Cattiva digestione: ecco i sintomi e i rimedi per curarla!

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cattiva digestione

cattiva digestione Quando parliamo di dispepsia utilizziamo un termine tecnico che inquadra una generale condizione di cattiva digestione, che può essere causata da diversi fattori. Vediamo assieme qualche informazione in più in merito, utile per affrontare una situazione che, con differenti intensità, riguarda molte persone (almeno il 30/40% della popolazione italiana).

Risolvere il problema della cattiva digestione è essenziale per stare bene. Il modo migliore per raggiungere tale risultato è documentarsi sulle caratteristiche della condizione e sui fattori che ne determinano l’insorgenza.

Dispepsia: quali sono i sintomi?

I sintomi della dispepsia coinvolgono una gamma di manifestazioni estremamente varia. A seconda della causa dell’inefficienza digestiva è possibile parlare di determinati sintomi, che possono essere più o meno gravi. Esistono delle specifiche situazioni che devono mettere in allarme e far sospettare problemi di dispepsia? Assolutamente sì! Ecco un breve elenco dei principali sintomi di un processo di cattiva digestione:

  • Alitosi
  • Senso di pesantezza allo stomaco
  • Insorgenza frequente di eruttazioni
  • Palesi intolleranze alimentari causate soprattutto dall’assunzione di grassi, uova e latticini

Questi sono solo alcuni dei sintomi che possono caratterizzare una condizione di dispepsia. Il modo in cui digeriamo è chiara spia del nostro benessere, e deficienze a carico del processo di digestione possono essere legate a fattori molto diversi tra loro. Quali sono i principali? Diamo un’occhiata assieme alle più importanti cause di dispepsia.

Le cause della cattiva digestione

Le cause della cattiva digestione sono tantissime. Quello che mangiamo influenza in maniera profonda la nostra salute, e l’efficienza digestiva è fondamentale per stare bene. Quali sono i fattori che ne intaccano la qualità? Ecco un elenco dei più importanti.

  • Alimentazione: l’alimentazione, sia per quanto riguarda l’aspetto quantitativo, sia per quel che concerne l’ambito qualitativo, influisce tantissimo nell’insorgenza di problemi di dispepsia. Quando la cattiva digestione è causata dall’alimentazione si può per la precisione parlare di dispepsia funzionale e per la precisione di sindrome da stress post prandiale, una condizione che coinvolge soprattutto i soggetti che soffrono di obesità e che stressano l’apparato digerente con eccessive quantità di cibo.
  • Stress: la correlazione tra efficienza digestiva e stato psicologico è nota. Lo stress può causare cattiva digestione, con sintomi che si caratterizzano soprattutto con episodi di bruciore alla bocca dello stomaco (sindrome da dolore epigastrico).
  • Assunzione di farmaci: alcuni farmaci possono causare problemi a carico dell’apparato digerente, con episodi d’inefficienza durante il processo di digestione vero e proprio. Tra le classi di farmaci che più di altre riescono a provocare dispepsia si possono ricordare i FANS, i calcio antagonisti, i difosfonati.
  • Infezioni batteriche: alcune infezioni batteriche, come per esempio quella da Helycobacter Pylori, possono causare problemi di dispepsia.

Come deve essere trattato un paziente che accusa difficoltà di digestione con sintomi come quelli che abbiamo appena ricordato oppure con manifestazioni più gravi, come per esempio il vomito persistente? Ecco qualche indicazione utile al proposito.

Dispepsia: ecco qualche informazione sulla diagnosi e sul trattamento

Il paziente dispeptico, come già ricordato, può presentare sintomi ben più gravi dagli episodi di pesantezza di stomaco che possono fare la loro comparsa dopo una cena sostanziosa. Il soggetto con criticità di digestione può vomitare insistentemente, presentare sanguinamenti a livello gastrico e arrivare dal medico dopo un calo anche considerevole di peso. Come si muove il medico in questi casi? Ecco i principali passaggi legati sia alla diagnosi sia al trattamento.

