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	<title>Nutrizionista &#187; pomodoro</title>
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		<title>Prevenzione: il pomodoro, frutto o ortaggio?</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 05:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi fa sorridere pensare che gli antichi considerassero il pomodoro un pericolo per la salute, ma dobbiamo in ogni caso rendere omaggio alla loro capacità di osservazione: il pomodoro appartiene infatti a una famiglia di piante (solanacee) ricco di specie contenenti alcaloidi estremamente potenti o addirittura letali, come il tabacco, la belladonna, la mandragola e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/pomodoro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1763" title="pomodoro" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/pomodoro.jpg" alt="" width="135" height="135" /></a>Oggi fa sorridere pensare che gli antichi considerassero il pomodoro un pericolo per la salute, ma dobbiamo in ogni caso rendere omaggio alla loro capacità di osservazione: il pomodoro appartiene infatti a una famiglia di piante (<em>solanacee</em>) ricco di specie contenenti alcaloidi estremamente potenti o addirittura letali, come il tabacco, la belladonna, la mandragola e lo stramonio.<span id="more-1762"></span></p>
<p>Le piante di pomodoro contengono effettivamente una di queste sostanze, la <strong>tomatina</strong>, che però è presente quasi esclusivamente nella radice e nelle foglie; all’interno del frutto è perciò quasi inesistente (la stessa cosa avviene per le altre solanacee commestibili, come la patata, la melanzana e i peperoni).</p>
<p>Quest’ambiguità nei confronti del pomodoro è ben riassunta dal suo nome botanico, <em>Lycopersicon esculentum</em>, che letteralmente significa “pesca di lupo commestibile”, nome ispirato a una leggenda tedesca secondo la quale le streghe utilizzano le piante allucinogene come la belladonna e la mandragola per trasformarsi in lupi mannari.</p>
<p>Ricordiamo infine che il pomodoro può essere considerato sia un frutto sia un ortaggio. In effetti, dal punto di vista botanico, si tratta di un frutto (o meglio di una bacca), poiché proviene dalla fecondazione di un fiore.</p>
<p>Ma dal punto di vista dell’orticoltura viene piuttosto considerato un ortaggio, come la zucca, sia per quanto riguarda la coltivazione sia per il suo utilizzo.</p>
<p>Questa classificazione, prima di tutto, ha motivazione economiche: un imprenditore americano voleva essere esentato dalle tasse d’importazione della verdura, e cercò di far passare il pomodoro come un frutto, tentativo respinto dalla Corte Suprema americana nel 1873, che proclamò ufficialmente il pomodoro un ortaggio.</p>
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		<title>Prevenzione: &#8220;&#8221;il nutrizionista&#8221;&#8230;ancora sul licopene</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 05:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un certo numero di studi suggeriscono che gli individui che consumano grandi quantità di pomodoro e di prodotti a base di pomodoro mostrano un rischio ridotto di sviluppare il cancro alla prostata, soprattutto per quanto riguarda le sue forme più aggressive. Ciò nonostante, questa relazione non è stata riscontrata in tutti i grandi studi svolti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/carotenoidi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1760" title="carotenoidi" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/carotenoidi.jpg" alt="" width="136" height="46" /></a>Un certo numero di studi suggeriscono che gli individui che consumano grandi quantità di pomodoro e di prodotti a base di pomodoro mostrano un rischio ridotto di sviluppare il cancro alla prostata, soprattutto per quanto riguarda le sue forme più aggressive.<span id="more-1759"></span></p>
<p>Ciò nonostante, questa relazione non è stata riscontrata in tutti i grandi studi svolti finora, perché la grande variabilità nel contenuto di licopene associato ai vari prodotti a base di pomodoro rende difficile dimostrarne i benefici.</p>
<p>Di contro, gli studi svolti su campioni molto ampi di popolazioni, durante i quali il rischio di sviluppare un cancro ala prostata è stato correlato con il consumo di fonti ricche di licopene, come la salsa di pomodoro, hanno permesso di osservare una riduzione del rischio pari a circa il 30%.</p>
<p>Quest’associazione sembra essere più evidente nel caso di individui di età superiore ai 65 anni, fatto che indica come il licopene sembrerebbe più adatto a contrastare lo sviluppo del tumore alla prostata indotto dall’età, rispetto a quello che si sviluppa precocemente, verso i 50 anni, che sembra piuttosto avere origini genetiche.      </p>
<p>I meccanismi con cui il licopene riduce lo sviluppo del cancro alla prostata sono ancora poco noti. Come il suo parente stretto, il betacarotene, il licopene è un eccellente antiossidante, ma il contributo di questa caratteristica all’effetto antitumorale rimane oscuro.</p>
