Dieta vegetariana: la vitamina D

1
329

Non può mancare nella dieta l’apporto di vitamina D e l’attenzione va ancor più acuita per coloro che assumono una dieta vegetariana per cui non può “Il nutrizionista” non parlarne…

L’organismo umano, quando è sufficientemente esposto alla luce del sole, sintetizza da solo la vitamina D a partire da un derivato del colesterolo, presente negli strati profondi della pelle, che i raggi ultravioletti trasformano in vitamina D. In questo caso, l’apporto alimentare è del tutto secondario. Si noti che la pigmentazione riduce la sintesi endogena della vitamina D limitando considerevolmente la penetrazione degli ultravioletti attraverso il derma.

Gli apporti raccomandati, espressi in microgrammi al giorno, sono di 10 microgrammi per i lattanti e i bambini fino a 6 anni, mentre si consigliano 2,5 microgrammi per i bambini più grandi, per gli adolescenti e per gli adulti.

La vitamina D svolge un ruolo essenziale nell’assimilazi0ne del calcio. E quindi molto importante farne assumere la giusta dose ai nati prematuri, ai lattanti e ai bambini fino a 3 anni (periodo di crescita rapida).

Si consideri che il rachidismo é frequente soprattutto tra i 4 0 i 18 mesi.

Il fabbisogno di questa vitamina è più elevato per le donne incinte o per quelle che allattano, come pure per i bambini con la pelle scura.

Gli alimenti che contengono vitamina D

Soltanto alcuni alimenti di origine animale possono fornire vitamina D; pesce grasso, burro, latticini.

I vegetali, a meno che non siano stati irradiati, non contengono dosi apprezzabili di vitamina D.

Per quanto riguarda il pesce grasso (sardina, sgombro, aringa, tonno, anguilla, salmone ecc.), 150 g forniscono da 7,5 a 60 microgrammi di vitamina D, con notevoli variazioni a seconda della stagione della pesca; 30 g di tuorlo d’uovo ne forniscono da 1,2 a 3 microgrammi; 125 g di latte vaccino ne forniscono al massimo 0,5 microgrammi e 125 g di latte materno cinque volte di meno.

Il latte di donna e quello vaccino sono poveri di vitamina D. L’apporto alimentare dei lattanti e soprattutto nei nati prematuri dovrà quindi essere arricchito con vitamina D di sintesi.

Nelle grandi città e nelle regioni poco soleggiate è bene prolungare queste somministrazioni integrative durante la stagione invernale fino all’età di 4 anni.

La vitamina D di sintesi (quella che si trova in farmacia) è di origine vegetale: si tratta di vitamina D2 ottenuta mediante l’irradiazione ultravioletta dell’ergosterolo, sostanza ricavata dalla segale o dal lievito di birra. Il suo uso è quindi compatibile con le diete vegetaliane.

Ne raccomandiamo l’assunzione in particolare ai giovani vegetaliani che hanno eliminato dalla propria dieta le principali fouti di vitarnina D (uova e pesce).

Si noti che il latte di soia e il latte di cereali non contengono vitamina D.

VN:F [1.9.22_1171]

Quanto ti e` stato utile questo articolo?

Rating: 7.3/10 (11 votes cast)
Dieta vegetariana: la vitamina D, 7.3 out of 10 based on 11 ratings

1 COMMENT

  1. sapete darmi un consiglio per mio figlio (17 anni che da 4 anni è diventato vegetariano) da due mesi circa ha un problema di fragilità capillare- prima intorno agli occhi adesso anche sulle braccia, caviglie, mani un po’ ovunque – il dermatologo conferma che si tratta di capillari rotti.
    puo’ essere la carenza di vitamine?
    grazie

lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here