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	<title>Nutrizionista &#187; scheda botanica</title>
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	<description>Nutrizionista</description>
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		<title>&#8220;il nutrizionista&#8221; consiglia, scheda botanica: Artemisia dracunculus L.</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 18:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nutrizionista consiglia... rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[scheda botanica]]></category>
		<category><![CDATA[Artemisia dracunculus L.]]></category>
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		<description><![CDATA[Nomi popolari: gragon, astragon, stregon, tarfone, serpentaria, stragonsei. Dove cresce Originario della Russia meridionale e della Siberia, in Italia lo si trova in prevalenza coltivato. DRAGONCELLO O ESTRAGONE- COMPOSITE Come si coltiva Per divisione dei crespi, effettuata in autunno o in primavera, o per semina in primavera. La coltivazione è molto facile. Sono due i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/02/artemisia.jpg"><img src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/02/artemisia.jpg" alt="" title="artemisia" width="116" height="112" class="alignleft size-full wp-image-2369" /></a><strong>Nomi popolari:<br />
gragon, astragon, stregon, tarfone, serpentaria, stragonsei.<span id="more-2368"></span></p>
<p></strong>Dove cresce<br />
Originario della Russia meridionale e della Siberia, in Italia lo si trova in prevalenza coltivato.</p>
<li>DRAGONCELLO O ESTRAGONE- COMPOSITE
<p><strong>Come si coltiva<br />
Per divisione dei crespi, effettuata in autunno o in primavera, o per semina in primavera. La coltivazione è molto facile. Sono due i tipi di dragoncello che troviamo in Italia: quello selvatico e quello coltivato. Bisogna però fare una netta distinzione tra di loro, perché ben diverse sono le loro proprietà aromatiche. Il primo, abbastanza diffuso allo stato spontaneo, ha sapore un po’ aspro e piccante ed è quasi senza profumo: quindi, anche se in alcune regioni viene utilizzato per la cucina, soprattutto per insaporire le carni, non può certo gareggiare con il meraviglioso aroma della varietà coltivata.</p>
<p></strong>Come si riconosce<br />
La varietà coltivata ha foglie di un verde biancastro intenso, grandi e carnose, mentre quelle del tipo selvatico sono più pallide e minute. Il cespuglio della pianta selvatica ha portamento eretto, mentre è prostrato e con steli più grossi e ramificati di quella coltivata.<br />
Quest’ultima varietà ha dunque un fusto glabro, verde, alto fino ad un metro, assai ramificato; foglie lineari, lanceolate, intere, di colore verde biancastro molto aromatiche; i fiori piccoli, bianco verdi, sono riuniti in grappoli (estate).</p>
<p><strong>Quali parti si usano<br />
Foglie e fiori</p>
<p></strong>Quando si raccoglie<br />
Dalla primavera all’inizio dell’autunno</p>
<p><strong>Come si conserva<br />
I fiori si raccolgono in mannelli, si essiccano appesi all’ombra in luogo ventilato e si ripongono poi in sacchetti di tela, le foglie si essiccano in un unico strato all’ombra in luogo areato, rimuovendole spesso, e si conservano in sacchetti di carta.</p>
<p></strong><em>Le proprietà del dragoncello<br />
Antisettiche, antispastiche, aperitive, aromatiche, digestive, stimola la secrezione biliare e l’attività del fegato; favorisce l’eliminazione dei gas intestinali; crudo è particolarmente consigliato per dare sapore ai cibi in tutte le diete in cui dev’essere eliminato il sale.<br />
<strong></em>Per la cucina:<br />
usatissimo nella cucina francese, aromatizza preparazioni culinarie di ogni genere, dalle insalate alle creme di verdura, dai brodi alle marinate, dagli arrosti alle salse e alle frittate; conferisce aroma e colore verde alla maionese, alla besciamella, al purè di patate, a sottaceti e conserve.<br />
Si adoperano i giovani germogli e le foglioline, che si possono cogliere dalla primavera fino all’autunno inoltrato. È sempre consigliabile usarlo fresco, perché essiccato perde gran parte dell’aroma.  </p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;il nutrizionista&#8221; consiglia, scheda botanica: ARNICA montana L.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 06:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nutrizionista consiglia... rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[scheda botanica]]></category>
