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	<title>Nutrizionista &#187; ricette</title>
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		<title>Ricette vegetariane: la soia e i suoi derivati</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 18:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[la soia e i suoi derivati]]></category>
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		<description><![CDATA[La soia è un legume che in passato veniva coltivato solamente in Estremo Oriente, dove è da sempre uno dei pilastri dell’alimentazione. La coltivazione della soia si è diffusa in Occidente soprattutto alla fine del XVIII secolo e, da qualche tempo, si assiste a un incremento della coltivazione, sia delle varietà destinate all’alimentazione del bestiame [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/02/soia-gialla.jpg"><img src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2011/02/soia-gialla-150x150.jpg" alt="" title="soia-gialla" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2366" /></a>La <a href="http://www.ilnutrizionista.eu/category/prevenzione/soia-prevenzione">soia</a> è un legume che in passato veniva coltivato solamente in Estremo Oriente, dove è da sempre uno dei pilastri dell’alimentazione.<br />
La coltivazione della soia si è diffusa in Occidente soprattutto alla fine del XVIII secolo e, da qualche tempo, si assiste a un incremento della coltivazione, sia delle varietà destinate all’alimentazione del bestiame che di quelle riservate al consumo umano.<span id="more-2365"></span><br />
Cibi ottenuti dalla trasformazione dei fagioli di soia, come burger, insaccati, spezzatino e bistecche di soia, paitè, latte, formaggi, gelati, salse, hanno fatto la loro comparsa anche sul nostro mercato e sono reperibili con sempre maggiore facilità.<br />
Anche in seguito alla crescita della richiesta di cibi leggeri e poveri di colesterolo, i prodotti derivati dalla soia vanno conquistando simpatie sempre maggiori.<br />
In Estremo Oriente la soia è da sempre alla base dell’alimentazione umana e alimenti come lo shoyu, il tempeh, il tofu, il tamarì, il miso, il natto, derivati dalla trasformazione dei fagioli di soia sono tuttora molto diffusi e dimostrano come questa leguminosa sia stata coltivata soprattutto per l’alimentazione umana.<br />
La soia contiene infatti, circa il 38-40% di proteine ( ma può arrivare anche al 50%), mentre la carne bovina, per esempio, ne contiene soltanto il 18%.<br />
Forse originaria del Nord Est della Cina, la soia si trova citata in scritti del lontano 3000 a. C. con il nome di ta-teou (grande fagiolo), considerata tra le cinque piante sacre insieme a frumento, miglio, orzo e riso.<br />
Era sicuramente conosciuta ben prima di quella data e la sua presenza è rintracciabile in antichissime leggende che testimoniano della sua diffusione e della sua importanza.<br />
Il termine “soia” (o soja), invece, fu molto probabilmente coniato in un altro contesto, piuttosto di recente. Può anzi, per la verità essere considerato improprio. Deriverebbe infatti da shoyu, nome giapponese di una delle salse ottenute dalla fermentazione del “grande fagiolo”. Furono forse gli olandesi, primi europei a commerciare con il Giappone, ad attribuire il nome non solamente alla salsa ma ai fagioli stessi.<br />
In merito alla varietà di soia da consumo diretto, in Italia attualmente si sa ancora abbastanza poco. Sono diffuse soprattutto varietà a seme giallo, le più versatili in cucina, molto adatte alla trasformazione in tofu o formaggio di soia, uno dei prodotti derivati di più larga diffusione.<br />
Si possono reperire pure varietà di soia verde (detta anche mung), particolarmente adatta a ottenere i germogli , ma c’è chi dice che il tipo verde, come anche quello rosso, meglio conosciuto con il nome giapponese di azuki, di difficile coltivazione e di prezzo piuttosto elevato, di per sé non fanno parte della famiglia della soia, ma di quella del fagiolo.<br />
In Giappone vengono altresì coltivate anche varietà di soia nera. In ogni caso si può dire che, in generale, la soia, nelle sue diverse varietà, è effettivamente una vera e propria miniera di fattori nutrizionali.<br />
