Dieta vegetariana: il primo uomo era forse vegetariano?

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È poco probabile. Secondo molti paleontologi, l’Homo habilis, presunto antenato dell’Homo sapiens (l’uomo attuale), era sicuramente ghiotto di carne. Cacciava i piccoli animali, servendosi poi di utensili rudimentali per trinciare le sue prede. Forse, arrivava al punto di rubare agli avvoltoi i resti dei pasti dei leoni.

La dentatura di un suo “cugino”, il Paranthropus, farebbe pensare ad un’alimentazione vegetariana, ma questo ramo non si è evoluto come Homo.

L’uomo è un essere prevalentemente onnivoro. Questa caratteristica, tra l’altro, gli permetterà di adattarsi nel tempo alle condizioni di vita più diverse e di colonizzare il pianeta Terra.

Millenni di lenta evoluzione e un secolo di “subbugli”…

Le prime tracce di uomini o di preominidi risalgono a quattro o cinquecentomila anni prima di Cristo. L’evoluzione dei modi di vita e delle abitudini alimentari è stata estremamente lenta: i primi uomini si cibavano di cacciagione e di quello che cresceva spontaneamente.

Cinquemila anni prima della nostra era, sono nate in Europa le prime tecniche agricole: dissodamento, coltivazione, allevamento, selezione delle specie  etc.

A questi millenni, centinaio di millenni addirittura, di lenta evoluzione, si contrappone in Occidente un solo secolo: il nostro.

Lo straordinario sviluppo dei mezzi di produzione e di distribuzione, legato all’industrializzazione, consente alla maggior parte di noi di avere un’alimentazione abbondante e variata, particolarmente ricca di prodotti di origine animale (carne, salumi, formaggi etc) e di prodotti zuccherati (dolci, bibite, dolciumi etc).

Gli schemi di quella che chiamiamo “l’alimentazione tradizionale” sono recentissimi rispetto alla storia dell’umanità. L’alimentazione dei nostri bisnonni, e forse persino dei nostri nonni, era assai diversa dalla nostra. Infatti essi mangiavano molto pane, molte patate, molti legumi secchi. Lo zucchero ed il burro era un lusso.

Oggi, la carne costituisce il piatto forte di un pasto, mentre il consumo di pane e di farinacei è ormai notevolmente ridotto.

Bisogna poter scegliere

Per l’uomo moderno è indispensabile mangiare molta frutta e verdura. Negli ultimi trent’anni, il consumo di frutta e di verdura è più che raddoppiata grazie alla diffusione di conserve e surgelati.

Tuttavia, i prodotti di origine vegetale (che comprendono anche i cereali e i legumi secchi) occupano un posto secondario nel menù.(fanno eccezione lo zucchero e l’olio, poiché si tratta di alimenti molto particolari).

Molte persone hanno preoccupazioni di ordine dietetico e vorrebbero ridurre il consumo di alcuni alimenti tra cui la carne, ma…come raccapezzarsi di fronte all’enorme quantità di nuovi prodotti lanciati sul mercato da allettanti pubblicità? Come orientarsi nel labirinto delle “prescrizioni” vegetariane, con le loro diversità e contraddizioni?

Essere vegetariani oggi, per motivi di salute, spirituali o etici, vuol dire sconvolgere le proprie abitudini alimentari. Secondo un giovane vegetariano seguire questa pratica significa “tagliare un robusto cordone ombelicale”!

Per fare questo passo, è indispensabile avere almeno qualche nozione riguardo ai bisogni dell’organismo, al valore nutrizionale degli alimenti e alle regole di un’alimentazione equilibrata.

Per guidare un’auto non è necessario conoscere il funzionamento del motore, ma se si desidera modificare da soli il carburante abituale, sarà molto utile possedere precise nozioni di meccanica!

In questo caso, il corpo umano con il suo processo digestivo costituisce la meccanica e le sostanze comuni e le sostanze comuni a tutti gli alimenti, i nutrienti, costituiscono il carburante.

Il nutriente essenziale per l’organismo è l’acqua. Gli altri nutrienti sono classificabili come proteine, o protidi, lipidi (grassi), glucidi (che venivano chiamati carboidrati), vitamine e sali minerali.

Le sostanze nutritive, spesso presenti nei cibi in forma piuttosto complessa, diventano  immediatamente assimilabili dall’organismo durante la digestione.

Ai nutrienti sono spesso unite le fibre che, sebbene non siano assimilabili dall’organismo, svolgono un ruolo importante durante la digestione.

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