		<category><![CDATA[arnica montana]]></category>
		<category><![CDATA[il nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[il nutrizionista consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[rimedi naturali]]></category>

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		<description><![CDATA[ARNICA montana L. ARNICA, composite  NOMI POPOLARI Battomica, bettomica, piantaggine delle Alpi, stranudela, tabach de montagna, tabacco di Savoia. non commestibile- selvatica- coltivabile DOVE CRESCE Nei prati e nei pascoli delle Alpi e dell’Appennino settentrionale (non si trova sotto le montagne del Parmigiano) da 600 fino a 2800 m di altitudine. COME SI COLTIVA Esige [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/12/arnica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2236" title="arnica" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/12/arnica.jpg" alt="" width="150" height="113" /></a>ARNICA montana L.</strong></p>
<p style="text-align: right;">ARNICA, composite </p>
<p><strong>NOMI POPOLARI</strong></p>
<p>Battomica, bettomica, piantaggine delle Alpi, stranudela, tabach de montagna, tabacco di Savoia.<span id="more-2235"></span></p>
<h5 style="text-align: center;">non commestibile- selvatica- coltivabile</h5>
<p style="text-align: left;"><strong>DOVE CRESCE</strong></p>
<p>Nei prati e nei pascoli delle Alpi e dell’Appennino settentrionale (non si trova sotto le montagne del Parmigiano) da 600 fino a 2800 m di altitudine.</p>
<p><strong>COME SI COLTIVA</strong></p>
<p>Esige terreni acidi, poveri di calcio; si riproduce per divisione dei cespi in primavera (questo è il metodo più sicuro) oppure per seme.</p>
<p><strong>COME SI RICONOSCE</strong></p>
<p>È alta in media 30 cm, ma può raggiungere anche i 60 m; ha fusto semplice o a volte appena ramificato, peloso; le foglie, di forma ovale allungata, sono riunite a rosetta alla base, mentre lungo il fusto crescono fino a 3 coppie di foglioline sempre più piccole, i fiori giallo-arancione compaiono in maggio-luglio e sono grossi capolini solitari.</p>
<p><strong>QUALI PARTI SI USANO</strong></p>
<p>La radice, i fiori e le foglie.</p>
<p><strong>QUANDO SI RACCOGLIE</strong></p>
<p>Le foglie prima che la pianta fiorisca, i fiori in luglio, la radice in settembre.</p>
<p><strong>COME SI CONSERVA</strong></p>
<p>Radici, fiori e foglie vanno essiccati rapidamente all’ombra in luogo aerato. Le radici si conservano in sacchetti di carta,i fiori in vasi di vetro in luogo buio, fresco ed asciutto.</p>
<p><em>Le proprietà dell’arnica</em></p>
<p>Astringenti, starnutatorie, cicatrizzanti.</p>
<p><strong>ATTENZIONE</strong>: poiché l’arnica risulta tossica per l’intestino e il sistema nervoso, ne è consentito solo l’uso esterno.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;il nutrizionista&#8221; consiglia, scheda botanica: ARCTIUM lappa L</title>
		<link>http://www.ilnutrizionista.eu/2010/11/24/il-nutrizionista-consiglia-scheda-botanica-arctium-lappa-l.html</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 06:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nutrizionista consiglia... rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[scheda botanica]]></category>
		<category><![CDATA[ARCTIUM lappa L]]></category>
		<category><![CDATA[il nutrizionista consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizionista]]></category>

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		<description><![CDATA[ARCTIUM lappa L BARDANA-COMPOSITE NOMI POPOLARI Cappellacio, cardu tingiousu, causa razzi, cima de cani, cuoppo, diapazza, erba porcina, garlanda, grappell scalfaraz, gratacuel, indreccia capille, ingaizzi, lambazze, lappa, lappola, marrite, personata, petardo, petassaco, pizzicaruolo, repese, scarpanazzi, spinabuoi, spunciarei, tringiunseri, zecchitella.  commestibile-selvatica-coltivabile DOVE CRESCE Negli incolti di tutta Italia, dal mare fino a 1700 m di altitudine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/11/ARCTIUM-lappa-L.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2145" title="ARCTIUM lappa L" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/11/ARCTIUM-lappa-L.jpg" alt="" width="132" height="120" /></a>ARCTIUM lappa L</strong></p>
<h6>BARDANA-COMPOSITE</h6>
<p><strong>NOMI POPOLARI</strong></p>