Come si è accennato, può arrivare a contenere il 50% di proteine: contiene anche intorno al 17-20% di grassi, il 12-25 di zuccheri, il 10% di fibra grezza, una notevole quantità di calcio, fosforo ferro, magnesio, potassio, oltre a vitamine, sia idro che liposolubili.<br />
Ha da qualche tempo interessato anche i medici per le sue a volte spettacolari capacità di ridurre il colesterolo nel sangue e di influire quindi positivamente sull’evoluzione dell’arteriosclerosi.      </p>
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		<title>Ricette vegetariane: i legumi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 06:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I legumi, ricchi di proteine vegetali, si abbinano a qualsiasi verdura e anche ai cereali, costituendo in tal caso dei piatti unici completi e genuini. Per l’alto potere nutritivo e per il senso di sazietà che lasciano, una porzione di legumi cotti non dovrebbe superare i 150 g a persona, che corrisponde grossomodo a circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/12/legumi1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2196" title="legumi1" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/12/legumi1.jpg" alt="" width="82" height="122" /></a>I legumi, ricchi di <a href="http://www.ilnutrizionista.eu/category/la-chimica-degli-alimenti/proteine-la-chimica-degli-alimenti"><span style="color: #0000ff;">proteine</span></a> vegetali, si abbinano a qualsiasi verdura e anche ai <a href="http://www.ilnutrizionista.eu/2010/11/06/ricette-vegetariane-i-cereali.html">cereali</a>, costituendo in tal caso dei piatti unici completi e genuini. Per l’alto potere nutritivo e per il senso di sazietà che lasciano, una porzione di legumi cotti non dovrebbe superare i 150 g a persona, che corrisponde grossomodo a circa 70 g di prosciutto crudo.<span id="more-2195"></span></p>
<p>Nelle ricette la dose consigliata è più bassa e si può eventualmente aumentare a seconda delle esigenze personali.</p>
<p>Consumati preferibilmente durante l’inverno, i<a href="http://www.ilnutrizionista.eu/2010/04/14/dieta-vegetariana-legumi-e-frutta-secca.html"> <span style="color: #0000ff;">legumi</span> </a>secchi possono costituire un piatto occasionale, magari sotto forma di “insalata” anche per la stagione calda, quando preferisce consumarli freschi, meno proteici ma più idratanti.</p>
<p>Pria di cuocere i legumi secchi li si lascia in ammollo in acqua fredda; ciò permette una cottura più rapida ed una migliore digestione: l’eventuale ammollo con l’alga kombu ne facilita ulteriormente la cottura e la digestione e arricchisce la pietanza di utili sali minerali.</p>
<p>Per la cottura, l’acqua dell’ammollo va sostituita con l’acqua fresca, in una quantità che dovrà essere  di più del doppio della quantità di legume bagnato.</p>
<p>La cottura a fuoco potrà protrarsi sino a 3-4 ore per ceci e per certi tipi di fagioli, 2-3 ore per fave e piselli secchi (a seconda del tipo) e 1-2 ore per le lenticchie.</p>
<p>È importante inoltre ricordare che il sale va aggiunto solamente al termine della cottura, così da evitare l’indurimento della buccia.</p>
<p>L’uso degli odori, spezie ed erbe aromatiche renderà i legumi gustosi e solleciterà i succhi gastrici a una più facile assimilazione.</p>
<p>Infine, l’acqua di cottura può essere eventualmente utilizzata per la preparazione di zuppe e minestre.</p>
