Corretta alimentazione: vitamine naturali o…di sintesi?

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Questa è una delle domande fondamentali a cui “il nutrizionista”si impegna a dare una esauriente, si spera, delucidazione. Le vitamine sono sostanze indispensabili alla vita, che l’organismo umano non è in grado di fabbricare; diventa perciò indispensabile assumerle attraverso l’alimentazione quotidiana, ma solo con una corretta alimentazione, cercando di non dimenticarne nessuna poiché ognuna di esse svolge un ruolo fondamentale per il buon funzionamento fisiologico.

Vi è una differenza fra le vitamine naturali e quelle di sintesi?

La polemica è vecchia ma la risposta è senza dubbio affermativa.

In effetti, attualmente si è portati a riconoscere che le vitamine naturali hanno un’efficacia migliore e sono soprattutto totalmente prive di effetti secondari nocivi.

Le ricerche condotte in questo campo sono sempre più numerose e non è più possibile non prenderle in considerazione. Tutte affermano che le vitamine naturali, ovvero quelle presenti negli alimenti provenienti dalla natura, soprattutto quando vengono assimilate dal cibo in cui sono state elaborate, hanno un’efficacia superiore e non presentano alcuna tossicità, cosa che non si può sempre affermare per le vitamine di sintesi.

La vitamina di sintesi è quella che viene prodotta in laboratorio, dato che gli scienziati hanno trovato il modo di riprodurre la copia più o meno esatta di ciò che la natura ha concepito.

È il frutto di ricerche costose e molto lunghe, alla fine delle quali i laboratori farmaceutici hanno depositato un brevetto e cercato di promuoverne la vendita in tutti i modi per averne un ritorno degli investimenti.

È bene precisarlo che spesso i  messaggi pubblicitari confondono il consumatore sulla vendita delle cose!!!

Ma al di là dei discorsi commerciali e degli interessi economici, rimane l’incontestabile superiorità del totale rispetto all’elemento isolato. In altri termini, la vitamina isolata, estratta dal resto dei componenti che formano l’intero vegetale da cui proviene, sarà meno efficace della stessa vitamina consumata all’interno della pianta completa, presa nella sua totalità.

Un esempio? Prendiamo il caso della vitamina E e del beta-carotene.

Uno studio del 1994 a Tel-Aviv (Institut Weissman) dimostra che alcuni estratti di piante ricchi di carotenoidi avevano un’attività dieci volte più importante di quella del beta-carotene di sintesi, pur essendo uguale la quantità di beta-carotene analizzato.

Dopo questo studio altri ne sono stati pubblicati, tutti con conclusioni che vanno nella stessa direzione, a conferma della superiorità delle vitamine che provengono dal mondo naturale.

Gli alimenti impiegati per l’apporto di carotenoidi naturali (spesso l’alga donaliella salina) contengono oltre al beta-carotene, i licopeni, l’alfa-carotene, la luteina e altre sostanze ancora, mentre i prodotti di sintesi apportano esclusivamente il beta-carotene.

Inoltre il beta-carotene di sintesi è composto da isomeri di forma “trans”, mentre il beta-carotene naturale contiene una quantità uguale di isomeri “trans” e “cis”. Quello che è interessante sapere è che la forma “trans” è poco affatto “biodisponibile”.

Precisando che quando troviamo sulle etichette la dicitura vitamina naturale” non è detto che questa provenga dalla natura. In effetti è permesso definire “naturale” tutte le molecole prodotte in laboratorio, e quindi di sintesi, che riproducono lo schema della molecola che la natura crea.

Purtroppo il termine può creare malintesi e portare il consumatore frettoloso e in buona fede ad un acquisto indesiderato. La lettura attenta della composizione esatta sulle etichette è necessaria per accertarsi che la vitamina che si voglia prendere provenga effettivamente da un elemento appartenente al mondo vegetale o animale e non da laboratorio.

Prendiamo in considerazione la più “famosa” fra le vitamine, la vitamina C. è la vitamina più alla moda, in quanto tutti ne parlano o ognuno ha la propria teoria sull’argomento, basti pensare che persino le dosi quotidiane variano da Paese a Paese.

Il premio Nobel Linus Pauling fu il primo a dire che un ruolo importante per prevenire certe malattie era giocato in parte dalla presenza delle vitamine in quantità sufficiente nell’organismo umano.

Egli sottolineò inoltre che la salute può essere mantenuta semplicemente consumando delle quantità importanti di vitamine, avendo constatato l’effetto estremamente benefico che esse hanno sul sistema immunitario e su tutte le funzioni dell’organismo.

Le dosi dipendono dai soggetti, una persona potrebbe avere bisogno di un grammo, mentre un’altra potrebbe doverne prenderne più grammi al giorno. Pauling consigliava di consumare fra 2,3 e fino a 10 grammi di vitamina C per avere una salute ottimale.

I suoi studi vennero condotti principalmente sulla vitamina C, della quale mise in luce gli effetti benefici riscontrati in molti casi, fra cui la cura di malattie come l’asma, il diabete, l’eczema e in periodi della vita come la menopausa.

Certamente il nostro organismo ne ha bisogno, soprattutto durante la stagione fredda, e infatti molti sono gli studi che hanno dimostrato la sua efficacia nel combattere le infezioni virali e batteriche.

L’assunzione orale della vitamina C permette di sostenere i leucociti e di aumentare la loro capacità di combattere i virus e i batteri, mentre la sua carenza può portare a conseguenze gravi per la salute.

Ne hanno particolare bisogno i fumatori, che vedono il tasso di vitamina C scendere ad un livello del 40% inferiore alla norma, quando superano le venti sigarette al giorno.

Durante l’inverno, ma anche durante il resto del’anno, si possono consumare alimenti ricchi di vitamina C, come gli agrumi, i kiwi, i legumi con le foglie verdi, i peperoni, i frutti della passione, il peperoncino, il crescione, la fragola, il pomodoro, il cavolo.

Si può anche assumere sotto forma di complemento alimentare a partire dai primi segni di raffreddamento o con l’intento di prevenirli durante la stagione fredda.

Come per tutte le vitamine, anche questa è preferibile naturale e non di sintesi, al fine di un’assimilazione migliore e senza inconvenienti. Per naturale si intende la vitamina estratta da un prodotto che ha origine nella natura.

Si può trovare nei negozi di prodotti naturali, in genere, con tre origini diverse:

ACEROLA: si tratta di una piccola bacca sudamericana che contiene fino a 60 volte in più la quantità di vitamina C dell’arancia ed è anche conosciuta sotto il nome di ciliegia del Brasile;

CINODORRO: è il frutto della rosa canina, contiene da 500 a 1.400 mg di vitamina C per 100 g di frutta;

OLIVELLO SPINOSO: è un arbusto spinoso che produce delle bacche che si consumano sotto forma di succo o sciroppo.

Normalmente la vitamina C naturale non provoca nervosismo, come può succedere con quella di sintesi, ed inoltre aiuta la carnitina, il carburante del muscolo, per cui è utile assumerla in caso di fatica fisica.

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3 COMMENTS

  1. Hi, linus Pauling assumeva grandi qtà di acido L-ascorbico, vitamina di sintesi. Pur essendo ovvio che le vit naturali hanno effetto biologico nettamente superiore (co-fattori, bioflavonoidi ecc),Pauling ha dimostrato che la vit. sintetica ha pur sempre un eff. biol. utile: cosa ne pensa? grazie e. comis

  2. Direi al quanto eloquente e ben spiegato… bravo e grazie che condividi la tua conoscenza con tutti… grazie ancora.
    Giulio Feola

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