<p>Cappellacio, cardu tingiousu, causa razzi, cima de cani, cuoppo, diapazza, erba porcina, garlanda, grappell scalfaraz, gratacuel, indreccia capille, ingaizzi, lambazze, lappa, lappola, marrite, personata, petardo, petassaco, pizzicaruolo, repese, scarpanazzi, spinabuoi, spunciarei, tringiunseri, zecchitella.<span id="more-2144"></span></p>
<h5 style="text-align: center;"> commestibile-selvatica-coltivabile</h5>
<p><strong>DOVE CRESCE</strong></p>
<p>Negli incolti di tutta Italia, dal mare fino a 1700 m di altitudine, in posizioni soleggiate.</p>
<p><strong>COME SI COLTIVA</strong></p>
<p>Si semina da aprile a luglio e si trapianta in autunno o nella primavera successiva tenendo conto delle notevoli dimensioni.</p>
<p><strong>COME SI RICONOSCE</strong></p>
<p>Ha fusto scanalato, rossiccio e peloso, alto fino a 2 m; le foglie, di grandi dimensioni, sono a forma di cuore; i fiori di colore rosa violaceo sono riuniti in capolini muniti di aculei a uncino (luglio-settembre).</p>
<p><strong>QUANDO SI RACCOGLIE</strong></p>
<p>La radice nell’autunno del primo anno dopo il trapianto o nella primavera successiva, però prima della fioritura; le foglie in estate, sempre prima della fioritura; i semi in autunno.</p>
<p><strong>COME SI CONSERVA</strong></p>
<p>La radice si taglia a rondelle o a listarelle e si essicca al sole o in forno moderato, le foglie, private del picciolo si essiccano all’ombra in un unico strato; i semi vengono setacciati dai fiori raccolti a piena maturazione ed essiccati al sole. Le radici si conservano in vasi di vetro, le foglie e i semi in sacchetti di carta.</p>
<p><em>Le proprietà della bardana:</em></p>
<p>antidiabetiche, antisettiche, diuretiche e depurative, favorisce la sudorazione; è ammorbidente, antipruriginosa e cicatrizzante, è utile contro i capelli grassi e i semi sono purgativi.</p>
<p><em>Per la cucina:</em></p>
<p>i giovani getti, lessati, si consumano come gli asparagi, in insalata o al burro; le foglie cotte, in insalata; il fusto, privato della scorza esterna, si cucina come quello dei cardi; le radici si fanno lessare e si passano al burro.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;il nutrizionista&#8221; consiglia, scheda botanica: APIUM graveolens L.</title>
		<link>http://www.ilnutrizionista.eu/2010/11/06/il-nutrizionsta-scheda-botanica-apium-graveolens-l.html</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 19:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nutrizionista consiglia... rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[scheda botanica]]></category>
		<category><![CDATA[APIUM GRAVEOLENS]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[sedano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;il nutrizionista&#8221;  e la scheda botanica di Apium graveolens L. NOMI POPOLARI Accia, appio dolce, appio palustre, apiu burdu, erba bandoina, erba sedanina, selau, seler, seleri, selino, senido.  SEDANO SELVATICO COMMESTIBILE- SELVATICA-COLTIVABILE DOVE CRESCE In pianura, nelle palustri e negli acquitrini salmastri. COME SI COLTIVA Dal sedano selvatico sono derivate due varietà coltivate di ortaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/11/apium-graveolens4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1969" title="apium graveolens" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/11/apium-graveolens4.jpg" alt="" width="137" height="103" /></a></strong></p>
<p>&#8220;il nutrizionista&#8221;  e la scheda botanica di Apium graveolens L.<span id="more-1964"></span></p>
<p><strong>NOMI POPOLARI</strong></p>
<p>Accia, appio dolce, appio palustre, apiu burdu, erba bandoina, erba sedanina, selau, seler, seleri, selino, senido.</p>
<h5 style="text-align: right;"> SEDANO SELVATICO</h5>
<h6 style="text-align: center;">COMMESTIBILE- SELVATICA-COLTIVABILE</h6>
<p><strong>DOVE CRESCE</strong></p>
<p>In pianura, nelle palustri e negli acquitrini salmastri.</p>
<p><strong>COME SI COLTIVA</strong></p>
<p>Dal sedano selvatico sono derivate due varietà coltivate di ortaggio diffuse in tutto il mondo: l’<em>Apium graveolens dulce</em>, chiamato sedano, dai piccioli larghi (detti coste) e dal ricco ciuffo di foglie, e l’<em>Apium graveolens rapaceum</em>, il sedano rapa, coltivato per le grosse radici.</p>
<p>Il sedano selvatico migliore è quello spontaneo, ma può essere coltivato. Si semina in semenzaio in gennaio- febbraio; si mettono le piantine a dimora in aprile, quando hanno raggiunto i 15 cm, innaffiando molto. Il raccolto inizia a luglio. Variando il periodo di semina e di trapianto, si può ottenere il prodotto in epoche diverse.</p>
