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	<title>Nutrizionista &#187; curcuma</title>
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		<title>Prevenzione: gli effetti antitumorali della curcuma, la curcumina</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 05:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per quanto ne sappiamo, non è stato svolto alcuno studio epidemiologico sul legame potenziale tra consumo di curcuma e sviluppo del cancro. Malgrado tutto, &#8220;il nutrizionista&#8221; vuole mettere in risalto come nelle comunità scientifica c’è un certo consenso sul fatto che la curcuma potrebbe essere responsabile delle enormi differenze tra il tasso di alcuni tumori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/curcuma1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1253" title="curcuma" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/curcuma1.jpg" alt="" width="100" height="91" /></a>Per quanto ne sappiamo, non è stato svolto alcuno studio epidemiologico sul legame potenziale tra consumo di curcuma e sviluppo del cancro. Malgrado tutto, &#8220;il nutrizionista&#8221; vuole mettere in risalto come nelle comunità scientifica c’è un certo consenso sul fatto che la curcuma potrebbe essere responsabile delle enormi differenze tra il tasso di alcuni tumori in India e quello dei Paesi occidentali, per esempio gli Stati Uniti.<span id="more-1252"></span></p>
<p>Questa ipotesi si basa sul fatto che la curcuma è quasi esclusivamente consumata in India e in quantità elevate, e sul numero impressionante di risultati ottenuti in laboratorio sugli effetti antitumorali del componente principale della curcuma, la <strong>curcumina</strong>.<a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-curcuma.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1256" title="Immagine curcuma" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-curcuma-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" /></a></p>
<p>I <strong>curcuminoidi</strong> sono le sostanze principale presenti nella curcuma (circa il 5% del peso della radice secca), queste molecole sono responsabili non solo della colorazione giallastra della curcuma, ma anche degli effetti benefici associati al suo consumo.</p>
<p>In effetti, la sostanza principale della curcuma, la<strong> curcumina</strong>,  possiede diverse attività farmacologiche, tra cui proprietà <span style="text-decoration: underline;">antitrombotiche , ipercolesterolemizzanti e antiossidanti</span> (qualche volta superiori alla vitamina E), oltre ad avere un grande <span style="text-decoration: underline;">potenziale antitumorale</span>.</p>
<p>Gli effetti antitumorali della curcuma negli animali da laboratorio sono stati confermati osservando che la somministrazione di questa molecola ai topi previene la comparsa di tumori indotti da vari agenti cancerogeni.</p>
<p>Questi studi hanno dimostrato che la <strong>curcumina</strong> sarebbe utile nella prevenzione e nel trattamento di vari tipi di tumore, tra cui quello allo stomaco, all’intestino, al colon, alla pelle e al fegato, prevenendo sia la comparsa del tumore sia il suo sviluppo.</p>
<p>Tali risultati concordano con quelli ottenuti utilizzando le cellule tumorali coltivate in laboratorio, il cui la <strong>curcumina</strong> blocca la crescita di un numero impressionante di cellule che provengono da tumori umani, soprattutto quelle delle leucemie, del tumore al colon, al seno e all’ovaio.<a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/Copia-di-Immagine-curcuma.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1257" title="Copia di Immagine curcuma" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/Copia-di-Immagine-curcuma-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>In generale, questo effetto si basa sul blocco di alcuni processi necessari alla sopravvivenza delle cellule cancerose, blocco che le rende incapaci di sfuggire alla morte per apoptosi.</p>
<p>Alcuni studi suggeriscono anche che la <strong>curcumina</strong> impedisca la formazione di nuovi vasi sanguigni per angiogenesi, privando improvvisamente i tumori della loro fonte di energia.</p>
<p>Numerosi studi hanno confermato il potenziale effetto protettivo della <strong>curcumina</strong>, utilizzando modelli sperimentali dove il cancro non viene indotto da sostanze cancerogene, ma piuttosto da fattori di rischio più rappresentativi per gli esseri umani.</p>
