento.

I sintomi sono soprattutto nervosismo, irritabilità eccessiva, reazioni aggressive imprevedibili e senza motivo. Le cause di tale patologia non vanno ricercate, secondo gli esperti, né nella televisione né in una crisi di valori, ma nella nutrizione, in un’alimentazione che si compone essenzialmente di hamburger e patate fritte, bevande gassate e zuccherate e pasticceria industriale.

Prodotti, insomma, che sono ricchi di sostanze artificiali e che sostituiscono la frutta, la verdura ed i cereali nel pasto quotidiano di questi giovani, il che provoca la carenza di quelle vitamine e quei minerali indispensabili al buon funzionamento del sistema nervoso con conseguenti importanti alterazioni del metabolismo e predisponendo i consumatori ad un comportamento antisociale.

L’aberrazione del sistema arriva a creare carenze in un prodotto attraverso, come si è visto, l’alterazione delle caratteristiche fondamentali dell’alimento, per poi riportare l’equilibrio aggiungendo vitamine oppure enzimi chimici che dovrebbero sostituire quelli scomparsi durante il processo di raffinazione.

Prima si priva l’alimento delle sue componenti vitali (vitamine, minerali,etc…), lo si snatura quindi, per poi aggiungerne altre, questa volta di sintesi, in modo da riparare i danni fatti, “compensando”.

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