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		<title>Ricette vegetariane: le alghe</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 16:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consumate nell’antichità anche dai popoli del Mediterraneo, dell’Europa e dell’America, conosciute in tutto il mondo, le alghe hanno trovato nella cucina tradizionale del Giappone la massima utilizzazione. Trattate già da &#8220;il nutrizionista&#8221;, per le loro elevate potenzialità nutritive, le alghe sono sempre più conosciuta da curiosi ma soprattuto di coloro che vogliono adottare un regime alimentare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/11/alghe1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2055" title="alghe1" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/11/alghe1.jpg" alt="" width="128" height="96" /></a>Consumate nell’antichità anche dai popoli del Mediterraneo, dell’Europa e dell’America, conosciute in tutto il mondo, le alghe hanno trovato nella cucina tradizionale del Giappone la massima utilizzazione. Trattate già da &#8220;il nutrizionista&#8221;, per le loro elevate potenzialità nutritive, le <a href="http://www.ilnutrizionista.eu/category/complementi-alimentari/alghe-marine-complementi-alimentari"><span style="color: #0000ff;">alghe</span></a> sono sempre più conosciuta da curiosi ma soprattuto di coloro che vogliono adottare un regime alimentare equilibrato. Componente della cucina &#8220;verde&#8221; e non, rappresentano piatti base dellae ricette vegetariane.<span id="more-2054"></span>Oggi questi preziosi vegetali sono tenuti in grande considerazione per le loro straordinarie proprietà nutritive e un intero settore dell’alimentazione si apre alla scoperta per noi occidentali.</p>
<p>Diverse qualità di alghe sono oggi commercializzate in Occidente, soprattutto grazie alla diffusione della cucina <a href="http://www.ilnutrizionista.eu/2010/10/13/dieta-vegetariana-il-nutrizionista-analizza-la-macrobiotica.html"><span style="color: #0000ff;">macrobiotica</span></a>. La loro importanza nell’alimentazione umana è principalmente legata alla ricchezza in sali minerali e vitamine; che fa si che possano essere un prezioso sostituto della <a href="http://www.ilnutrizionista.eu/category/la-chimica-degli-alimenti/proteine-la-chimica-degli-alimenti/sistemi-alimentari-proteici/carne-sistemi-alimentari-proteici-proteine-la-chimica-degli-alimenti-la-chimica-degli-alimenti"><span style="color: #0000ff;">carne</span></a> e dei latticini.</p>
<p>Vengono loro riconosciute anche delle benefiche proprietà, che sembrano in grado di portare conforto in diversi problemi di salute. Senza contare che si tratta di una verdura ad alta digeribilità, che perciò non può mancare in una cucina “sana”.</p>
<p>Si acquistano secche e richiedono di solito un breve ammollo in acqua fredda che consenta di ottenere un opportuno ammorbidimento.</p>
<p><strong>KOMBU</strong></p>
<p>Alga apprezzata e coltivata in Giappone, conosciuta in Occidente anche come wrack, tangle, carnee; il nome indica un’ampia gamma di alghe appartenenti alle laminarie. Cresce appena sotto la superficie dell’acqua, dove le maree si alternano e in Europa viene raccolta sulle coste dell’Atlantico.<a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/11/kumbo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2056" title="kumbo" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/11/kumbo.jpg" alt="" width="118" height="77" /></a></p>
<p>Si può mangiare sia cruda che cotta: ha un sapore dolce, la capacità di esaltare il gusto del cibo e renderlo più tenero e digeribile. Per questo motivo si usa particolarmente nella coltura delle leguminose, ma può valorizzare brodi e minestre.</p>
<p>Verde e cuoiosa, durante l’ammollo si gonfia e si allunga. La kombu è ricca di <strong>acido alginico</strong>, una forte sostanza collosa che sostiene la struttura della pianta e la rende flessibile: tale acido di per sé non è digeribile ed ha un forte potere legante, cosicché agisce come depurativo naturale dell’intestino, raccogliendo le tossine lungo le pareti del colon e favorendo la loro naturale eliminazione. È anche una delle alghe più ricche di <strong>iodio</strong>, contiene alcuni aminoacidi ed è riconosciuta una sua funzione regolatrice dell’alta pressione sanguigna.</p>
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		<title>Ricette vegetariane: i cereali</title>