<p>Per esempio, prendendo come modello i topi transgenici che sviluppano spontaneamente dei polipi a livello del tratto gastrointestinale, un fattore di rischio importante per il cancro al colon, la somministrazione di <strong>curcumina</strong> è stata in grado di bloccare in modo significativo (40%) lo sviluppo di questi polipi, impedendo che degenerino in tumori veri e propri.</p>
<p>Sembra quindi che l’integrazione della curcumina delle dieta di persone gia colpite da questi polipi possa contribuire a evitare che degenerino in forme tumorali.</p>
<p>Il cancro al colon è il tipo di tumore su cui la <strong>curcumina</strong> sembra essere più efficace. L’ipotesi si basa sull’osservazione che questa sostanza riduce i livelli di un enzima chiamato <span style="text-decoration: underline;">cicloossigenasi-2</span> (COX-2), responsabile della produzione di molecole che provocano l’infiammazione (l’aspirina e i celebri antinfiammatori Celebrex e Vioxx sono degli inibitori di questo enzima).</p>
<p>Questa proprietà potrebbe avere un effetto benefico sul cancro al colon, infatti studi realizzati finora indicano che questi antinfiammatori potrebbero ridurne la frequenza.</p>
<p>A questo proposito, un recente studio sugli effetti della somministrazione per via orale della curcumina mostra una riduzione notevole delle molecole infiammatorie liberate dalla COX-2 nel sangue dei soggetti osservati.</p>
<p>Questo effetto è estremamente interessante, soprattutto alla luce dei recenti risultati che mostrano come gli antinfiammatori sistetici svolgano effetti secondari che potrebbero limitare il loro utilizzo futuro ai fini della prevenzione del cancro al colon.</p>
<p>Un aspetto che potrebbe a prima vista ridurre l’efficacia della <strong>curcumina</strong> è la sua debole biodisponibilità, ovvero lo scarso assorbimento da parte dell’organismo.</p>
<p>Tuttavia, è importante notare che una molecola contenuta nel pepe, la <strong>piperina</strong>, aumenta più di mille volte l’assorbimento della curcumina, azione che potrebbe sicuramente essere sfruttata per massimizzare gli effetti di questa molecola.</p>
<p>La saggezza popolare forse aveva ancora una volta preceduta la scienza, poiché il pepe è sempre stato un componente essenziale del curry…</p>
<p>Questo esempio illustra meravigliosamente bene il concetto di sinergia culinaria, dove il consumo di un alimento nello stesso pasto contribuisce a potenziare l’effetto di un altro alimento.</p>
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		<title>Prevenzione: proprietà terapeutiche della curcuma</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 05:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La curcuma faceva già parte dei duecentocinquanta medicamenti vegetali menzionati in una serie di trattati medici risalenti a circa 3.000 anni prima di Cristo, scritti in caratteri cuneiformi su tavolette di pietra e raccolte dal re Assurbanipal (669-627 a.C.). l’erbario di Assiria, come l’ha chiamato il suo scopritore, l’inglese R.C. Thompson D’altro canto, l’interesse suscitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/curcuma2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1232" title="curcuma2" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/curcuma2.jpg" alt="" width="105" height="137" /></a>La curcuma faceva già parte dei duecentocinquanta medicamenti vegetali menzionati in una serie di trattati medici risalenti a circa 3.000 anni prima di Cristo, scritti in caratteri cuneiformi su tavolette di pietra e raccolte dal re Assurbanipal (669-627 a.C.). l’erbario di Assiria, come l’ha chiamato il suo scopritore, l’inglese R.C. Thompson<span id="more-1231"></span></p>
<p>D’altro canto, l’interesse suscitato dalla curcuma nella ricerca da parte de &#8220;il nutrizionista&#8221;, degli alimenti con attività di <a href=" http://www.ilnutrizionista.eu/category/prevenzione"><span style="color: #0000ff;">prevenzione</span> </a> del cancro trae principalmente origine dalle numerose tradizioni medicinali dove questa spezia è onnipresente.</p>
<p>La curcuma, in effetti, è uno dei principali componenti della medicina tradizionale indiana, la medicina ayurvedica (da <em>ayur</em>, vita e <em>vedic</em>, conoscenza).</p>
<p>Probabilmente la più antica medicina tradizionale del genere umano (la prima scuola fu fondata verso l’anno 800 a.C.), quella <em>ayurvedica</em> è la base di tutta la medicina tradizionale asiatica (cinese, tibetana e islamica) e oggi viene ancora praticata in India, dove è considerata una valida alternativa a quella occidentale.</p>
