La dieta vegetariana:la macrobiotica

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Nella dieta macrobiotica standard cereali, verdure, legumi e alghe devono comparire nelle seguenti proporzioni: almeno 50% di cereali integrali in chicchi, il 5% di minestra miso, dal 20 al 30% di verdure, dal 10 al 15% di legumi e alghe.

I veri seguaci della macrobiotica consumano regolarmente tutti questi cibi. Tuttavia la dieta macrobiotica è considerata duttile, adattabile ai bisogni e alle possibilità di ognuno senza fanatismi.

Il sistema delle combinazioni alimentari

Questo metodo, elaborato dall’igienista americano Shelton, si fonda sull’analisi dei processi digestivi.

Secondo Shelton, durante la digestione ogni alimento determina la secrezione e l’attività di enzimi specifici.

Consumare contemporaneamente alimenti che richiedono enzimi diversi e determinano processi differenti diminuisce l’efficacia degli enzimi, provoca pesantezza di stomaco, rende difficile l’attività del tubo digerente, aumenta il rischio di fermentazioni gastrointestinali.

Una buona digestione avviene quando tutti gli enzimi della bocca, dello stomaco e dell’intestino agiscono con la massima efficacia, sulla quale influisce anche la qualità degli alimenti ingeriti.

Quindi, durante uno stesso pasto si dovranno consumare solo alimenti che richiedono lo stesso tipo di enzimi digestivi.

Shelton ha diviso gli alimenti in varie categorie più o meno compatibili fra loro. In base a questa classificazione, la composizione dei pasti e la preparazione delle vivande devono sottostare a regole rigide, poiché pochi alimenti sono compatibili.

Soltanto le verdure possono accompagnarsi alla maggior parte dei cibi.

Ad ogni pasto è concesso un solo alimento proteico.

I pasti proteici e i pasti a base di farinacei (amilacei) devono essere separati.

Ad esempio non si potranno mangiare le uova con la besciamella o pane con il formaggio.

Molti vegetariani, pur senza conoscere dettagliatamente le combinazioni possibili, hanno sentito parlare di queste regole, che trovano interessanti e che applicano parzialmente, allo scopo di “facilitare la digestione”. Si noti i diffusori dell’ igienismo in Europa hanno mantenuto solo alcuni aspetti del sistema shetoniano.

Secondo R. Suzineau, il dottor J.C. Thomson che introdusse l’igienismoin Inghilterra “ne ha conservato unicamente l’incompatibilità fra i frutti acidi e gli alimenti ad alto contenuto di amido”, escludendo così le torte con le prugne e le pizze.

Gli igienisti francesi, senza confutare il sistema di Shelton, ritengono ognuno debba scoprire le combinazioni che non gli si addicono.

Molti non vegetariani, interessati dai principi di Shelton, cercano di applicarli e ne rimangono soddisfatti. Questi tentativi hanno comunque il merito di far riflettere sul fatto che la nostra alimentazione è spesso squilibrata e disordinata.

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