L’Ashwagandha o ginseng indiano: proprietà e benefici

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Ashwagandha

Ayurveda, la scienza, la conoscenza della vita, una parola composta dalle terminologie sanscrite di ayur, la vita e la sua durata all’interno del samsara (il ciclo delle morti e delle rinascite) e veda, la conoscenza suprema.
In questa parola si racchiude un sapere millenario, la determinazione curativa e preventiva di patologie legate al benessere olistico del corpo attraverso l’impiego di metalli, ma in particolar modo di piante, soprattutto nel sud indiano, negli stati del Kerala (la patria della fito-medicina indiana), del Tamil Nadu, del Karnataka.
In questa antica conoscenza, l’arte del saper riconoscere le piante, raccoglierle nel momento opportuno, impiegarle nel giusto contesto, con le corrette modalità di somministrazione.
E’ una scienza vera e propria, riconosciuta dal Ministero dell’istruzione per la quale sono sorte diverse facoltà accademiche, proprio e soprattutto nel Kerala delle foreste, luoghi dove i farmacisti ayurvedici e i raccoglitori ‘tribal’ dello stato del sud indiano, raccolgono le erbe nella giusta circostanza, nella corretta fase di maturazione, per lo scopo indicato, grazie allo studio olistico del paziente.

Ashwagandha (Withania somnifera): fisiologia della pianta

Tra le mille piante di quelle rigogliose foreste primarie, l’Ashwagandha (Withania somnifera), o ginseng indiano, o ciliegia d’inverno (in inglese conosciuta come winter cherry).
Questa pianta è un arbusto molto tipico delle zone boschive, nei bush, indiani, nepalesi, srilankesi, ma proprio le sue caratteristiche di pianta con grandi possibilità energetiche e curative, nonché preventive, ne hanno diffuso la coltivazione anche alle nostre latitudini, ideali i climi collinari di Sicilia e aree mediterranee.
Della pianta si utilizzano soprattutto le radici, fittoni anche di grande dimensione applicati in fitoterapia, la medicina dedita all’impiego di piante curative, un termine occidentalizzato per riferirsi all’ayurveda ma anche la riscoperta della medicina ‘di campagna’ ampiamente adoperata durante il medioevo europeo grazie alle conoscenze delle ‘curatrici’ (le famose streghe inquisite a lungo, le quali in se portavano l’unico peccato di voler curare il proprio popolo al di fuori dei contesti religiosi monastici).
L’Ashwagandha è innanzitutto un forte e potente ricostituente energetico, ideale nel bilanciare gli scompensi vitaminici e proteici durante importanti fasi di stress, sia sportivo, come anche durante importanti sessioni di studio, determinando nel complesso un importante processo di ripristino naturale dell’energia attiva.
Cugina stretta del pomodoro, anche l’Ashwagandha è una solanacea, così come la patata, in se non presenta controindicazioni che potrebbero portare ad un effetto di saturazione, per quanto, come in tutto l’ambito fitoterapico e ayurvedico, nonché strettamente alimentare, l’abuso sposterebbe l’ago del bilanciamento verso la direzione opposta.

Ashwagandha: Equilibrio è salute

in questo piccolo slogan si fonde la verità dell’impiego di vegetali nutritivi e curativi, i quali, nel loro complesso, generano il benessere nella piena bilanciatura tra elementi ed apporti sostanziali.

Il ginseng indiano aumenta la capacità di concentrazione, leggero stimolante delle cellule neuro-vegetative con il potere di stabilizzare eccessi di carboidrati nel sangue e mantenere alta una barriera contro l’ansia.
La sua efficacia si trasmette a tutte le cellule del corpo: recenti studi hanno confermato che l’assunzione di Ashwagandha, nelle giuste dosi, è un efficiente rimedio contro le malattie da raffreddamento e influenzali, un ottimo protettore delle cellule e del sistema immunitario.

Quali effetti ha L’Ashwagandha? E’ un ottimo energizzante, così come la Maca Andina, ed anti-infiammatorio: questa radice pare abbia un potere anche afrodisiaco, per quanto, è abbastanza palese che in una situazione di equilibrio energetico, di abbattimento dello stress, di generale stato di benessere, anche la sfera sessuale sia implicitamente esaltata proprio perché il corpo si predispone con favore ad ogni attività fisica e mentale, quindi anche nell’attività sessuale.
L’unica controindicazione potrebbe essere derivata dall’abuso durante l’assunzione di antidepressivi perché pare generi un effetto paradosso tra diverse componenti chimiche, sia del farmaco che della pianta. D’altronde, è palese: se la vostra predisposizione sarà quella di affidarvi ad una ricerca interiore nell’abbattere forme di stanchezza e depressione, il farmaco psichiatrico deve lasciare il posto ad una serie di pratiche più naturali e non assuefante, come le piante, lo yoga, la disposizione mentale rivolta al benessere inteso come bilanciamento psico-fisico generale.

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