		<link>http://www.ilnutrizionista.eu/2010/11/06/ricette-vegetariane-i-cereali.html</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 20:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I cereali in chicchi o in fiocchi possono essere impiegati per arricchire le zuppe e le minestre in brodo, ma la parte del leone la fanno decisamente quando sono serviti asciutti. La tradizione mediterranea mette al primo posto la pasta preparata con farina di grano: una parte consistente delle ricette da ora in poi presentate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/11/cereali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1973" title="cereali" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/11/cereali.jpg" alt="" width="124" height="116" /></a>I cereali in chicchi o in fiocchi possono essere impiegati per arricchire le zuppe e le minestre in brodo, ma la parte del leone la fanno decisamente quando sono serviti asciutti.</p>
<p>La tradizione mediterranea mette al primo posto la pasta preparata con farina di grano: <span id="more-1972"></span>una parte consistente delle ricette da ora in poi presentate è perciò dedicata ad alcune tra le infinite possibilità di condirla e presentarla, che la rendono a ragione uno dei vanti della nostra cucina, non solo di quella vegetariana.</p>
<p><strong>COTTURA DEL FRUMENTO</strong></p>
<p>Il frumento è il cereale più usato nella nostra alimentazione; è alla base della preparazione del pane, della pasta, della pizza, di dolci di vari tipi, dove è impiegato sotto forma di farina.</p>
<p>Può però essere usato anche in chicchi, nonostante questo tipo di impiego sia decisamente molto meno consueto. In questo caso è necessario partire dalla lavatura in acqua fredda per eliminare la polvere ed i corpi estranei.</p>
<p>Il lavaggio va fatto in un recipiente nel quale sia possibile sciacquare i chicchi in abbondante acqua che verrà sostituita alcune volte, sino a ottenere la pulizia desiderata.</p>
<p>A quel punto si possono i chicchi in ammollo per alcune ore in una quantità di acqua pari a tre volte il loro volume e, dopo averli scolati in uno scolapasta, si potrà passare a un’eventuale tostatura prima della cottura.</p>
<p>Quindi, dopo aver messo il cereale in pentola con l’acqua dell’ammollo, si porterà all’ebollizione a fiamma piuttosto alta, abbassando il fuoco al momento del bollore, salando, coprendo quindi la pentola con un coperchio e continuando infine la cottura a fuoco moderato per il tempo necessario (50-60 minuti).</p>
<p>Il grano può comunque essere messo in pentola con la quantità di acqua necessaria senza tostatura.</p>
<p>La cottura del grano tenero in chicchi non richiede necessariamente un periodo di ammollo in acqua, mentre il grano duro richiede preferibilmente un periodo di ammollamento di 6 o più ore, che facilita la cottura.</p>
<p>La cottura della pasta, cioè della farina lavorata, non richiede ovviamente le precauzioni precedenti: la pasta va cotta in abbondante acqua salata (c’è chi dice che è consigliabile 1 l di acqua per 100 g i pasta) e scolate al dente.</p>
<p>Il tempo di cottura è invece variabile a seconda dei tipi di pasta e per accertarsi della cottura non c’è niente di meglio che l’assaggio.</p>
<p>L’acqua della cottura della pasta, che qui intendiamo esclusivamente come pasta integrale, essendo assai ricca di sali minerali, può essere conservata e impiegata nella preparazione di altri piatti (zuppe con fiocchi di cereali o minestre), per quanto il crescente inquinamento dell’acqua potabile non consenta sempre di consigliarne il continuo riuso a cuor leggero.</p>
<p>Può comunque trovare un ottimo impiego nel lavaggio dei piatti, dove si rivela veramente efficace.</p>
<p>Anche l’uso dei fiocchi di grano non richiede preparazioni particolari. Come tutti i fiocchi possono essere consumati crudi, dopo essere stati ammorbiditi in un liquido, o cotti.</p>
<p>Possono essere impiegati nella preparazione di zuppe o creme o usati a colazione, mescolati a fiocchi di altri cereali.</p>
<p>Altri prodotti della lavorazione del frumento sono il <strong>couscous</strong> e il <strong>burghui</strong>. Il primo è una semola di grano duro lavorata al vapore sino a formare dei piccoli granellini che sono poi seccati e che hanno una consistenza più corposa che non la comune semola di grano.</p>
