Corretta alimentazione: il latte, seconda mungitura

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Ad esclusione del neonato, altri prodotti possono essere validamente utilizzati nell’alimentazione quotidiana, senza far ricorso al latte di mucca e senza per questo essere privati dei principi nutritivi che questo contiene.

Ma perché pensare di rinunciare al latte?

Vi sono alcune considerazioni da fare.

Il latte contiene la betalacto-globulina che può essere motivo di allergia per l’uomo, ma anche per il bambino. Infatti i pediatri riscontrano sempre più frequentemente casi di allergia, di rino-faringiti, di eczema, di mal di testa imputabili all’uso ed all’abuso del latte.

Inoltre la digestione e resa difficile dal tasso di caseina che nel latte è molto elevato. Il latte di mucca rappresenta un alimento di difficile digestione per molte persone poiché contiene appunto proteine che non esistono nel latte materno. La loro presenza può provocare problemi nei bambini prima e negli adulti poi, in quanto l’essere umano é privo degli enzimi necessari per la digestione. Bisogna inoltre tener presente che a partire dai 2-3 anni si attua un fenomeno fisiologico normale che modifica i succhi gastrici, rendendo la digestione del latte più difficile e provocando così un affaticamento per il fegato. È curioso vedere come l`intolleranza al latte riguardi il 100% dei giapponesi, degli africani, degli eschimesi e dei thailandesi, tutti adulti ovviamente.

I grassi contenuti nel latte, essendo saturi e non polinsaturi come quelli del latte della donna, vanno ad aumentare la quantità di grassi animali che è già normalmente troppo elevata nell’alimentazione dell`uomo civilizzato.

Il latte contiene delle purine (5mg/I), ovvero delle tossine che l’organismo non può utilizzare e che è costretto ad eliminare.

Non contiene invece più le fibre alimentari, indispensabili per il buon funzionamento dell’intestino, e neppure più la vitamina C, poche vitamine A, E e F ed é povero in selenio. Se poi è scremato, non contiene neppure alcuna vitamina A, D, E, K, cioè quelle vitamine liposolubili che sono contenute nei grassi.

La qualità del latte non é sempre garantita ed è oggi sempre meno sicura, in quanto vi possono permanere residui di pesticidi e di antibiotici, nonché di micotossine e nitrati che provengono dal mangime e dall’acqua delle mucche.

Tutti questi inconvenienti possono però essere evitati o limitati consumando latte di origine biologica.

Fare a meno del latte risulta a molti difficile, in quanto questo alimento porta con sé una carica affettiva: il latte rimane il simbolo della madre, del suo seno e quindi per estensione dell’affetto.

Gli slogan pubblicitari non smettono di ripetere che il latte é importante per la salute a motivo del suo ottimo apporto di calcio, ma vedremo, più avanti, come molti altri alimenti siano ricchi di calcio e ne contengano persino di più.

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