<p>In effetti, secondo alcuni risultati ottenuti sinora, il licopene potrebbe contrastare lo sviluppo del tumore alla prostata grazie a un’azione diretta su alcuni enzimi responsabili delle crescita di questo tessuto, ovvero interferendo con i segnali inviati dagli androgeni, gli ormoni spesso implicati nell’eccessiva crescita del tessuto prostatico; questo carotenoide potrebbe inoltre interferire con la crescita cellulare.</p>
<p>Poiché il licopene assorbito si accumula soprattutto a livello della prostata, la molecola si troverebbe dunque localizzata in modo ideale per impedire un’eventuale crescita eccessiva delle cellule tumorali.</p>
<p>Ciò nonostante, anche se l’insieme delle ricerche sull’effetto antitumorale dei pomodori si è sinora concentrato soprattutto sulla prevenzione del cancro alla prostata, sentiamo di poter affermare che questo ortaggio-frutto potrebbe giocare un ruolo più globale nella prevenzione di altri tipi di cancro.</p>
<p>I meccanismi molecolari responsabili dello sviluppo dei tumori sono molo spesso simili tra un tipo di cancro e un altro, sembra dunque verosimile che il licopene possa interferire con lo sviluppo di altri tumori.</p>
<p>I pomodori dovrebbero dunque essere considerati come parte di una strategia alimentare globale per la prevenzione del cancro.</p>
<p>In sintesi, il consumo di prodotti a base di pomodoro costituisce un ottimo metodo per ridurre il rischio di sviluppare il cancro alla prostata. Detto ciò, i risultati ottenuti finora indicano che la quantità di licopene necessaria per osservare una significativa riduzione nel rischio di tumore è relativamente elevata.</p>
<p>È quindi importante scegliere non solo prodotti ricchi di licopene, ma anche quelli in cui la forma di licopene presente è maggiormente assimilabile dall’organismo.</p>
<p>In questo senso, la salsa di pomodoro rappresenta l’alimento ideale, poiché presenta grandi concentrazioni di questa molecola, che è resa facilmente assimilabile dalla cottura prolungata dei pomodori e dalla presenza dell’olio d’oliva.</p>
<p>Il semplice consumo di due pasti alla settimana a base di salsa di pomodoro può ridurre del 25% il rischio di sviluppare un tumore alla prostata. E non dimenticate di aggiungere anche l’<a href="http://www.ilnutrizionista.eu/category/prevenzione/aglio-e-cipolla"><span style="color: #0000ff;">aglio</span></a>!!!</p>
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		<title>Prevenzione: &#8220;il nutrizionista&#8221; studia il licopene</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 05:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il licopene fa parte della grande famiglia dei carotenoidi, una classe molto varia di molecole fitochimiche responsabili del colore giallo, arancio e rosso di molta frutta e verdura. Poiché il corpo umano non è in grado di sintetizzare i carotenoidi,queste molecole devono provenire dall’integrazione di questi vegetali nell’alimentazione. Alcuni carotenoidi, come il betacarotene e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/pomo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1750" title="pomo" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/06/pomo.jpg" alt="" width="126" height="104" /></a>Il <strong>licopene</strong> fa parte della grande famiglia dei <strong>carotenoidi</strong>, una classe molto varia di molecole fitochimiche responsabili del colore giallo, arancio e rosso di molta frutta e verdura.<span id="more-1749"></span></p>
<p>Poiché il corpo umano non è in grado di sintetizzare i <strong>carotenoidi</strong>,queste molecole devono provenire dall’integrazione di questi vegetali nell’alimentazione.<a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/07/licopene.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1755" title="licopene" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/07/licopene.jpg" alt="" width="140" height="105" /></a></p>
<p>Alcuni <strong>carotenoidi</strong>, come il <strong>betacarotene</strong> e la <strong>betacriptoxantina</strong>, sono dei precursori della <strong>vitamina A</strong>, essenziale alla crescita, mentre altri membri della stessa famiglia, come la<strong> luteina</strong>, la <strong>zeoxantina</strong> e il<strong> licopene</strong>, non hanno attività legate alla vitamina A ed il loro ruolo è quindi diverso.</p>
<p>Per esempio, la <strong>luteina</strong> e la <strong>zeoxantina</strong> assorbono in modo efficace la componente blu della luce e potrebbero dunque proteggere gli occhi riducendo il rischio di degenerazione maculare senile e la formazione della cataratta.</p>
<p>Il ruolo del <strong>licopene</strong> è ancora poco noto, ma diverse recenti osservazioni suggeriscono che tra tutti i <strong>carotenoidi</strong> il <strong>licopene</strong> è quello con il maggior impatto sulla prevenzione del cancro.</p>
<p>Il <strong>licopene</strong> è il pigmento responsabile della colorazione rossa del pomodoro e questo frutto-ortaggio è di gran lunga la migliore fonte alimentare di questa sostanza. Come regola generale, i prodotti a base di pomodori costituiscono circa l?85% dell’apporto di <strong>licopene</strong>, mentre il restante 15% è fornito da altri frutti.</p>
