Dieta Mediterranea: origini e vantaggi

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dieta mediterranea

Sono oramai tanti anni che si parla di dieta mediterranea, se ne parla per decantarne i pregi e per sottolineare quale modello di alimentazione e di vita sana sia.
La dieta mediterranea rappresenta un modello nutrizionale che deriva dai modelli alimentari tradizionali di quei paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, quali l’Italia, la Francia meridionale (specialmente Provenza e Linguadoca), la Grecia, la Spagna e il Marocco. Purtroppo questo sistema nutrizionale è stato abbandonato nel corso degli anni ‘60 e settanta in coincidenza del boom economico perché erroneamente considerata troppo povera e poco saporita rispetto a modelli alimentari arrivati dall’America.
Ma la dieta mediterranea negli ultimi anni sta riconquistando l’interesse non solo di milioni di consumatori ma anche di esperti e dei media e sta conoscendo un’enorme diffusione, soprattutto dopo gli anni ’90 persino in alcuni paesi americani come l’Argentina e l’Uruguay e alcune parti degli Stati Uniti. Si pensi che nel 2010 è stata proclamata patrimonio orale e immateriale dell’umanità.

Ma se vogliamo capire da dove nasce quella che oggi definiamo dieta mediterranea dobbiamo cercare nella storia.
Nel 1939 il medico nutrizionista italiano Lorenzo Piroddi (Genova 1911-1999) fu il primo a percepire che ci sia una relazione tra l’alimentazione e le malattie del ricambio, come il diabete, la bulimia, l’obesità. Viene considerato il “padre” di questo regime alimentare e autore del libro Cucina Mediterranea.
Solo qualche anno dopo, lo scienziato americano (1904-2004) si era fatto promotore di un ampio programma di ricerca chiamato Seven Countries Study e autore del libro Eat well and stay well, the Mediterranean way. Keys aveva rivelato pochi pazienti affetti da malattie delle coronarie tra gli abitanti di Nicotera e dell’isola di Creta, anche se presso queste popolazioni vi era un elevato consumo di grassi vegetali e di olio d’oliva in particolare.
Successivamente a questa osservazione ebbe inizio la famosa ricerca “Seven Countries Study”, che mise a confronto il regime alimentare di un campione di ben 12.000 persone, tra i 40 e i 59 anni, provenienti da ben sette Paesi di 3 continenti (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Jugoslavia). I risultati di questo studio sono inequivocabili: si muore molto meno per cardiopatia ischemica (infarto) nei paesi mediterranee rispetto ad altri come la Finlandia, nei quali la dieta è caratterizzata da grassi saturi (burro, strutto, latte e suoi derivati, carni rosse). Ancel Keys insieme ad altri scienziati che parteciparono al “Seven Countries Study”, continuarono i loro studi a Nicotera (Vibo Valentia), Crevalcore (Emilia), Montegiorgio (Marche). Keys visse per altri 40 anni a Pioppi (Pollica), nel Cilento ed arrivò, quasi a sancire la bontà delle sue teorie 100 anni.
Nel 2004 gli è stata conferita la Medaglia al merito alla salute pubblica direttamente dai rappresentanti dello Stato Italiano. Sotto la sapiente guida del Prof. Jeremiah Stamler (scienziato, cardiologo americano, già fidato collaboratore di Ancel Keys), a circa 40 anni dalla pubblicazione dei risultati scaturiti dallo studio “Seven Countries Study” (nel settembre 1969), venne fondata a Pioppi “l’Associazione per la Dieta Mediterranea: alimentazione e stile di vita” (Presidente dott. A. Notaro).
Dal 24 al 27 settembre 2009 a 40 anni dalla sua fondazione sempre nella città di Pioppi veniva organizzato il convegno sulla Dieta Mediterranea. A questo appuntamento hanno presenziato illustri scienziati, alcuni dei quali erano intervenuti già 40 anni prima. Sono intervenute anche tante personalità provenienti da ogni parte del mondo.
A sancire l’alto valore culturale e sociale rappresentato dall’associazione è intervenuto anche il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano che ha insignito l’associazione di un’alta onorificenza. Gli scienziati nel corso dei lavori hanno sottoscritto un documento che testimonia la fattiva relazione tra la Dieta Mediterranea e Pioppi come luogo scelto per gli studi di Keys e dei suoi collaboratori, innalzando la città a Capitale della Dieta Mediterranea.
Un’altra data da ricordare è Il 20 gennaio 2003, a Roma presso l’Università “Tor Vergata” si è tenuto il primo Simposio Internazionale riguardante la dieta mediterranea italiana di riferimento. L’organizzatore è stato Antonino De Lorenzo. In questa sede sono stati definiti i principi di adeguatezza nutrizionale della dieta mediterranea prendendo quella italiana come riferimento.
2 aani più tardi nel 2005 si è tenuto il II Simposio Internazionale sulle Diete Mediterranee Europee nella località di Nicotera. Sempre nel 2005 è stato fondato l’Istituto Nazionale per la Dieta Mediterranea e la Nutrigenomica (I.N.D.I.M), ed è stata scelta come sede Reggio Calabria.
Qualche anno più tardi nel 2008, il ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali italiano, ha identificato la dieta mediterranea come dieta di riferimento biologica. Il 18 febbraio 2007, invece, presso l’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna si è tenuto un altro congresso nazionale circa “La Dieta Mediterranea di Nicotera” dibattendo sempre su quanto la dieta mediterranea italiana debba rappresentare un punto di riferimento mondiale dal punto di vista della salute.
Il 9 maggio 2010 si è tenuto a Nicotera il terzo Simposio Internazionale esattamente 50 anni dopo il rilevamento dei consumi alimentari fatto nel 1960. È stata questa l’occasione per sancire l’associazione tra il modello alimentare e la costruzione di un pacchetto genetico individuale più forte rispetto a tutta una serie di malattie cardiovascolari.
Ci sono stati anche tutta una serie di Congressi Internazionali riguardanti l’argomento. Si sono tenuti a partire dal 1996 in Spagna.

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