<p>Se non si usa il metodo di cottura diffuso nei Paesi arabi, che è un po’ laborioso, può essere preparato abbastanza rapidamente e non presenta alcuna particolare difficoltà.</p>
<p>Il metodo più semplice impiega il couscous precotto e consiste nel tostare la semola in pochissimo olio, rigirarla con un mestolino di legno e aggiungervi poi acqua bollente salata ed eventualmente aromatizzata (nella proporzione di 2 tazze d’acqua per l di semola).</p>
<p>Dopo aver coperto il recipiente, bisognerà attendere un quarto d’ora circa, per dar modo al couscous di gonfiarsi.</p>
<p>Un altro metodo consiste invece nel cuocere la semola in acqua bollente dopo averla tostata in pochissimo olio: raggiunta l’ebollizione, si sala, si copre con un coperchio e si fa cuocere a fuoco bassissimo per poco più di 5 minuti prima di servire.</p>
<p>La tradizionale cottura a vapore tipica dei Paesi arabi è invece un poco più complessa: lavata la semola sotto acqua fredda, la si versa in un colino a retina o in un apposito recipiente bucherellato, che viene appoggiato sopra una pentola che contiene acqua in ebollizione (è importante che il diametro della pentola coincida con quella del colino). Il tempo necessario alla cottura è in tal caso più prolungato.</p>
<p>Il <strong>burghui</strong>, piatto tradizionale del Medio Oriente, è preparato con grano pregermogliato, seccato e grossolanamente tritato. Generalmente viene acquistato pronto per l’uso e si cucina come il couscous (primo metodo descritto), anche senza tostatura: è pronto in 20 minuti circa.</p>
<p>Si può anche cuocere a vapore, con l’accortezza di allungare i tempi di cottura.</p>
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		<title>Ricette vegetariane: il brodo vegetale</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 08:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette vegetariane]]></category>
		<category><![CDATA[zuppe e minestre]]></category>
		<category><![CDATA[brodo vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[oligoelementi]]></category>
		<category><![CDATA[vitamine]]></category>

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		<description><![CDATA[Le zuppe e le minestre risultano particolarmente gradite nella stagione fredda, soprattutto quando sono servite caldissime, ma alcune di esse sono consigliabili anche in estate, proposte sia calde (ma non troppo) sia fredde. È preferibile limitarsi a una cottura non troppo prolungata, le verdure non vano mai cotte eccessivamente così da non perdere sostanze vitali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/10/brodo-vegetale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1824" title="brodo vegetale" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/10/brodo-vegetale-300x231.jpg" alt="" width="180" height="139" /></a>Le zuppe e le minestre risultano particolarmente gradite nella stagione fredda, soprattutto quando sono servite caldissime, ma alcune di esse sono consigliabili anche in estate, proposte sia calde (ma non troppo) sia fredde.<span id="more-1823"></span></p>
<p>È preferibile limitarsi a una cottura non troppo prolungata, le verdure non vano mai cotte eccessivamente così da non perdere sostanze vitali.</p>
<p>Possono essere arricchite da legumi secchi e freschi cereali in chicchi o in fiocchi e farine, e insaporite con piccole quantità di lievito alimentare in scaglie, shoyu, tamari, miso.</p>
<p>È preferibile non fare ricorso ai preparati per brodi vegetali, anche quando siano ottenuti con ortaggi di coltivazioni biologico e siano privi di additivi e aromatizzanti. C’è sempre un sapore di “dado” in questi prodotti che spersonalizza il piatto che avete deciso di cucinare; se poi ne fate un uso continuo, per insaporire, risparmiando sul tempo passato sui fornelli, potete senz’altro ottenere immediati consensi da parte dei commensali, ma a lungo andare, prima o poi, arriveranno dei netti rifiuti.</p>
<p>Nella gastronomia naturale il ricorso ad aromi concentrati è visto non solo come un’operazione falsa, ma soprattutto inutile, perché non è possibile ricreare con l’aggiunta di sola acqua bollente la pur equilibrata combinazione di ortaggi di partenza e basta fare un confronto con il brodo vegetale vero per convincersene.</p>