<p><strong>COME SI RICONOSCE</strong></p>
<p>Ha fusto rigido, cilindrico, solcato da profonde scanalature e cavo all’interno, alto fino ad un metro; le foglie sono divise in segmenti dentellati, romboidali, di colore verde scuro lucido; i fiori bianco verdastri (luglio- settembre) sono raccolti in ombrelle; i semi sono contenuti nei piccoli frutti grigi con costole verticali.</p>
<p><strong>QUALI PARTI SI USANO</strong></p>
<p>La radice, le foglie e i semi.</p>
<p><strong>QUANDO SI RACCOGLIE</strong></p>
<p>La radice nell’inverno del primo anno di vita della pianta; le foglie in estate; i semi in agosto-settembre.</p>
<p><strong>COME SI CONSERVA</strong></p>
<p>La radice va mondata dalle impurità, lavata, tagliata a dischetti, essiccata al sole o in forno moderato e conservata in sacchetti di tela; le foglie vengono usate fresche; per ottenere i semi si raccolgono i fiori e se ne staccano i frutti, che vanno essiccati al sole e battuti perché escano i semi. Radici e semi si conservano in vasi di vetro.</p>
<p><em><strong>Le proprietà del sedano selvatico</strong></em></p>
<p>Aperitive, aromatizzanti, depurative, diuretiche, anticatarrali, digestive, contiene le vitamine B e C, cura le infiammazioni cutanee, combatte i gas intestinali e la formazione di calcoli renali e biliari. Queste proprietà sono contenute sia nel sedano selvatico sia in quello usato in cucina come ortaggio.</p>
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		<title>&#8220;il nutrizionista&#8221; consiglia, scheda botanica: ANTHYLLIS vulneraria L.</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 17:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nutrizionista consiglia... rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[scheda botanica]]></category>
		<category><![CDATA[anthyllis vulneraria]]></category>
		<category><![CDATA[leguminose]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[sceda botanica]]></category>

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		<description><![CDATA[NOMI POPOLARI Chichirichi, trifoglio giallo, trifoglio delle sabbie, scarpine della Madonna, sangue di Cristo.  VULNERARIA-LEGUMINOSE NON COMMESTIBILE- SELVATICA- COLTIVABILE DOVE CRESCE Dal mare alla zona alpina fino a 3000 metri di altitudine, in luoghi asciutti e soleggiati, sulle dune sabbiose, nei terreni calcarei e nei prati aridi. COME SI COLTIVA Resistente alla siccità e al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/10/ANTHYLLIS-vulneraria-L..jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1945" title="ANTHYLLIS vulneraria L." src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/10/ANTHYLLIS-vulneraria-L..jpg" alt="" width="143" height="115" /></a>NOMI POPOLARI</strong></p>
<p>Chichirichi, trifoglio giallo, trifoglio delle sabbie, scarpine della Madonna, sangue di Cristo.<span id="more-1944"></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong> VULNERARIA-LEGUMINOSE</strong></p>
<h5 style="text-align: center;">NON COMMESTIBILE- SELVATICA- COLTIVABILE</h5>
<p><strong>DOVE CRESCE</strong></p>
<p>Dal mare alla zona alpina fino a 3000 metri di altitudine, in luoghi asciutti e soleggiati, sulle dune sabbiose, nei terreni calcarei e nei prati aridi.</p>
<p><strong>COME SI COLTIVA</strong></p>
<p>Resistente alla siccità e al freddo, questa pianta si coltiva in particolar modo  a scopo ornamentale seminandola durante il periodo primaverile nei giardini rocciosi, dove forma fitti tappeti, ricercata dal bestiame sui pascoli, viene coltivata anche per la produzione di foraggio.</p>
<p><strong>COME SI RICONOSCE</strong></p>
<p>Alta da 5 a 60 cm, il suo fusto si presenta strisciante nella parte iniziale e poi ascendente: le foglie sono composte da 3-6 paia di foglioline di cui le terminale ha dimensioni più grandi delle altre; i fiori di colore giallo-arancio (maggio-settembre) si aprono in cima a steli eretti, sono gonfi come vescichette e riuniti in globo.</p>
<p><strong>QUALI PARTI SI USANO</strong></p>
<p>Le foglie, i fiori e le radici.</p>
<p><strong>QUANDO SI RACCOGLIE</strong></p>
<p>Le foglie in maggio-settembre, prima della fioritura: i fiori, che vanno tagliati senza peduncolo, in giugno-settembre.</p>
<p><strong>COME SI RACCOGLIE</strong></p>
<p>Le foglie si usano fresche, i fiori e le radici vanno essiccati all’ombra in un unico strato smuovendoli il meno possibile e conservandoli in vasi di vetro in luogo buio, fresco e asciutto.</p>
