Alimenti ricchi di energia: i cibi crudi,corretta alimentazione…continuo

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Questo esempio prova che esiste nel primo caso, nell’alimento crudo, un principio, un potenziale vitale che si è perduto nel secondo, nell’alimento cotto, durante la cottura, e che questo “qualche cosa” non risulta dalle analisi.

Ed è proprio la vita contenuta nell’alimento non cotto che è importante per ricaricare il nostro sistema nervoso. Si dice che gli alimenti crudi contengano dei “biotoni”, delle sostanze cioè cariche di vita, che non sono ovviamente misurabili scientificamente, ma che sono estremamente importanti per la vitalità dell’organismo, in quanto apportano elementi vitali che trasmettono parecchia energia.

Esiste una teoria, il crudismo, secondo la quale tutti gli alimenti consumati dovrebbero essere crudi, che si tratti di frutta, verdura, carne, pesce, uova, formaggi, al fine di preservare le qualità nutritive.

Ecco perché ogni pasto dovrebbe contenere almeno una parte di alimenti crudi, cioè non denaturati e pieni di quella vitalità che viene anche trasmessa al nostro organismo.

L’abitudine di assumere durante il pasto cibi crudi appare quindi come il primo modo per trarre energia vitale dall’alimentazione. Per preservare al massimo questa preziosa vitalità è inoltre importante assicurarsi che gli alimenti arrivino sulle nostre tavole appena raccolti, in modo da non aver perso gli elementi di cui sono composti, che si deteriorano con il passare del tempo.

Al giorno d’oggi diventa un’impresa davvero difficile aderire a quest’ultimo punto, soprattutto nelle gradi città, per cui è intanto consigliabile consumare i cibi della regione in cui si vive per limitare i tempi di trasporto.

Il consumo di cibi crudi provenienti dalle zone di coltivazione vicine implica inoltre il vantaggio che essi non solo avranno assimilato gli elementi della terra, ma anche ricavato emissioni magnetiche simili a quelle assorbite dal nostro corpo, ricaricandolo così in modo corretto e fornendogli la risonanza magnetica cellulare che gli è necessaria.

Il loro contenuto in sali minerali sarà per di più tale avvicinarsi molto alle necessità del nostro organismo fornendo perciò elementi di qualità e di primaria necessità.

È un modo importante per rinforzare le cellule ed il nostro sistema nervoso, che potranno beneficiare delle caratteristiche di prodotti ricchi di energia vitale, poiché crudi, biologici e da poco tempo raccolti.

Se ne otterranno anche altri buoni effetti: gli alimenti non produrranno molte scorie una volta introdotti nell’organismo e quest’ultimo non dovrà faticare molto per eliminarle, economizzando così energia che potrà destinare ad altre funzioni.

Il consumo dei cibi crudi va però adattato alle possibilità digestive di ogni persona, i quanto c’è chi è in grado di consumarne una grande quantità, e chi molto meno.

Coloro che presentano almeno tre delle caratteristiche che seguono devono fare un uso limitato del crudo, mentre quelli che ne presentano cinque o più devono farne un uso estremamente cauto e soprattutto introdurlo gradualmente:

  • scarso appetito
  • digestione lunga
  • digestione pesante
  • pancia gonfia dopo i pasti
  • freddo dopo i pasti
  • sonnolenza dopo i pasti
  • nausea dopo i pasti
  • feci spesso molli o liquide
  • frequenti tracce di alimenti non digeriti nelle feci
  • stomaco o addome freddi al tatto

un buon compromesso consiste nel far riscaldare gli alimenti o farli leggermente cuocere in modo da poterli consumare croccanti.

Se si tratta di verdure, esse possono essere appena sbollentate o cotte per un po’ al vapore, in modo che la dispersione di elementi vitali sia ridotta al minimo e non si sia troppo spreco di energia nell’effettuare la digestione.

Tutto il segreto sta nel riconoscere il proprio corpo e capire se è in grado di tollerare un’alimentazione cruda, oppure se è meglio per la salute moderarne la quantità o ricorrere ad un minimo di cottura.

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