<p>Il brodo vegetale vero è di odore e gusto gradevoli, ma sempre diversi in regione alle verdure impiegate, che variano nelle quantità e del tipo a seconda delle stagioni.</p>
<p>Occorrono sicuramente i tre ortaggi base: gomiti di sedano, carote, cipolle o porri, ai quali va aggiunto l’aglio schiacciato se si vuole un aroma più spiccato e duraturo; poi è indispensabile sempre un cavolo, preferibilmente verza, e altre foglie tipo bietola o spinaci. Anche le foglie selvatiche di ortiche o borragine sono consigliabili, come pure i lunghi germogli degli asparagi.</p>
<p>Le zucchine, essendo molto acquose, sono più adatte per piatti al forno o stufati. Peperoni e melanzane quando vengono bollite sviluppano un sapore poco gradevole, mentre il pomodoro rende il brodo molto acido.</p>
<p>Le patate non sono insostituibili come si crede e conviene comunque farne un uso limitato soprattutto quando il brodo non viene consumato immediatamente, dato che dopo la cottura possono sviluppare sostanze tossiche.</p>
<p>Fave, piselli e fagioli freschi sono tutti ortaggi preziosi per il brodo primaverile ed estivo, purché vengano inseriti tra le altre verdure sbaccellati e tagliati a pezzetti per permettere alla parte amidacea di fuoriuscire durante la cottura.</p>
<p>In inverno il legume indicato è la lenticchia rossa, che si cuoce in poco tempo e la cui buccia si apre spontaneamente al calore.</p>
<p>Fate allora una scelta equilibrata tra gli ortaggi menzionati, lavateli , tagliateli a sottili fettine e versateli in una grande pentola, aggiungete molta acqua (2-3 volte il volume occupato dalle verdure), salate e fate bollire a fuoco medio, con il coperchio, per almeno mezz’ora.</p>
<p>Dopo aver spento la fiamma, lasciate raffreddare e quindi filtrate attraverso un colino e con l’aiuto di un cucchiaio premete su quanto rimasto così da far uscire la maggior parte di liquido .ricco di vitamine e oligoelementi.</p>
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		<title>Ricette vegetariane: &#8220;il nutrizionista&#8221; e i  germogli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 07:03:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[germogli]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette vegetariane]]></category>
		<category><![CDATA[aminoacidi essenziali]]></category>
		<category><![CDATA[enzimi]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[oligoelementi]]></category>
		<category><![CDATA[vitamine]]></category>

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		<description><![CDATA[Le proprietà bionutrizionali dei germogli sono tali che vengono considerati alla stregua di un vero e proprio alimento terapeutico, ed &#8220;il nutrizionista&#8221; non poteva che riprenderne il discorso, dopo averne accennato nel germe di grano. I grmogli si prestano a essere consumati crudi, sono ricchi di principi quali enzimi, oligoelementi, vitamine, aminoacidi essenziali, sono facili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/germnogli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1584" title="germnogli" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/germnogli.jpg" alt="" width="124" height="93" /></a>Le proprietà bionutrizionali dei germogli sono tali che vengono considerati alla stregua di un vero e proprio alimento terapeutico, ed &#8220;il nutrizionista&#8221; non poteva che riprenderne il discorso, dopo averne accennato nel <a href="http://www.ilnutrizionista.eu/2010/05/10/complementi-alimentari-germe-di-grano-controindicazioni-preparazione-e-trattamento.html"><span style="color: #0000ff;">germe di grano</span></a>. <span id="more-1583"></span></p>
<p>I grmogli si prestano a essere consumati crudi, sono ricchi di principi quali enzimi, oligoelementi, vitamine, <a class="wp-oembed" href="http://www.ilnutrizionista.eu/2010/01/26/amminoacidi-essenziali-e-qualita%E2%80%99-delle-proteine.html"><span style="color: #0000ff;">aminoacidi essenziali</span></a>, sono facili da digerire, privi di scarti, gustosi.</p>