<p><strong><em>Le proprietà della vulneraria…</em></strong></p>
<p>Depurative, antinfiammatorie, astringenti: favorisce la cicatrizzazione delle ferite e frena le emorragie.</p>
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		<title>&#8220;il nutrizionista&#8221; consiglia, scheda botanica: ANTHRISCUS cerefolium L.</title>
		<link>http://www.ilnutrizionista.eu/2010/10/17/il-nutrizionista-consiglia-scheda-botanica-anthriscus-cerefolium-l.html</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 06:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nutrizionista consiglia... rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[scheda botanica]]></category>
		<category><![CDATA[ANTHRISCUS cerefolium L.]]></category>
		<category><![CDATA[cerfoglio]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina C]]></category>

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		<description><![CDATA[NOMI POPOLARI erba stella, mescolanza, serpilio. CERFOGLIO-OMBRELLIFERE COMMESTIBILE-SELVATICA-COLTIVABILE DOVE CRESCE Spontaneo nei luoghi incolti dell’Europa del Sud e dell’Asia occidentale, lo si trova nei prati e nei boschi delle zone a clima rigido. COME SI COLTIVA I semi, raccolti in luglio-agosto, si conservano nella sabbia e si seminano direttamente su terreno fresco da marzo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/10/anthriscus-cerefolim.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1902" title="anthriscus cerefolim" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/10/anthriscus-cerefolim.jpg" alt="" width="79" height="124" /></a>NOMI POPOLARI </strong></p>
<p>erba stella, mescolanza, serpilio.<span id="more-1901"></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>CERFOGLIO-OMBRELLIFERE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COMMESTIBILE-SELVATICA-COLTIVABILE</strong></p>
<p><strong>DOVE CRESCE</strong></p>
<p>Spontaneo nei luoghi incolti dell’Europa del Sud e dell’Asia occidentale, lo si trova nei prati e nei boschi delle zone a clima rigido.</p>
<p><strong>COME SI COLTIVA</strong></p>
<p>I semi, raccolti in luglio-agosto, si conservano nella sabbia e si seminano direttamente su terreno fresco da marzo a giugno, in modo da prolungare la produzione per quasi tutto l’anno. Volendo averne a disposizione anche d’inverno in luoghi a clima rigido, basta seminarlo in cassette e portarle al riparo quando la temperatura scende troppo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>COME SI RICONOSCE</strong></p>
<p>Ha fusto eretto, che può raggiungere i 70 centimetri. Si presenta striato, nodoso e ramoso alla base; le foglie, ricoperte di un lieve peluria, sono simili a quelle del prezzemolo ma hanno profumo completamente diverso; i fiori sono composti da 5 petali bianchi, raccolti in ombrelle (maggio-luglio); il frutto è scuro, liscio, a forma di becco.</p>
<p><strong>QUALI PARTI SI USANO</strong></p>
<p>Le foglie e la parte aerea della pianta</p>
<p><strong>QUANDO SI RACCOGLIE</strong></p>
<p>Le foglie e i fiori da maggio a settembre, i semi in lugli-agosto.</p>
<p><strong>COME SI CONSERVA</strong></p>
<p>Le foglie e i fiori, raccolti prima della fioritura, si usano freschi; i semi vengono essiccati e conservati in sacchetti di tela o carta.</p>
<p><strong>Le proprietà del Cerfoglio  </strong></p>
<p><em>Aperitive, disinfettanti, depurative, digestive, diuretiche; stimola la produzione della bile depurando il fegato, diminuisce o arresta la produzione la secrezione lattea, combatte l’herpes.</em></p>
<p><em>Contiene molta vitamina C .</em></p>
<p><em>Per la cucina: poiché con la cottura perde gran parte della sue proprietà aromatiche, va consumato il più possibile crudo oppure unito solo all’ultimo istante nelle preparazioni cotte. È ottimo come aromatizzante di zuppe, minestre, insalate, frittate ma anche di pastasciutte, funghi, lumache e salse.</em></p>
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		<title>&#8220;il nutrizionista&#8221; consiglia, scheda botanica: ANTHEMIS nobilis L.</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 23:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scheda botanica]]></category>
		<category><![CDATA[anthemis nobilis L.]]></category>
