Meningite. Quando allarmarsi, riconosciamo i sintomi.

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meningite

La meningite è una patmeningiteologia cronica, un’infezione delle meningi. Le meningi sono membrane che circondano il cervello ed il midollo spinale. L’infezione può essere provocata da batteri o da virus. Il primo caso individuato risale al 1805 a Ginevra. Da allora la meningite si è diffusa ed ha assunto l’etichetta di una fatale patologia che colpisce l’uomo.

L’essere umano è più facilmente contagiato sia nelle prime fasi della vita, da zero a quattro anni, e durante l’adolescenza, tra i 15 ed i 24 anni. Il rischio aumenta in concomitanza di altre patologie che hanno colpito e compromesso  il sistema immunitario, (terapie per la cura dei tumori, immunodeficienza da HIV).

Le meningite causate da infezioni virali sono più lievi, guariscono spontaneamente e non lasciano segni permanenti. Quelle invece causate da meningococco, un batterio di forma coccica, hanno un decorso letale, per il 10% dei casi. Il 20 % dei pazienti riportano danni irreversibili  che vanno dal ritardo mentale alle lesioni agli arti oppure alla sordità.

Sintomi meningite

per neonati e bambini: pallore, cute a chiazze, cianosi, temperatura alta, sonnolenza, rifiuto del cibo, irritabilità, corpo flaccido, respiro velocizzato, lamenti, mani e piedi freddi, rigonfiamenti morbidi della testa, pianto stridulo.

per adulti: febbre alta, vomito, confusione, irritabilità, aggressività, rigidità nucale, mal di testa, crampi allo stomaco, diarrea, spasmi, movimenti incontrollati, irritabilità alla luce forte, difficoltà al risveglio.

Trasmissione della meningite

La trasmissione della meningite avviene esclusivamente tramite contatto diretto, stretto e prolungato, tra persone affette, o portatori,  dalla patologie ed individui sani. Il contatto deve avvenire attraverso scambio di saliva e/o secrezioni nasali. Il contagio non avviene molto facilmente considerando i numeri  degli affetti da patologia e coloro i quali presentano il meningococco nelle prime vie nasali ( 2-30% dei bambini e 5-10% degli adulti).

Dati i numeri e le modalità di contagio, la meningite tende a diffondersi solo in luoghi chiusi ed affollati. La possibilità di scambio di saliva in luoghi dove la percentuale di trovare portatori  o malati è alta rende la patologia di facile diffusione.

Vaccino

I vaccini attualmente disponibili sono detti “coniugati”. Hanno un’efficacia e protezione maggiore rispetto a quelli di prima meningite vaccinogenerazione. Sono capaci di protezione da diversi tipi di sierogruppi di meningococco. Ben tollerati. Possono provocare  solo lievi effetti collaterali: spossatezza, leggera febbre, dolore al braccio.

E’ consigliato vaccinarsi solo per coloro i quali svolgono un’attività e/o condizione fisica che presenta un alto fattore di rischio.  Caso a parte lo merita la Toscana nella quale il vaccino è gratuito, può essere richiesto all’ASL o al proprio medico curante. In questa regione, i casi superano la media nazionale.

I malati di meningite batteria, in Italia, si aggirano intorno ai 1000 casi l’anno.

Per il meningococco della meningite si distinguono diversi sottogruppi, a loro volta in tanti sierotipi in funzione della superficie del meningococco. Esistono almeno 13 sierotipi di meningococco e ben 5 di essi causano la meningite. Si distinguono i sierogruppi A, B, C, Y e W135. Il “B” è il responsabile della patologia ai bambini dai 4 a 6 mesi. Il “C” responsabile dell’incidenza della patologia in età dai 5 fino all’adolescenza. Nei paesi occidentali e nel nostro paese, il maggior numero dei casi di meningite da meningococco è imputabile ai sierogruppi “B” e “C”.

Solo la somministrazione di antibiotici specifici può essere la cura della meningite. Solo una tempestiva terapia aumenta le probabilità di guarigione. Le cure vanno effettuate sotto stretto controllo specialistico ed in ospedale, condizioni che consentono al malato di essere continuamente monitorato.

 

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