Crudismo, problemi per chi la segue questa dieta?

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Abbiamo già parlato della dieta crudista, e di crudismo, in questo post, invece, vorremmo parlare dei problemi che possono esserci ne seguirla.
La cottura dei cibi rappresenta una di quelle scoperte che hanno rivoluzionato in maniera totale la storia dell’uomo.
Il fine oltre a rendere più gradevoli i cibi è quello di eliminare le tossine nei vegetali che hanno per natura lo scopo di allontanare sia i parassiti che erbivori. Una cosa che non considerano i seguaci del crudismo i semi di grano freschi, ad esempio, sono tossici perché contengono fagopirina, una tossina che provoca  nelle persone con la carnagione chiara disturbi alla pelle. Anche i fagioli rossi, la manioca, la pastinaca e le patate contengono tossine dannose per la salute.

Crudismo, ci cibiamo anche di batteri buoni

Inoltre la cottura permette di eliminare i microorganismi patogeni ed i virus che sono nei cibi.
Mangiare carne, pesce, molluschi e latte crudi come solitamente avviene nella dieta crudista può procurare gastroenteriti anche gravi, e la verdura può contenere microorganismi patogeni come l’Escherichia coli.
Il crudismo predica la preservazione degli enzimi presenti negli alimenti, ma non c’è a suffragarlo nessuno studio scientifico.
Infatti pur mangiando cibi crudi gli enzimi finiscono per essere degradati a livello gastrico, quando l’assorbimento dei nutrienti dovrebbe avvenire al livello dell’intestino.
È  vero che ci sono tutta una serie di vitamine termolabili eliminate dalla cottura, ma in qualsiasi dieta anche non crudista il più grande serbatoio di vitamine è rappresentato dalla frutta.
La cottura finisce per sterminare anche i microorganismi “buoni” che possono  contribuire alle funzionalità intestinali, ma non è dimostrato che questi siano in grado di superare la barriera acida formata dai succhi gastrici.

Crudismo: la cottura produce tossine cancerogene

La maggioranza delle persone, a dispetto della dieta crudista,  in quanto a gusto preferiscono i cibi cotti a quelli crudi oltre, come nel caso della carne, a rendere alcuni alimenti più digeribili. Bisogna solo stare attenti a non prolungare troppo la cottura per evitare che si formino molecole tossiche e cancerogene.
Non tutti gli studi scientifici danno gli stessi risultati nei riguardi della dieta crudista; vero è  che in alcuni casi, tra i praticanti crudismo, è stata rilevata una scarsa densità ossea, l’amenorrea, o anche alcuni disturbi alla tiroide.
Infatti è consigliabile farsi consigliare da un nutrizionista o dietologo se si vuole seguire una particolare dieta.
Il crudismo vegetariano o vegano o che esclude dall’alimentazione carne, pesce, latticini o, a volte anche i cereali, deve essere maggiormente controllato, onde limitare dannose carenze alimentari.

La dieta crudista è meglio evitarla a bambini e adolescenti in piena crescita, ma anche a persone anemiche, a gestanti o a donne in fase di allattamento, agli anziani ai diabetici, ai cardiopatici e a tutte le persone con deficit immunitari.

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