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		<description><![CDATA[NOMI POPOLARI Artemide, appiolina, camaglia, cammella, camomilla di Boemia, camomilla di Germania, camomilla inglese, camomilla nobile, camomilla ortense, camumidula nobili, erba cotognina, erbe di San Giovanni, erba mei, erba pomaria. CAMOMILLA ROMANA – COMPOSITE   NON COMMESTIBILE  SELVATICA  COLTIVABILE DOVE CRESCE Conosciuta anche con il nome Chamaemelun nobile, un tempo in Italia era solo coltivata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/camomilla.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1572" title="camomilla" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/camomilla.jpg" alt="" width="141" height="106" /></a>NOMI POPOLARI</strong></p>
<p>Artemide, appiolina, camaglia, cammella, camomilla di Boemia, camomilla di Germania, camomilla inglese, camomilla nobile, camomilla ortense, camumidula nobili, erba cotognina, erbe di San Giovanni, erba mei, erba pomaria.<span id="more-1571"></span></p>
<h6 style="text-align: right;">CAMOMILLA ROMANA – COMPOSITE</h6>
<p> </p>
<h5 style="text-align: center;">NON COMMESTIBILE  SELVATICA  COLTIVABILE</h5>
<p><strong>DOVE CRESCE</strong></p>
<p>Conosciuta anche con il nome Chamaemelun nobile, un tempo in Italia era solo coltivata, ma poi è sfuggita alle coltivazioni e si è naturalizzata. La si trova, anche se non molto frequentemente, fino a 1000 m di altitudine.</p>
<p><strong>COME SI COLTIVA</strong></p>
<p>Si riproduce dividendo i cespi e piantandoli in primavera in solchi distanti 40-50 cm, oppure si semina, sempre in primavera. Si adatta a qualsiasi terreno purché ben drenato (è usata nei giardini rocciosi) e in posizione soleggiata.</p>
<p>La bellezza dei cespugli fioriti e le numerose varietà di diverse colore fanno dell’Arthemis un fiore assai coltivato per scopo ornamentale.</p>
<p><strong>COME SI RICONOSCE</strong></p>
<p>Ha fusto dapprima prostrato e poi ascendente, alto fino a 40 cm, foglioline verdi sottili appuntite, fiori solitari con petali bianchi e ricettacolo giallo dapprima emisferico e poi conico, forte odore aromatico. La coltivazione l’ha modificata per cui si ha oggi una varietà <em>grandiflora</em> a doppia e tripla corona di petali.  </p>
<p><strong>QUALI PARTI SI USANO</strong></p>
<p> I fiori</p>
<p><strong>QUANDO SI RACCOGLIE</strong></p>
<p>All’inizio della fioritura, da metà giugno a metà agosto. Occorre ricordare che il massimo contenuto di oli essenziali si ha quando i fiori sono ancora in boccio o appena aperti. La raccolta va fatta quando è scomparsa la rugiada e va sospesa verso mezzogiorno.</p>
<p><strong>COME SI CONSERVA</strong></p>
<p>I fiori si fanno essiccare all’ombra in un unico strato in luogo areato, rimuovendoli spesso; l’operazione dev’essere rapida per evitare che la pianta annerisca perdendo le sue proprietà; una volta essiccati, i fiori si setacciano per togliere le impurità e si conservano in vasi di vetro ben chiusi, al riparo dall’umidità.</p>
<p><strong>LE PROPRIETA’ DELLA CAMOMILLA ROMANA</strong></p>
<p>Aromatizzante e digestiva, stimola l’appetito; è antispastico e di grande aiuto nelle coliche; antinevralgica, sedativa e antinfiammatoria, calma ogni tipo di irritazione, da quelle della pelle a quelle nervose.</p>
<p>Le sue proprietà e gli utilizzi sono uguali a quelli della camomilla comune (<em>Matricaria camomilla L.)</em> , ma poiché contiene un olio essenziale più forte e principi attivi in parte diversi, viene usato in dosi minori.</p>
<p><strong>Per la cucina</strong>: componente di vermouth e liquori.</p>
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		<title>&#8220;il nutrizionista&#8221; consiglia, scheda botanica: ANGELICA archangelica L.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 22:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nutrizionista consiglia... rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[scheda botanica]]></category>
		<category><![CDATA[angelica archangelica]]></category>
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		<description><![CDATA[Nomi popolarti  Angelica di Boemia, angelica dei giardini, angelica dorata, bragosse, ceciel, erba degli angeli, f’nocc salvadio, f’nuciazz, sambugari. commestibile-selvatica-coltivabile ANGELICA-ombrellifere   Dove cresce Nelle zone umide e fangose ma soleggiate delle regioni collinari submontane dell’Italia settentrionale. Come si coltiva Si può seminare sia in primavera sia in autunno, usando semi freschi (perché perdono rapidamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/angelica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1371" title="angelica" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/angelica.jpg" alt="" width="126" height="95" /></a>Nomi popolarti  </strong></p>
