Cancro: aglio e cipolla ottimi alleati

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I numerosi riferimenti storici sull’impiego dell’aglio e degli altri membri della famiglia Allium (cipolle, porri, etc) da parte delle civiltà antiche rappresentano uno degli esempi meglio documentati dell’uso delle piante per la cura della malattie e, più in generale, per il mantenimento della salute e della prevenzione.

Nel corso della storia di quasi tutte le grandi civiltà. L’aglio è sempre stato considerato sia un cibo sia un rimedio e , per questo , nessun’altra famiglia vegetale è altrettanto intrinsecamente legata al fiorire delle culture culinarie e medicinali del mondo.

La coltivazione di aglio e cipolla trae probabilmente origine dall’Asia centrale e dal Medio Oriente, almeno 5000 anni fa, da quelle aree si è progressivamente diffuso verso il Mediterraneo, soprattutto l’Egitto , e verso Oriente, dove in Cina era comunemente usato in cucina gia più di 2000 anni prima di Cristo.

Gli egizi ne andavano particolarmente ghiotti e attribuivano ad aglio e alla cipolla forza e resistenza.

D’altra parte, lo storico greco Erotodo d’Alicamasso (484-425 a.C.) racconta nei suoi scritti la scoperta di iscrizioni sulla Grande Piramide di Cheope che descrivono la considerevole somma (1600 talenti d’argento) stanziato per nutrire i lavoratori con pasti a base di aglio e cipolle.

Non si trattava, in ogni caso, di alimenti confinati alle classi più modeste; l’aglio rivestiva, infatti, una grande importanza nelle abitudini egizie, come testimoniano gli spicchi ritrovati nella tomba di Tutankhamon (circa 1500 a.C.).

D’altra parte, il Codex Erbes, un papiro egizio di medicina che risale proprio a quell’epoca, menziona più di venti rimedi a base d’aglio, come trattamenti efficaci contro numerosi disturbi, tra cui mal di testa, vermi, ipertensione e tumori.

Detto ciò, l’uso medicinale dell’aglio non è limitato solo in Egitto, ma sembra essere una caratteristica della maggior parte delle civiltà antiche. Numerosi riferimenti all’uso medicinale dell’aglio sono stati fatti da Aristotele, Ippocrate, Aristofane e dal naturalista romano Plinio il Vecchio, che nella sua Storia Naturale descrive non meno di sessantun rimedi a base d’aglio.

Veniva raccomandato per trattare le infezioni, i problemi respiratori, quelli digestivi e la mancanza di energia.

Introdotto in Europa dal romani, il suo uso si intensifica durante il Medioevo come rimedio contro la peste e altre malattie contagiose e poi, nel XVIII e XIX secolo, contro malattie come lo scorbuto  e asma. È solo nel 1858 che Louis Pasteur ne conferma infine i potenti effetti antibatterici.

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