Dolcificante? Forse è meglio conoscerli prima

0
1496
dolcificante

“un caffè con dolcificante…grazie”…Quanti di voi hanno sentito/fatto questa richiesta, magari dopo un mega pranzo? Si, certo, per non aumentare le calorie ingerite. Ovvio.

Credo vada fatta un pò di chiarezza nei riguardi del consumo dei dolcificanti.

Sucralosio, aspartame, saccarina sono i dolcificanti, sintetici, più utilizzati. Il loro potere dolcificante varia da 200 a 650 volte il potere dolcificante dello zucchero da tavola comunemente utilizzato.

Questa caratteristica consente il loro utilizzo per dolcificare il cibo dietetico. Utilizzando un quantitativo basso del dolcificante si ottiene un sapore particolarmente dolce, risparmiando, così qualche caloria.

Recenti studi hanno dimostrato che l’abuso del dolcificante a fine pasto, preferito allo zucchero, sia forse più dannoso dello zucchero stesso. Ovviamente, sono le quantità a dettar regole, però è bene sapere che il dolcificante può favorire l’accumulo di grasso nelle persone obese. Quindi nella ricerca di stare attenti alle calorie ingerite, si arriva a far peggio!!! Questo studio è stato presentato al 99° congresso della Endocrine Society, ENDO 2017.

Dolcificante: Conosciamolo meglio

Dolcificare un alimento, o una bevanda, può essere fatto sia utilizzando un:

dolcificanti naturali come, miele, fruttosio, destrosio, sorbitolo, mannitolo, xilitolo, stevia, sciroppoo di glucosio, sciroppo di fruttosio. Contro: sono calorici, hanno un potere dolcificante simile al saccarosio. Pro: la stimolazione  della produzione dell’insulina, da parte del pancreas, in misura ridotta rispetto allo zucchero comune.

dolcificanti sintetici: prodotto in laboratorio. Ideato e prodotto per i diabetici ma ormai hanno coinvolto molti fans. Aspartame, Acesulfame K, Ciclamati, Saccarina, Sacrulosio, hanno un potere dolcificante molto maggiore del saccarosio e, la cosa importante, non sono calorici.

Da quanto detto sembrerebbe una manna dal cielo. Eppure ci sono studi che evidenziano il contrario. Ad esempio, per il sucralosio, dopo aver somministrato a cellule staminali del tessuto adiposo umano, in una quantità pari ad un consumo quotidiano di quattro lattine di una classica bibita light, per un periodo di 12 giorni, i ricercatori della George Washington University hanno riscontrato un aumento dell’infiammazione cellulare con conseguente accumulo di grasso.

Lo stesso team di ricercatori, dopo aver analizzato il grasso addominale di individui sia normopeso sia obeso, tutti consumatori di dolcificanti, non ha avuto una buona recensione per i dolcificanti in genere.

Hanno notato una espressione anomala dei geni responsabili con la produzione di grasso e la cosa è maggiormente visibile nei soggetti obesi. La cosa dovrebbe farci pensare visto che i dolcificanti sono usati per gli alimenti “dietetici”, destinati a coloro i quali hanno problemi di peso.

Dolcificante? Si o no?

Il  loro consumo a fine pasto non potrebbe essere considerato un’azione risolutiva per ridurre il contenuto in zuccheri della nostra dieta. Gli studi dei ricercatori, come abbiamo visto, lo sconsigliano. Come sempre, è importante moderare le quantità dei cibi assunti e muoversi un pochino. Solo in tal modo potremmo consumare gli zuccheri assunti, il cui eccesso provoca obesità con le relative conseguenze, sindrome metabolica, ipercolesterolemia, problemi cardiovascolari, infiammazioni e tumori.

VN:F [1.9.22_1171]

Quanto ti e` stato utile questo articolo?

Rating: 10.0/10 (1 vote cast)
Dolcificante? Forse è meglio conoscerli prima, 10.0 out of 10 based on 1 rating

lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here