Corretta alimentazione: il latte ed i suoi concorrenti

0
384

Continua “il nutrizionista” su la questione latte. Argomento molto sentito su cui continua ancor oggi ad alimentarsi una serie di inesattezze e “strane dicerie”. Il latte, questo sconosciuto…
Per assimilare in modo conveniente il calcio occorre che diversi fattori siano riuniti:
• apporto sufficiente di magnesio (per evitare i calcoli renali);
• apporto sufficiente in vitamine A, C e D;
• rapporto calcio/fosforo = 1;
• buone secrezioni gastriche e quindi una buona acidità gastrica.
Nel modo comune di pensare, il latte é diventato sinonimo di calcio per eccellenza, di solidità, di crescita e dai discorsi che normalmente si fanno sembra che non sia possibile crescere e neppure avere uno scheletro solido senza il latte.

Che cosa insegna la natura in proposito?
L’osservazione del regno animale fa riscontrare il caso di moltissimi animali che posseggono un’importante parte del corpo calcificata e che non bevono mai latte, in nessun momento della loro vita. Pensiamo ad esempio ai granchi ed a tutti i crostacei, la cui struttura esterna é ben solida e ricca di questo minerale nonché agli uccelli che possiedono penne e becco e per di più fanno le uova dal guscio solido.

Se esaminiamo da vicino il mondo dei mammiferi al quale apparteniamo, molti animali hanno uno scheletro solido e molto più importante in volume del nostro: basti pensare agli elefanti, alle balene e alle grandi scimmie. Essi formano le loro ossa e le mantengono, vivendo sia nel mare che sulla terra, e cibandosi con erba, frutta, carne, insetti e persino plancton, ma mai latte, soprattutto in età adulta. Consumeranno solo latte materno all’inizio della vita e seguiranno poi il modo di nutrizione che la natura insegnerà loro.

Se poi riflettiamo semplicemente sull’alimentazione degli animali fornitori del latte che consumiamo, cioè la mucca, la capra, la pecora o più esoticamente la renna, constatiamo subito che la loro unica fonte di calcio si trova all‘internno del mondo vegetale.

Il maggior utilizzo di latte si registra in Europa, America del Nord ed Oceania dove la quantità di consumo di latte e di 900 mg/giorno, di cui il 70-90% di origine animale. In Italia e in Argentina il consumo scende da 650 a 800 mg/giorno, di cui il 50% e costituito da latte animale ed il 50% da vegetale, mentre in Cile, India e Turchia il consumo é da 350 a 500 mg al giorno di cui dal 30 al 65% proveniente da latte animale.

In Giappone e Ceylon invece si consumano 350 mg al giorno di latte totalmente proveniente da cereali: dato questo che dovrebbe farci riflettere, in quanto, malgrado un medio apporto di calcio attinto dal regno vegetale, i giapponesi pare non soffrano di problemi di decalcificazione che al contrario affliggono gli europei.
Per sfatare il mito per cui il calcio si trova quasi esclusivamente nel latte riportiamo di seguito una tabella nella quale è possibile verificare che esistono moltissimi alimenti ricchi di questo prezioso minerale.

VN:F [1.9.22_1171]

Quanto ti e` stato utile questo articolo?

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)

lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here