<p>Angelica di Boemia, angelica dei giardini, angelica dorata, bragosse, ceciel, erba degli angeli, f’nocc salvadio, f’nuciazz, sambugari.<span id="more-1370"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>commestibile-selvatica-coltivabile</strong></p>
<p style="text-align: right;">ANGELICA-ombrellifere</p>
<p> </p>
<p><strong>Dove cresce</strong></p>
<p>Nelle zone umide e fangose ma soleggiate delle regioni collinari submontane dell’Italia settentrionale.</p>
<p><strong>Come si coltiva</strong></p>
<p>Si può seminare sia in primavera sia in autunno, usando semi freschi (perché perdono rapidamente la germinabilità) e tenuti in acqua per tre giorni. Si trapianta in autunno o nella primavera successiva disponendo le piantine alla distanza di 50 cm una dall’altra. Vuole molta acqua nei mesi caldi e ha bisogno di terra fibrosa,profonda e ben concimata.</p>
<p><strong>Come si riconosce</strong></p>
<p>Ha fusto grosso, nodoso e striato, di colore rossastro, che può superare un metro e mezzo in altezza; le foglie sono di grandi dimensioni, più chiare nella parte inferiore; i fiori giallo-verdastri sono riuniti in grandi ombrelle decorative (giugno-agosto).</p>
<p><strong>Quali parti si usano</strong></p>
<p>La radice, le foglie, il fusto e i semi.</p>
<p><strong>Quando si raccoglie</strong></p>
<p>La radice da agosto a ottobre, nel primo anno di vita della pianta; il fusto in giugno-luglio; le foglie in maggio-giugno: i semiin agosto-settembre.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Come si conserva</strong></p>
<p>Le radici si fanno essiccare rapidamente al sole o in forno a calore moderato e si conservano poi in luogo asciutto. Il fusto e le foglie si usano solo freschi. Per ottenere i semi, si fanno essiccare al sole le ombrelle, quindi si battono per farli uscire, che si setacciano e si conservano in sacchetti di tela o di carta.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Le proprietà dell’ANGELICA</strong></p>
<p>Antisettiche, aperitive, digestive; favorisce l’eliminazione dei gas da stomaco e intestino; è un coadiuvante nei periodi di affaticamento e di convalescenza, n gravidanza, nelle mestruazioni, negli attacchi d’asma; favorisce la guarigione di contusioni e piaghe; protegge il cuore e calma i nervi.</p>
<p><strong>Per la cucina</strong>: i fusti giovani si consumano in insalata oppure canditi; le foglie, crude o cotte, in insalata; i semi entrano nella preparazione di liquori, amari e digestivi.</p>
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		<title>&#8220;il nutrizionista&#8221; consiglia, scheda botanica: ANETHUM graveolens L.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 21:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nomi popolari Anet, agneso, anitu, finocchio bastardo, finocchio fetido, finocchio puzzolente, finocchio rizzu, neto. ANETO OMBRELLIFERE COMMESTIBILE-SELVATICA-COLTIVABILE   Dove cresce Abbastanza raro allo stato spontaneo, lo si può trovare in tutta l’Europa meridionale nei prati e negli incolti fino a 600 metri di altitudine. Come si coltiva Si semina in settembre, in terreno arido e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/anethum.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1133" title="anethum" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/anethum.jpg" alt="" width="123" height="125" /></a>Nomi popolari</strong></p>
<p>Anet, agneso, anitu, finocchio bastardo, finocchio fetido, finocchio puzzolente, finocchio rizzu, neto.<span id="more-1132"></span></p>
<h5 style="text-align: right;">ANETO OMBRELLIFERE</h5>
<p style="text-align: center;">COMMESTIBILE-SELVATICA-COLTIVABILE</p>
<p> </p>
<p><strong>Dove cresce</strong></p>
<p>Abbastanza raro allo stato spontaneo, lo si può trovare in tutta l’Europa meridionale nei prati e negli incolti fino a 600 metri di altitudine.</p>
<p><strong>Come si coltiva</strong></p>
<p>Si semina in settembre, in terreno arido e con buona esposizione al sole.</p>
<p><strong>Come si riconosce</strong></p>
<p>Assomiglia moltissimo al finocchio selvatico: ha gli stessi fiori giallastri riuniti in ombrelle (giugno-luglio) e le stesse foglie filiformi.</p>
<p>Lo si distingue dall’odore molto più penetrante. Può raggiungere un metro e mezzo di altezza.</p>