<p>Secondo questa medicina, la curcuma è un alimento delle proprietà terapeutiche purificatrici per l’organismo e viene utilizzata per trattare una grande varietà di disturbi fisici, come quelli <strong>digestivi</strong>, la <strong>febbre</strong>, le <strong>infezioni</strong>, l’<strong>artrite</strong>, la <strong>dissenteria</strong>, l’<strong>itterizia</strong> e altri problemi di <strong>natura epatica</strong>.</p>
<p>Gli indiani non sono stati i soli ad attribuire alla curcuma proprietà benefiche per la salute. Anche la medicina cinese la utilizza per trattare problemi epatici, le congestioni e le emorragie.</p>
<p>La curcuma era particolarmente diffusa nella regione di Okinawa, situata nelle isole Ryukus a sud del Giappone, dove veniva utilizzata di frequente con il nome di <em>ucchin</em> durante tutto il periodo del regno di <strong>Ryukyuan</strong> (dal XII al XVII secolo), sia come medicinale o spezia sia come colorante del <strong>Takuan</strong>, una radice marinata.</p>
<p>Dopo che le isole vennero invase dal clan <strong>Satsuma</strong> nel 1609, la curcuma cadde nell’oblio, ma recentemente è tornata alla ribalta, soprattutto sotto forma di infuso.</p>
<p>Celebri per la loro longevità (86 anni per le donne e 77 per gli uomini) e per il numero singolarmente alto di ultracentenari (34 ogni 100.000 abitanti, contro 10 per 100.000 abitanti in America). Gli abitanti di Okinawa considerano l’<em>ucchin</em> come uno degli alimenti che contribuiscono al loro eccezionale stato di salute.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Il termine curcuma proviene senza dubbio dalla parola araba <span style="text-decoration: underline;">kourkoum</span>, che significa zafferano; in effetti, la curcuma viene anche chiamata “zafferano delle Indie”. Marco Polo nel 1280 menziona la scoperta di “una pianta che ha tutte le proprietà del vero zafferano, il suo sapore e il suo colore, senza essere però zafferano”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Anticamente, la curcuma veniva anche chiamata “terra pregiata”, forse in riferimento alla sua lontana provenienza o al suo valore. Questo termine oggi non viene più utilizzato, ma rappresenta in ogni caso l’origine del nome inglese dato alla curcuma, turmeric.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Non bisogna confondere la curcuma con il curry. La parola curry viene dal tamil kari, termine che indica un piatto cucinato in una salsa speziata. Questa parola fu mal interpretata dai colonizzatori britannici, che l’hanno associata alle diverse spezie, ma piuttosto una miscela di spezie diverse, nella quale la curcuma è presente in grandi quantità (20-30%), solitamente insieme a coriandolo, cumino, cardamomo e a vari tipi di pepe (di Cayaenna, rosso e nero).</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Esistono però molte varietà di curry, soprattutto per quanto riguarda la quantità di pepe, cosa che talvolta può causare vampate di colore ai commensali un po’ imprudenti!</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>E non eviterete di provare questa esperienza se darete affidamento ad alcune ricerche che  indicano che gli indiani presentano il più basso tasso di morbo di Alzhheimer al mondo, cinque volte inferiore rispetto a quello dei Paese occidentali</em></p>
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		<title>Prevenzione: la curcuma</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 05:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;il nutrizionista&#8221; fa introspezione nel mondo delle spezie, trattando la curcuma: è una polvere dal colore giallo intenso ottenuto dalla frantumazione del rizoma di una pianta tropicale della famiglia dello zenzero, la Curcuma longa, che cresce prevalentemente in India e Indonesia. In questi paesi,  e soprattutto l’India, è una spezia sacra e ha sempre occupato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/curcuma-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1228" title="curcuma 1" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/curcuma-1.jpg" alt="" width="126" height="87" /></a>&#8220;il nutrizionista&#8221; fa introspezione nel mondo delle spezie, trattando la curcuma: è una polvere dal colore giallo intenso ottenuto dalla frantumazione del rizoma di una pianta tropicale della famiglia dello zenzero, la <em>Curcuma</em><em> longa</em>, che cresce prevalentemente in India e Indonesia.<span id="more-1227"></span></p>
<p>In questi paesi,  e soprattutto l’India, è una spezia sacra e ha sempre occupato un posto importante nelle tradizioni sociali, culinarie e medicinali.</p>
