Dieta del sondino cos’è?

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dieta del sondinoSi parla molto della dieta del sondino, cos’è?

Con queste parole si fa riferimento ad un metodo di nutrizione congeniata dal prof. Gianfranco Cappello, responsabile dell’Unità Operativa Regionale per la Nutrizione Artificiale Domiciliare del Policlinico Umberto I di Roma.

La dieta del sondino è stata ideata per i soggetti in sovrappeso e per quelli affetti da obesità.
Più che una vera e propria dieta la considererei un vero e proprio trattamento medico.

Ma volendo menzionare con una terminologia più corretta quella comunemente conosciuta con il nome di dieta del sondino andrebbe chiamata Nutrizione Enterale Chetogena (NEC).
L’espressione in uso si riferisce al mezzo attraverso il quale avviene l’alimentazione dell’individuo, ovvero tramite l’uso di un sondino nasale.

Oramai è un po’ che si dente parlare, a volte bene, a volte meno della dieta del sondino si fa un gran parlare, ed è balzata agli onori della cronaca lo scorso anno quando il Ministero della Salute, Ferruccio Fazio, su esplicita richiesta di sei società scientifiche di nutrizione (Adi, Sinpe, Sinu, Sinupe, Sio e Sisa), aveva richiesto circa l’utilizzo di tale metodo il parere del Consiglio Superiore di Sanità.

Ma come si fa la dieta del sondino?

La dieta del sondino si attua tramite viene effettuata con il metodo della nutrizione artificiale (un sondino che dal naso arriva fino all’intestino) 24 ore al giorno di una soluzione proteica con cicli della durata di 10 giorni.
Stando a quanto dichiarato dall’ideatore della NEC, questo tipo di nutrimento consente nell’arco di soli 10 giorni, generando uno stato di chetosi, che azzera la sensazione di fame, di ridurre il proprio peso corporeo dal 7 al 10% rispetto al peso iniziale.
Ma prima di dare il via alla dieta col sondino è necessario partecipare ad un seminario per apprendere regole e principi sui quali fonda le proprie basi la Nutrizione Enterale Chetogena.  Senza l’attestato di partecipazione non parte nessun trattamento.
Una volta ottenuto si viene sottoposti alla classica misurazione della percentuale di massa magra e grassa tramite l’uso dell’impedenziometro.

Dopo questa fase preliminare la dieta del sondino entra nel vivo ed il soggetto si sottopone al al trattamento.
Seduto, mentre beve acqua con l’uso di una cannuccia,  si farà introdurre da un operatore il sondino nel naso.

Dopo alcuni secondi, in maniera indolore, il sondino raggiunge la posizione desiderata, destando solo un po’ di fastidio per il primo quarto d’ora. Da questo momento, per i 10 giorni del ciclo, il soggetto potrà ingerire semplicemente bevande acqua, tè, camomilla o caffè. Non è consentito aggiungere né zucchero, né dolcificanti perché andrebbero ad inficiare sulla chetosi.

Al paziente viene data la dotazione completa: soluzione nutrizionale e pompa collegata al sondino. Una volta capito il funzionamento potrà gestire in maniera indipendente il trattamento per tutta la durata del ciclo di 10 giorni previsti dalla dieta del sondino.
Il paziente dovrà aggiornare una sorta di diario annotando: peso, chetonuria, senso di fame ed evacuazioni.
Nel seguire la dieta col sondino, i pazienti al fine di diminuire la secrezione gastrica stimolata in maniera superiore dall’apporto prolungato di proteine, devono sottoporsi a delle terapie specifiche. Devono poi effettuare dei lavaggi intestinali per eliminare i residui degli alimenti nell’intestino e scongiurare l’intasamento del colon.

Mentre si segue la dieta del sondino bisogna sospendere la somministrazione di farmaci antiipertensivi o antidiabetici. Alla fine di ogni ciclo bisogna riprendere immediatamente ad assumere tali farmaci.

Inoltre è consigliabile durante il trattamento tenere sotto controllo la glicemia e la pressione arteriosa.
Alla fine del ciclo di Nutrizione Enterale Chetogena il soggetto, rimosso il sondino, dovrà riempire un apposito questionario, rifare la  misurazione con l’impedenziometro, e seguire una dieta di mantenimento.
La cosa che fa sorridere è che il primo trattamento “dieta del sondino” fu casuale.
Una donna, affetta da una fistola colica venne sottoposta, non potendo nutrirsi in maniera convenzionale, al trattamento NEC.Intanto che guariva dalla fistola aveva perso circa 20 kg. La figlia fece richiesta di sottoporsi allo stesso trattamento e dopo venti giorni era dimagrita di 12 kg. Al 2009 secondo i dati pubblicati dal Dott. Cappello sono stati 8.834 le persone trattate.

Ma ne vale la pena davvero? Che con la dieta del sondino si perda peso in poco tempo è appurato, ma è altrettanto appurato che non si impara ad alimentarsi per bene e, alla lunga, questo porta a riprendere il peso perso.

Infatti, lasciando anche correre sul fatto che si è costretti a girare con pompa e sondino per 10 giorni in maniera ininterrotta, i lavaggi, le terapie per ridurre la secrezione gastrica e la chetosi che non è certo un toccasana per il metabolismo del paziente. Il solo fatto di chiamarlo paziente rende l’idea di quanto tale trattamento sia molto più vicino ad una terapia medicale piuttosto che ad una dieta nutrizionale.

 

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