  • Esecuzione di una gastroscopia: la gastroscopia è uno dei principali esami da eseguire quando si accusano sintomi di dispepsia grave. Si tratta di un esame senza dubbio invasivo, ma dell’opzione più valida per avere un’idea in merito a eventuali lesioni a carico dell’apparato digerente.
  • Approccio farmacologico: in mancanza di sintomi di natura severa, che possono far presagire una condizione patologica anche molto grave, può essere utile procedere con una terapia farmacologica. Esistono diverse opzioni al proposito, tra le quali si può ricordare soprattutto l’assunzione di inibitori di pompa protonica.
  • Trattamento eradicante dell’Helycobacter Pylori: attraverso procedure diagnostiche come l’Urea Breath Test si può individuare l’eventuale presenza di Helycobacter Pylori e procedere a un trattamento eradicante. Questi casi sono in generale abbastanza rari.

Questi percorsi curativi sono senza dubbio utili, ma decisamente poco efficaci se non sono affiancati da alcuni accorgimenti legati allo stile di vita. Il modo in cui digeriamo può essere spia di errori anche importanti da questo punto di vista, che devono essere corretti se si ha intenzione di mantenere un buon livello di salute fisica e mentale.

Cattiva digestione: come cambiare il proprio stile di vita per combatterla

La dispepsia si combatte ogni giorno, non solo con i farmaci ma anche e soprattutto con l’applicazione di alcune regole legate allo stile di vita. Le soluzioni contro la cattiva digestione sono attorno a noi ogni giorno e profondamente legate ai nostri atteggiamenti. Vediamo quali aspetti devono essere tenuti particolarmente sotto controllo se si ha intenzione di dimenticare la dispepsia.

  • Alimentazione: gli eccessi alimentari, come abbiamo già ricordato, possono rappresentare delle cause di dispepsia esattamente come il cibo troppo pesante o di scarsa qualità. Come muoversi in questo caso? Prima di tutto mettendo da parte qualsiasi esagerazione quantitativa, il che significa fare più pasti durante la giornata consumando piccole quantità di cibo, in modo da evitare il sovraccarico dell’apparato digerente. Altro consiglio utile consiste nel cessare l’assunzione di bevande alcoliche, così come il fumo di sigaretta. Combattere la cattiva digestione partendo dall’alimentazione significa anche masticare lentamente, evitare di coricarsi subito dopo il pasto serale, fare una passeggiata dopo aver finito se c’è la possibilità.
  • Rilassamento: come abbiamo già avuto modo di sottolineare, la cattiva digestione è spesso frutto di stati psicologici di stress. Come combatterli? Con accorgimenti piccoli ma decisivi, scegliendo per esempio di trascorrere la pausa pranzo durante le ore lavorative in situazioni non stressanti, e magari concedersi una ventina di minuti di ulteriore relax prima di riprendere il ritmo. L’attività fisica è un toccasana per combattere lo stress, esattamente come la pratica quotidiana della meditazione (anche solo trenta minuti possono essere efficaci).

Esistono dei rimedi naturali per combattere la dispepsia e aiutare chi decide di mettere in pratica quanto appena ricordato? Anche in questo caso la risposta è affermativa. Vediamo assieme qualche informazione in più in merito.

I rimedi naturali per combattere la cattiva digestione

Combattere la dispepsia può significare ricorrere anche a rimedi naturali. Esistono numerose alternative utili al proposito. Ecco un elenco delle più importanti.

  • Tisane: le tisane sono fondamentali per chi ha intenzione di eliminare il problema della cattiva digestione. Tra le opzioni più utili al proposito si possono ricordare le tisane a base di menta, quelle alla genziana, quelle che hanno come ingrediente principale la verbena o l’anice.
  • Pompelmo: l’assunzione di pompelmo a fine pasto può rappresentare un’alternativa molto valida per combattere problemi di digestione.
  • Canarino: la buccia di limone lasciata bollire nell’acqua, il classico canarino, rappresenta uno dei rimedi casalinghi più conosciuti ed efficaci quando si tratta di combattere la cattiva digestione.
  • Probiotici: l’assunzione di probiotici costituisce una soluzione molto valida per affrontare la cattiva digestione e per proteggere gli organi dall’insorgenza di fenomeni infettivi o infiammatori. I probiotici possono portare benefici anche in contingenze particolari, come per esempio l’intolleranza al lattosio. Risultano particolarmente indicati per i bambini, che accusano problemi di digestione anche a causa di non completa formazione dell’apparato.

 

Hai provato qualcuna tra queste soluzioni e hai risolto il problema della cattiva digestione? Raccontaci la tua esperienza e condividila nei commenti qui sotto.

 

 

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