<p>In effetti nessun altro alimento di cui abbiamo precedentemente parlato è così strettamente associato alla cultura di un solo paese. Ancora oggi la curcuma fa parte dell’alimentazione quotidiana degli indiani, che ne consumano in media 1,5-2 g al giorno.</p>
<p>Per contro, anche se in Europa è conosciuta da molto tempo, la curcuma non è mai entrata a far parte delle tradizioni culinarie e medicinali europee.</p>
<p>Veniva apprezzata soprattutto per il suo colore; i greci la utilizzavano per tingere le vesti e i pittori del Medioevo se ne servivano per ottenere un bel verde mescolandola all’indaco.</p>
<p>Ancor oggi, la curcuma resta una spezia relativamente sconosciuta nei nostri paesi, se non sotto il nome un po’ provocatorio di “<strong>E100</strong>”, il <a href=" http://www.ilnutrizionista.eu/2010/03/17/corretta-alimentazione-additivi-e-conservanti-il-nutrizionista-informa.html">colorante alimentare </a>che conferisce il colore giallo alla senape.</p>
<p>Poiché il contenuto di curcuma nella senape è circa di 50 mg ogni 100 g, significa che dovremmo consumarne circa 4 kg al giorno per ottenere lo stesso apporto di curcuma degli indiani!</p>
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		<title>Prevenzione: la curcuma, una spezia antitumorale</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 08:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensando a quanto comuni sono oggi in cucina, utilizzate per integrare una corretta alimentazione, è difficile immaginare che una volta le spezie rappresentassero una merce preziosa tanto quanto oggi sono preziosi oro e petrolio. Nondimeno, per lo più di 2000 anni, la scoperta della nuove spezie ha infervorato l’Europa, stimolato la cupidigia dei regnanti e spinto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/curcuma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1225" title="curcuma" src="http://www.ilnutrizionista.eu/wp-content/uploads/2010/05/curcuma.jpg" alt="" width="99" height="132" /></a>Pensando a quanto comuni sono oggi in cucina, utilizzate per integrare una <a href=" http://www.ilnutrizionista.eu/category/corretta-alimentazione"><span style="color: #0000ff;">corretta alimentazione</span></a>, è difficile immaginare che una volta le spezie rappresentassero una merce preziosa tanto quanto oggi sono preziosi oro e petrolio. Nondimeno, per lo più di 2000 anni, la scoperta della nuove spezie ha infervorato l’Europa, stimolato la cupidigia dei regnanti e spinto a lunghi viaggi uomini coraggiosi, che cercavano di scoprire nuove vie per accedere a tali ricchezze.<span id="more-1224"></span></p>
<p>Senza questo desiderio di potere, Vasco de Gama  non avrebbe doppiato il Capo di Buona Speranza, e Cristoforo Colombo o Jacques Cartier non avrebbero scoperto l’America…</p>
<p>Le ragioni di questo interesse nei confronti delle spezie restano poco chiare,. È possibile che servissero soprattutto a mascherare il gusto insipido o sgradevole di alcuni alimenti, in particolare la carne, che veniva conservata con l’aggiunta di grandi quantità di sale, poco si sapeva della loro azione di <a href="http://www.ilnutrizionista.eu/category/prevenzione"><span style="color: #0000ff;">prevenzione</span></a>, cosa che &#8220;il nutrizionista&#8221; tenta di evidenziare&#8230;</p>
<p>Per altri versi, le spezie rappresentavano una merce di lusso riservata ai ricchi, che permetteva loro di ostentare ricchezza e status sociale.</p>
<p>Che fosse lo zafferano gettato lungo il suo cammino quando Nerone entrò a Roma, o il pepe, lo zenzero, il cardamomo o lo zucchero, che servivano a pagare gli avvocati per il lavoro svolto, le spezie costituivano sicuramente un simbolo di ricchezza e di potere.</p>
<p>Poiché è la rarità a rendere qualcosa prezioso, è probabile che anche la lontana provenienza delle spezie abbia contribuito non poco a farne degli ingredienti critici e ricercati. In effetti, partire alla scoperta delle spezie significava imbarcarsi in un lungo viaggio verso l’Oriente, in particolare verso la Cina e l’India: curiosamente, la grande maggioranza delle spezie, come lo <strong>zenzero</strong>, il <strong>cardamomo</strong> o lo <strong>zafferano</strong>, provengono da piante che crescono esclusivamente in queste zone del mondo.</p>
<p>Tenuto conto delle molte sostanza antitumorali presenti nelle spezie, possiamo solo essere felici di poter disporre di tali ricchezze.</p>
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