Ginseng, proprietà e storia e nutrizione

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Il ginseng (Panax ginseng) è una pianta originaria delle regioni asiatiche. Si trova principalmente in Cina (Manciuria), in Corea e in Russia (regione di Vladivostock). Utilizzato in Estremo Oriente da oltre 4000 anni, è sempre stato considerato una pianta dalle proprietà miracolose, in grado non solo di guarire tutte le malattie ma anche di fortificare lo spirito, rallegrare il cuore e prolungare la vita.

In passato la pianta era talmente apprezzato che lo si barattava con oro e pietre preziose.

Del ginseng si utilizza la radice che si sviluppa maggiormente rispetto al resto della pianta.

A dieci anni di età può raggiungere 1,20 m di lunghezza, per un diametro della parte superiore di 5-10 cm e uno stelo alto da 30 a 80 cm.

Ramificandosi in numerose radici laterali, il tubero di ginseng assume un aspetto caratteristico costituito da testa, tronco, braccia e gambe.

Questa particolarità ha dato origine a numerose leggende sulla pianta facendone aumentare il fascino. Al di là del carattere pittoresco e talvolta iperbolico di queste credenze, le proprietà curative della radice non sono fittizie.

Ricerche e sperimentazioni recenti non fanno che confermare la fondatezza delle proprietà che gli erano state attribuite empiricamente dagli antichi, in particolare il suo straordinario potere rivitalizzante.

Il ginseng è una pianta perenne

cresce sui versanti umidi delle montagne di granito, in mezzo a foreste fitte dove l’abbondante vegetazione protegge la pianta da un’esposizione diretta ai raggi solari.

In passato si utilizzava il ginseng allo stato naturale, vale a dire non lavorato. Tuttavia, verso la fine del XVIII secolo, con l’aumento delle richieste, la raccolta di ginseng fu abbondante e la pianta diventò sempre più rara.

Per rimediare a questa penuria si avviarono coltivazioni di ginseng, specialmente in Corea. Attualmente il ginseng coltivato è la principale fonte disponibile.

La coltivazione di questa pianta è piuttosto complicata. Innanzitutto è necessario ricostituire il terreno di origine, granitico e ricco di humus; poi bisogna eseguire una selezione rigorosa dei semi e delle piante e preparare graticci di paglia con i quali ricoprire le superfici coltivate per proteggere le piante dal calore del sole. Inoltre, i trattamenti quali il diserbo e la protezione contro i predatori non si praticano per un anno o due come per molte altre piante, ma per sei o sette anni.

Questo lasso di tempo è necessario affinché le radici crescano robuste e si arricchiscano di principi attivi.

Il ginseng richiede molte attenzioni dall’uomo, ma è molto esigente anche nei confronti del terreno: ne assorbe incessantemente le sostanze nutritive tanto da lasciare il suolo inaridito già solo dopo un raccolto.

In queste condizioni soltanto le erbe infestanti riescono a crescere, ma risulta impossibile coltivare altre piante per circa 12 anni.

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