Corretta alimentazione: il latte

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Già i medici del Medioevo raccomandavano in genere una grande prudenza nei confronti del latte, e alcuni autori greci, quali Ippocrate o Galeno, consideravano il latte come un alimento che il clima poteva in qualsiasi momento “corrompere”. Vediamone il suo “uso” per una corretta alimentazione:

Di regola il latte era sconsigliato agli uomini sani ed in piena forza fisica, perché rischiavano di indebolirsi bevendone troppo, ed era inoltre vietato agli adolescenti, la cui crescita esigeva alimenti più sostanziosi.

Tutte queste considerazioni fecero si che del latte si facesse un uso limitato durante tutto il Medioevo soprattutto nelle classi benestanti della società.

Non c’é da stupirsi quindi se esso occupa un posto marginale anche nelle ricette di cucina dell’epoca.

La famosa Enciclopedia francese del 1751- 1772 lo sconsiglia vivamente: “Il latte fornisce a delle nazioni intere, principalmente agli abitanti delle montagne, il nutrimento ordinario, giornaliero, fondamentale. Gli uomini di tali contrade sono grassi, pesanti, pigri e stupidi  perlomeno gravi, seri, pensierosi e ombrosi. E fuori dubbio che l’uso abituale del latte sia una delle cause della costituzione di tale popolazione. L’allegria, la leggerezza, i movimenti facili, vivi e vigorosi dei popoli che bevono normalmente vino è il contrasto più apparente

E facile dedurre da questo numero di osservazioni sulle proprietà dietetiche del latte nello stato sano, che si tratta di un alimento sospetto, poco adatto agli organi digestivi dell’adulto

Vediamo come un secolo più tardi la Grande Enciclopedia Illustrata di Economia Domestica e Rurale del 1875 è ancora critica: “Fatta eccezione peri bambini, il latte é un cattivo alimento. Non è adatto agli adulti, ai vecchi, ai biliosi, ai linfatici, ecc. Ciononostante lo si usa per combattere certe affezioni del petto, cosi come nella convalescenza delle malattie infiammatorie. I medici lo danno anche alle persone irritabili e nervose. In ogni caso, il latte é poco nutriente, non potrebbe mantenere le forze di una persona vigorosa: ammorbidisce. Non lo si digerisce sempre facilmente, e migliore crudo che cotto, ma acquisisce delle qualità quando lo si mescola con altre sostanze …”.

Il dibattito sull’opportunità di usare il latte è oggi meno acceso fra i medici nutrizionisti e i dietologi, ma è lungi dall’essere risolto.

Quando si pronuncia la parola latte“, viene automatico pensare al latte di mucca come se questo fosse l’unico esistente e disponibile sul mercato senza tener conto che ne esistono altri tipi e di diversa origine. Innanzitutto si può consumare il latte di altri animali, come quello di capra o di cavalla oppure assaggiare quello prodotto dal regno vegetale, cioè dai cereali, dalla frutta oleaginosa e dai legumi. Il latte di origine vegetale è ancora poco conosciuto anche se possiede ottime qualità che lo portano ad affermarsi sempre di più presso il grande pubblico.

Il successo è potenziato anche dal fatto che vi sono parecchie intolleranze al latte di mucca, ma soprattutto perche al giorno d’oggi si verifica un consumo di latticini in genere troppo elevato, il che sarebbe all’origine di problemi più o meno gravi per la salute. Fra quelli più ricorrenti troviamo le allergie, i problemi di ordine respiratorio, l’asma in particolare e le malattie della pelle.

L’interesse dei nutrizionisti si sposta quindi sui probabili sostituti del latte di mucca e in quest’ottica il latte vegetale appare come una valida alternativa.

Bere del latte, sia esso vegetale che animale, non é per nulla indispensabile, salvo per i bambini piccoli per i quali nulla può sostituire il latte materno che deve essere usato il più possibile.

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