<p><strong>Quali parti si usano</strong></p>
<p>I fiori ed i semi</p>
<p><strong>Quando si raccoglie</strong></p>
<p>Le sommità fiorite in agosto, quando i semi non sono ancora maturi; i semi in settembre, poco prima che giungano a maturità facendo attenzione a individuare il momento giusto perché, una volta maturi, cadono a terra e ne vanno perduti molti.</p>
<p><strong>Come si conserva</strong></p>
<p>Le sommità fiorite si lasciano essiccare all’ombra in luogo aerato, quindi si battono per far cadere i semi. Questi ultimi si setacciano per privarli dei corpi estranei, si fanno essiccare completamente, stesi in un unico strato e si conservano in sacchetti di carte o in vasi di vetro. Le sommità tagliate in pezzi, si conservano in vasi di vetro.</p>
<p><strong>Le proprietà dell’ANETO</strong></p>
<p><em>È aromatico, digestivo, diuretico, antinfiammatorio, antispastico; favorisce l’eliminazione dei gas dallo stomaco e dall’intestino, stimola la secrezione lattea, calma il singhiozzo e combatte il vomito.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Per la cucina: i semi si usano coma aromatizzante per salse, verdure, conserve (in particolare i cetriolini), liquori, dolci; le foglie fresche ed i semi insaporiscono insalate e salse.</em></p>
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		<title>&#8220;il nutrizionista&#8221; consiglia, scheda botanica: ALTAEA officinalis L.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 23:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il nutrizionista consiglia... rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[scheda botanica]]></category>
		<category><![CDATA[altaea officinalis]]></category>
		<category><![CDATA[altea officinalis]]></category>
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		<description><![CDATA[NOMI POPOLARI Bismalva, bonavise, buonvisco, canapa selvatica, malva selvaja, malva vischio, malvaccioni, malvarina, malvarose, malvaveste, malvone, pramariscu. ALTEA MALVACEE   NON COMMESTIBILE – SELVATICA – COLTIVABILE DOVE CRESCE Un po’ dovunque, nei luoghi umidi ma soleggiati. COME SI COLTIVA Viene spesso coltivata anche come pianta ornamentale. Si semina in estate e si trapianta in autunno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/04/altea.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-910" title="altea" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/04/altea.jpg" alt="" width="130" height="130" /></a>NOMI POPOLARI</strong></p>
<p>Bismalva, bonavise, buonvisco, canapa selvatica, malva selvaja, malva vischio, malvaccioni, malvarina, malvarose, malvaveste, malvone, pramariscu.<span id="more-909"></span></p>
<h6 style="text-align: right;">ALTEA MALVACEE</h6>
<p> </p>
<p style="text-align: center;">NON COMMESTIBILE – SELVATICA – COLTIVABILE</p>
<p><strong>DOVE CRESCE</strong></p>
<p>Un po’ dovunque, nei luoghi umidi ma soleggiati.</p>
<p><strong>COME SI COLTIVA</strong></p>
<p>Viene spesso coltivata anche come pianta ornamentale. Si semina in estate e si trapianta in autunno, in terreno ricco, lavorato in profondità e ben concimato. Si moltiplica anche per talea. Richiede innaffiature frequenti e posizione soleggiata.</p>
<p><strong>COME SI RICONOSCE</strong></p>
<p>Ha fusto eretto e vellutato, a portamento cespuglioso, e può arrivare a un metro e mezzo di altezza; le larghe foglie tondeggianti o triangolari, verdi biancastre, sono coperte di peli; i fiori bianchi o rosa sono inseriti all’ascella delle foglie superiori (giugno-settembre).</p>
<p><strong>QUALI PARTI SI USANO</strong></p>
<p>Le radici, le foglie e i fiori.</p>
<p><strong>QUANDO SI RACCOGLIE</strong></p>
<p>Le radici al secondo anno di vita della pianta, da settembre a marzo le foglie in giugno, prima della fioritura, assieme al picciolo; i fiori all’inizio della fioritura.</p>
<p><strong>COME SI CONSERVA</strong></p>
<p>Le radici, decorticate e tagliate a pezzetti, si fanno essiccare all’ombra o in forno moderato; le foglie e i fiori si fanno essiccare all’ombra in luogo areato. Si conservano poi in vaso di vetro, in luogo buio, fresco e asciutto.</p>
<p><strong><em>Le proprietà dell’ALTEA</em></strong></p>
<p>È decongestionante ed emolliente, facilita l’espulsione del catarro dai bronchi (è presente in molti sciroppi contro la tosse, di soli associata alla liquirizia); è anche leggermente lassativa e ricca di vitamina C.</p>
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