Le crucifere, i cavoli e l’indolo-3-carbinolo (I3C)

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“il nutrizionista”  pone la sua attenzione su di un’altra molecola “miracolosa”Anch’essa ritrovata in gran quantità nelle crucifere, cavoli ed affini: parliamo dell’indolo-3-carbinolo.Anche se proviene dall’idrolisi dei glucosinolati  come gli isotiocianati, l’I3C è diverso da questa classe di molecole, sia per quanto riguarda la sua struttura chimica (è privo dell’atomo di zolfo) sia per quanto riguarda l’azione antitumorale.

L’I3C proviene dalla degradazione della glucobrassimina, un glucosinolato che si trova nella maggior parte delle crucifere, soprattutto nei broccoli e nei cavolini di Bruxelles.

Le ricerche più recenti sul ruolo antitumorale dell’I3C tendono a non concentrarsi tanto sull’effetto disintossicante delle sostanze cancerogene, ma piuttosto sul suo impatto sul metabolismo degli estrogeni e sulla sua attitudine a interferire con i tumori ad essi legati, come quello al seno, all’endometrio e al collo dell’utero.

In effetti, sembra che l’I3C sia in grado di provocare delle alterazioni nella struttura dell’estradiolo, riducendo la capacità di questo ormone di promuovere la crescita delle cellule di questi tessuti.

Questa sua azione è dimostrata da alcuni risultati che indicano come la somministrazione di I3C blocchi lo sviluppo delle cellule del collo dell’utero contenenti il virus del papilloma umano HPV16     (la principale causa di tumore al collo dell’utero) e che potrebbero trasformarsi in cellule tumorali dopo un trattamento a base di estrogeni.

In conclusione, i generosi sforzi dei nostri antenati, che hanno coltivato tutte queste varietà di crucifere, sono stati ampiamente ripagati, se si considera l’eccezionale contenuto di sostanze fitochimiche antitumorali, soprattutto di glucosinolati e delle loro forme attive, gli isotiocianati e l’I3C.

Aumentare il consumo di questi ortaggi rappresenta dunque un modo molto semplice per apportare all’organismo quantità considerevoli di queste molecole e, quindi, per prevenire lo sviluppo di molte forme di cancro, soprattutto del polmone e del tratto gastrointestinale.

I dati attualmente disponibili sui benefici dei broccoli sono particolarmente incoraggianti: ad esempio, un regime alimentare che preveda tre o quattro porzioni di broccoli alla settimana, quantità ben lungi dall’essere eccessiva, si è confermata sufficiente a proteggere dai polipi intestinali, i quali possono degenerare in tumori a livello del colon.

Infine, l’azione inibitrice di alcuni componenti delle crucifere nei confronti degli estrogeni rende questi ortaggi un elemento essenziale nella lotta contro il cancro al seno.

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