<p>La germinazione non è che l’attivazione e rivitalizzazione del germe o embrione. Durante questa fase, che è poco appariscente, nel senso che il piccolissimo germoglio ancora non esce dal seme, avvengono profonde modificazioni nella struttura del chicco e nella sua composizione biochimica: in conseguenza di complesse azioni enzimatiche, le sostanze di riserva del tessuto nutritivo vengono mobilizzate e assorbite dall’embrione, si che esso comincia a crescere fuori dal guscio trasformandosi e dando corpo a una “pianta germinativa” (germoglio), che può essere considerata l’alimento più vivo che si possa immaginare, quello che più di ogni altro rende omaggio alla massima che governa ogni sano regime alimentare secondo cui “<strong>la vita si alimenta on la vi</strong>t<strong>a</strong>”.</p>
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		<title>Ricette vegetariane: insalata di tarassaco</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 18:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[erbe selvatiche]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette vegetariane]]></category>
		<category><![CDATA[tarassaco]]></category>

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		<description><![CDATA[200g di foglie e 5 radici di giovane tarassaco, 250g di yogurt naturale intero, 2 cucchiai di succo di limone, 2 cucchiaini di miele, sale, peperoncino rosso in polvere.   Pulite accuratamente le foglie di tarassaco sotto acqua corrente, assicurandovi di privarle perfettamente di tutta la terra o la sabbia, asciugatele servendovi di una centrifuga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/tarassaco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1576" title="tarassaco" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/tarassaco.jpg" alt="" width="127" height="85" /></a>200g di foglie e 5 radici di giovane tarassaco, 250g di yogurt naturale intero, 2 cucchiai di succo di limone, 2 cucchiaini di miele, sale, peperoncino rosso in polvere.<span id="more-1575"></span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Pulite accuratamente le foglie di tarassaco sotto acqua corrente, assicurandovi di privarle perfettamente di tutta la terra o la sabbia, asciugatele servendovi di una centrifuga manuale e tagliatele nelle giuste dimensioni da insalata.</p>
<p>Grattate poi le radici senza pelarle e tagliatele a rondelle abbastanza sottili, come fareste per le carote, aggiungetele alle foglie di tarassaco e mettete in frigorifero sino al momento di servire.</p>
<p>Versate nel frattempo lo yogurt in una scodella abbastanza grande, assieme al succo di limone e agli altri ingredienti, e amalgamate bene il tutto con un cucchiaio di legno sino a ottenere una salsina morbida e cremosa.</p>
<p>Togliete la verdura dal frigo,  condite con la salsa e portate in tavola.</p>
<p>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricette vegetariane: insalata di carciofi</title>
		<link>http://www.ilnutrizionista.eu/2010/05/25/ricette-vegetariane-insalata-di-carciofi.html</link>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 16:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette vegetariane]]></category>
		<category><![CDATA[verdure crude]]></category>
		<category><![CDATA[insalata di carciofi]]></category>

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		<description><![CDATA[5 carciofi, il succo di 2 limoni, olio extravergine di oliva, sale, 2 cucchiai di gomasio. Private anzitutto i carciofi delle foglie esterne più dure, accorciate adeguatamente le bratte rimaste e quindi, con un coltello piuttosto affilato, tagliateli a fette sottili. Immergete man mano le fettine in acqua acidulata con il succo di limone, quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/carciofi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1443" title="carciofi" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/carciofi.jpg" alt="" width="124" height="93" /></a>5 carciofi, il succo di 2 limoni, olio extravergine di oliva, sale, 2 cucchiai di gomasio.<br />