<p>Il contenuto di<strong> licopene</strong> nei pomodori coltivati è sfortunatamente molto inferiore rispetto a quello della specie selvatica originaria, il <em>Lycopersicon pimpinellifolium</em> (50 microgrammi per grammo contro 200-250 microgrammi in alcune specie selvatiche).</p>
<p>Questa differenza è dovuta al numero ristretto di specie utilizzate per l’ibridazione, cosa che riduce anche la variabilità dei geni della pianta.</p>
<p>È dunque auspicabile che la reintroduzione del bagaglio genetico delle specie selvatiche aumenti il contenuto di<strong> licopene</strong> per permettere a questa sostanza di esercitare ancor meglio i suoi effetti protettivi nei confronti dei tumori.</p>
<p>I prodotti fabbricati a partire dal pomodoro cotto sono particolarmente ricchi di <strong>licopene</strong> e, cosa ancor più importante, la rottura delle cellule del frutto tramite il calore permette una migliore estrazione della molecola e induce dei cambiamenti strutturali, che la rendono più assimilabile dall’organismo.</p>
<p>I grassi aumentano anch’essi la disponibilità del<strong> licopene</strong> e la cottura dei pomodori in olio d’oliva permette dunque di aumentare la quantità di<strong> licopene</strong> che può essere assorbita.</p>
<p>Infine, nonostante quello che l’amministrazione Regan ha proposto nel 1981 per giustificare la decisione di tagliare i fondi destinati ai programmi alimentari per le scuole, il ketchup non è una verdura e il suo elevato contenuto di <strong>licopene</strong> non deve far dimenticare che contiene anche zucchero, in quantità pari a un terzo del suo peso.</p>
<p>I Paesi che sono grandi consumatori di pomodoro, come l’Italia, la Spagna e il Messico, hanno un tasso di tumore alla prostata molto più basso dell’America del Nord .</p>
<p>Evidentemente, queste statistiche non dicono che queste differenze sono legate al ruolo che i pomodori occupano nel regime alimentare (gli asiatici non consumano pomodori eppure non sono affetti da questa malattia), ma possono sicuramente stimolare i ricercatori nel cercare di stabilire un legame tra lo sviluppo del tumore alla prostata ed il consumo di pomodoro.</p>
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		<title>Prevenzione: &#8220;il nutrizionista&#8221; alla volta del pomodoro</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 05:00:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il pomodoro è originario dell’America del Sud, molto probabilmente del Perù, dove ancora oggi cresce allo stato selvatico. Di colore giallo e dalla grandezza dei nostri pomodori ciliegia, i pomodori peruviani non venivano consumati dagli incas. Sono stati piuttosto gli aztechi dell’America centrale a iniziare la coltivazione di quelli che chiamavamo tomalt , “il frutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/07/pomod.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1753" title="pomod" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/07/pomod.jpg" alt="" width="81" height="150" /></a>Il pomodoro è originario dell’America del Sud, molto probabilmente del Perù, dove ancora oggi cresce allo stato selvatico. Di colore giallo e dalla grandezza dei nostri pomodori ciliegia, i pomodori peruviani non venivano consumati dagli incas.<span id="more-1747"></span></p>
<p>Sono stati piuttosto gli aztechi dell’America centrale a iniziare la coltivazione di quelli che chiamavamo <em>tomalt</em> , “il frutto polposo”, che utilizzavano già assieme con il peperoncino per preparare quella che senza dubbio è l’antenato dell’attuale salsa di pomodoro.</p>
<p>Scoperto dagli spagnoli durante la conquista del Messico all’inizio del XVI secolo, il pomodoro arriva prima in Spagna, poi in Italia, dove nel 1544 viene notata la somiglianza del <em>pomo d’oro</em> con la <em>belladonna</em> e la terribile <em>mandragola</em>, due piante dagli effetti velenosi molto potenti.</p>
<p>Non ci volle molto perché il pomodoro venisse considerato un frutto tossico e a lungo venne utilizzato solo come pianta ornamentale nell’Europa settentrionale, per “coprire terrazze e pergolati arrampicandosi allegramente dappertutto, afferrandosi solidamente agli appigli. I frutti non devono essere mangiati, vengono utilizzati solo nella medicina e sono piacevoli da maneggiare ed annusare” (Olivier de Serres, Teatro dell’agricoltura).</p>
<p>È solo un secolo e mezzo più tardi, nel 1692, che il pomodoro fa la sua comparsa in un libro di ricette italiane ed occorre attendere un altro secolo perché il suo uso in cucina si estenda anche a tutto il resto dell’Europa.</p>
<p>Gli abitanti del Nuovo Mondo hanno mostrato la stessa reticenza a includere il pomodoro nell’alimentazione quotidiana, nonostante l’esempio fornito da certi personaggi illustri, come Thomas Jefferson, e il pomodoro diventa di uso comune solo verso la metà del XIX secolo.</p>
<p>Oggi è una delle principali fonti di vitamine e sali minerali del regime alimentare occidentale.</p>
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