Case di riposo: alimentazione sana e benessere dei residenti

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dieta per anziani

Nel corso del tempo l’aspettativa della vita si è allungata molto. Di conseguenza la percentuale di persone anziane è sempre più alto nelle comunità, fino a farci trovare difronte ad un invecchiamento demografico, non indifferente. Con questo è aumenta anche l’attenzione alla qualità della vita perché non è più solo importante vivere a lungo, ma farlo nel migliore dei modi. Invecchiare bene non dipende più solo da fattori genetici, ma anche da fattori epigenetici, cioè esterni. Tra questi l’attività fisica e l’alimentazione. Le persone anziane ospiti case di riposo ne sanno qualcosa. Per loro infatti viene studiata un’apposita dieta per anziani, che possa soddisfare a pieno le oro esigenze quotidiane. Per averne un esempio concreto vi invitiamo a visitare www.laquietecasadiriposo.it , una casa di riposo in provincia di Viterbo, che ha fatto di una raccomandazione di sana alimentazione, uno vero e proprio stile di vita.

Fabbisogno energetico

Con l’invecchiamento siamo posti difronte ad una progressiva riduzione della massa muscolare e della sua relativa efficienza, alla diminuzione del metabolismo basale e ad un lento, ma inesorabile, declino dell’attività motoria.
Tutto questo porta ad influenzare (e non poco) il fabbisogno energetico quotidiano.
Le strutture ricettive che ospitano persone anziane redigono, scrupolosamente, un registro dello stato nutrizionale di ogni singolo soggetto, oltre a tenere conto della sua situazione patologica.
In linea generale è possibile affermare che una dieta per anziani equilibrata preveda un:

  • carboidrati: il loro fabbisogno è pari al 45-60% delle calorie giornaliere – carboidrati complessi (pane, pasta, cereali integrali, ecc…) + il 15% delle calorie totali di zuccheri semplici (saccarosio, fruttosio, ecc…)
  • proteine: di cui al meno il 50% ad alto valore biologico (carne, pesce, uova, ecc…)
  • Fabbisogno di grassi (acidi grassi saturi, acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi) – fonte e veicolo di vitamine liposolubili
  • Fabbisogno di vitamine, oligoelementi e macroelementi – in particolare calcio, sodio, potassio, ferro e zinco.

La chiave è nella presentazione

Spesso le persone anziane hanno uno scarso appetito. Di conseguenza è di vitale importanza la presentazione del piatto. Deve risultare gradevole all’aspetto, appetibile ed invitante. Meglio optare per piatti della tradizione, sempre cari alle persone. Le pietanze devono avere consistenza soddisfacente ed essere piacevole al palato.
La scarsa appetibilità della portata, potrebbe scoraggiare la fame.
Un ruolo importante in tal senso è rivestito anche dalla cura degli abbinamenti e l’associazione dei piatti. Basta una semplice salsa, abbinata con maestria ad un piatto di pesce, per ridare colore e vitalità ad una pietanza altrimenti insipida.

dieta per anziani

I pasti nel corso della giornata

Gli ospiti di una casa di riposo, per i quali viene studiata una dieta per anziani, hanno i pasti scanditi dagli orari della struttura stessa. Oltre ai tre pasti principali, colazione – pranzo – cena, è importante prevedere nel corso della giornata almeno due spuntini spezza fame. Importanti tanto quanto un pasto principale, gli spuntini devono essere altrettanto curati nella preparazione e nella presentazione. Tenere vivo l’interesse dell’anziano per gustare un nuovo ed invitante piatto, è di fondamentale importanza per acuirne l’appetito.

L’importanza dell’idratazione

Una dieta per anziani che si rispetti deve prevedere, oltre ai solidi, anche il giusto apporto di liquidi. L’assunzione di acqua è molto importante affinché tutti i processi fisiologici funzionino correttamente. L’acqua serve alla termoregolazione, compatta la pelle e le mucose, ed è come un lubrificante per le articolazioni.
Gli anziani tendono ad idratarsi poco perché hanno una minore percezione della sensazione di sete e per una scarsa efficienza dei sistemi ormonali.
In generale è possibile affermare che una persona anziana deve assumere giornalmente 30 ml/kg/die di liquidi (circa 5/8 bicchieri di acqua al giorno). Da tenere presente che anche i solidi contengono liquidi, in quantità variabile (80% nella frutta, nei vegetali e nel latte; 60% nel pane e riso; 10% nei prodotti da forno secchi).

Non assumendo la giusta quantità di acqua al giorno, una persona anziana corre il rischio di disidratarsi, andando incontro ad un aumento dell’affaticamento, della sonnolenza e di confusione in generale. La disidratazione porta ad avere mal di testa, crampi, perdita di appetito e di peso, ipotensione e aumento della frequenza respiratoria.
Uno stato avanzato di disidratazione può essere verificato attraverso la misurazione del peso corporeo e rapportato al peso abituale.
Quando invece la funzione renale è normale, è possibile eseguire un test del peso delle urine.
Onde evitare di subire tutte queste spiacevoli conseguenze, è quindi bene prevedere nella dieta per anziani, l’introduzione della giusta quantità d’acqua al giorno.

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