</em>Private anzitutto i carciofi delle foglie esterne più dure, accorciate adeguatamente le bratte rimaste e quindi, con un coltello piuttosto affilato, tagliateli a fette sottili.<span id="more-1442"></span></p>
<p>Immergete man mano le fettine in acqua acidulata con il succo di limone, quindi scolatele molto accuratamente e disponetele in un piatto da portata.</p>
<p>Infine condite il tutto con dell’olio, sale, il succo di limone rimanente e il gomasio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricette vegetariane: insalata di cipolle</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 20:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[cipolle]]></category>
		<category><![CDATA[ricette vegetariene]]></category>

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		<description><![CDATA[2 grosse cipolle rosse, 3 cucchiai di acidulato di umeboshi. Di facilissima preparazione, quest’insalata di cipolle va sicuramente servita come antipasto, vero e proprio stuzzichino, a meno che non vi facciate intimorire dall’uso delle cipolle crude che, come si sa, in qualcuno suscitano qualche perplessità. Sbucciare e affettare le cipolle abbastanza sottilmente ma senza esagerare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/insalata-di-cipolle.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1439" title="insalata di cipolle" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/insalata-di-cipolle.jpg" alt="" width="124" height="95" /></a>2 grosse cipolle rosse, 3 cucchiai di acidulato di umeboshi</em>.<br />
Di facilissima preparazione, quest’insalata di cipolle va sicuramente servita come antipasto, vero e proprio stuzzichino, a meno che non vi facciate intimorire dall’uso delle <a href="http://www.ilnutrizionista.eu/2010/04/30/cancro-aglio-e-cipolla-ottimi-alleati.html"><span style="color: #0000ff;">cipolle</span> </a>crude che, come si sa, in qualcuno suscitano qualche perplessità.<span id="more-1438"></span></p>
<p>Sbucciare e affettare le cipolle abbastanza sottilmente ma senza esagerare e trasferitele in una ciotola o in una piccola insalatiera di vetro o di ceramica non smaltata con vernici potenzialmente tossiche.</p>
<p>Condite quindi con l’acidulato di umeboshi, mescolatele e lasciatele insaporire un poco prima di portarle in tavola.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricette vegetariane: bruschetta</title>
		<link>http://www.ilnutrizionista.eu/2010/05/23/ricette-vegetariane-bruschetta.html</link>
		<comments>http://www.ilnutrizionista.eu/2010/05/23/ricette-vegetariane-bruschetta.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 May 2010 06:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
				<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette vegetariane]]></category>
		<category><![CDATA[stucchichini e fuoripasto]]></category>

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		<description><![CDATA[1 fetta di pane casareccio o integrale, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaio extravergine di oliva, sale. Abbrustolite leggermente la fetta di pane e quindi insaporitela sfregandoci sopra lo spicchio d’aglio che poi potrete infilare in qualche buco della fetta.Adagiatela in un piatto, bagnatela con l’olio e salatela. Non siate avari con l’olio e, se vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/brucschetta1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1432" title="brucschetta1" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/brucschetta1.jpg" alt="" width="104" height="104" /></a>1 fetta di pane casareccio o integrale, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaio extravergine di oliva, sale.<br />
</em>Abbrustolite leggermente la fetta di pane e quindi insaporitela sfregandoci sopra lo spicchio d’aglio che poi potrete infilare in qualche buco della fetta.<span id="more-1427"></span>Adagiatela in un piatto, bagnatela con l’olio e salatela.</p>
<p>Non siate avari con l’olio e, se vi pare il caso, abbondare rispetto al cucchiaio suggerito; se il condimento finirà nel piatto, sarà un vero piacere intingervi del pane.</p>
]]></content:encoded>
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